"Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare,
e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire..."
(Tiromancino)

venerdì 3 ottobre 2008

PAGAIA TRADIZIONALE: PERCHE’? di Nicola De Florio

pagaia, arpione e kayak tradizionali InuitPer pagaie tradizionali si intendono quelle tipiche usate dagli Inuit della Groenlandia e delle isole Aleutine, a pale strette e non incrociate, quando la loro sopravvivenza dipendeva dalla caccia e dalla pesca praticata a bordo del kayak. Ebbene nella loro rudimentale costruzione, sia il kayak che la pagaia, erano il risultato della loro esperienza e dei materiali reperibili in zone così ostili. Resta il fatto che, con quelle possibilità, erano riusciti a trovare le forme e le linee perfettamente funzionali per affrontare giornate intere di navigazione in condizioni meteo alquanto avverse. Pertanto, dopo tante osservazioni e analisi sulle loro pagaie e sui loro kayak, abbiamo constatato che per medi e lunghi percorsi, oltre a un buon allenamento, ci vuole una pagaia adatta; e quale prova più convincente delle pagaie tradizionali Inuit?
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facciata e sezioni alle varie distanze di una pagaia modello GreenlandUna pagaia corta (cm. 180 circa) con pale larghe (cm. 20 circa) è adatta alla navigazione in spazi ristretti come fiumi, torrenti o sotto la vegetazione; le sue pale larghe danno buona resa e discreto appoggio anche in spazi così ridotti. Una pagaia di lunghezza come la precedente, ma con pale strette (cm. 9 circa) e lunghe (cm. 60 circa) non darebbe una buona resa e neppure un buon appoggio.
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particolare delle sezioni a varie distanze di una pagaia modello GreenlandUna pagaia di lunghezza media (cm. 220 circa) con pale larghe (cm. 20 circa) è adatta alla navigazione in spazi più estesi, come laghi e mari; le sue pale danno un’ottima resa ed un buon appoggio, ma subiscono forte pressione con vento contrario ed, anche quando le pale sono incrociate, non consentono di mantenere un ritmo costante su tragitti medio-lunghi ed affaticano molto; anche i polsi soffrono dovendo continuamente effettuare la rotazione ad ogni pagaiata. Sono quindi adatte a tragitti piuttosto brevi con necessità di molta propulsione, quindi a competizioni sportive.
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facciata e sezioni alle varie distanze di una pagaia modello AleutinaUna pagaia di lunghezza come la precedente, ma con pale strette (cm. 9 circa) e lunghe (cm. 80 circa), adatta alla navigazione come sopra, offre una buona resa su percorsi medio-lunghi; permette un buon appoggio; soffre poco il vento, affatica molto meno braccia e polsi, anche perché non necessita di rotazione.
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particolare delle sezioni a varie distanze di una pagaia modello AleutinaUna pagaia piuttosto lunga (cm. 240/250 circa) con pale larghe (cm. 20 circa) è incredibilmente faticosa in quanto con un braccio di leva così lungo è quasi impossibile pagaiare, inoltre il vento contrario svilupperebbe una forza tale da impedirne l’avanzamento. Questo tipo di pagaia è assolutamente da scartare!
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profili di lato e di fronteUna pagaia di lunghezza come la precedente, ma con pale strette (cm. 9 circa) e lunghe (cm. 90/92 circa), è specialmente adatta a percorsi medio-lunghi di navigazione sui laghi e mari con ottima resa; ottimo appoggio; ridotto affaticamento e, a secondo
del profilo delle pale, pochissima sofferenza al vento. Questa è la PAGAIA DA MARE!
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estremità incapsulate in vetroresinaIl profilo delle pale di una pagaia tradizionale, oltre che a determinare la zona di provenienza di alcuni modelli, determina anche la maggiore o minore resa durante la navigazione. Supponiamo di avere due pagaie tradizionali della medesima lunghezza e medesima larghezza, ma una con la parte più larga all’estremità; l’altra con la parte più larga al centro della pala. Si deduce che accorciando il braccio di leva si riduce anche la forza da impiegare pur mantenendo la stessa presa d’acqua; al contempo si sopporta meglio il vento contrario sulla pala esposta. Anche la sezione delle pale consente di ottenere un maggiore o minore grip. Pertanto una sezione con le due facciate molto convesse non consente una buona spinta, mentre una sezione con le due facciate leggermente convesse consente una buona spinta e morbidezza. Per chi, da una pagaia tradizionale, vuole una spinta forte ma che una buona sopportazione al vento contrario: la pagaia ideale è a pale con sezione concava da un lato e convessa dall’altro. Non esiste una pagaia perfetta per tutte le esigenze, ma scegliendo il profilo giusto si può ottenere un buon margine di versatilità.
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manico, già arrotondato, composto dal listello centrale e dalle guancetteUna buona pagaia tradizionale deve essere rigorosamente fatta in legno! Il legno è un cattivo conduttore di calore e quindi non scotta se lasciato al sole e non gela se lasciato al freddo. A seconda delle esigenze, il legno può essere scelto tra le diverse essenze in funzione del peso, del colore, della durezza e delle sue venature. Il legno galleggia in acqua. Il legno unito tra varie essenze può dare risultati ottici piacevoli; a strati sovrapposti, può costituire un prodotto indeformabile e alquanto rinforzato. Il legno è trattabile con idrorepellenti, vernici e resine speciali. Le parti interne devono essere in legno di abete (legno leggero, ma abbastanza forte), mentre le parti esterne in legno di douglas, frassino, mogano, ciliegio, ecc. (legno duro).
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i quattro listelli che compongono una pala con il listello centrale che va da un'estremità all'altra, i listelli incollati tra loro ed il profilo della palaUna buona pagaia dovrebbe essere ricavata da un "sandwich" a strati di legni sovrapposti incollati tra loro tenendo conto di ottenere complessivamente peso accettabile, robustezza, indeformabilità, impermeabilità, maneggevolezza. I legni che la compongono devono essere esenti da nodi soprattutto in parti soggette a sollecitazione. Deve avere le estremità rinforzate affinché non si rovinino facilmente e lascino filtrare acqua nel legno. Deve essere ben equilibrata. Il manico rigido e ovale ben levigato che consente maneggevolezza, robustezza e riconoscimento costante della posizione delle pale anche al buio. Le pale non troppo rigide. Deve essere trattata per l’impermeabilizzazione con due mani di resina epossidica bi-componente a distanza di 48 ore una dall’altra, previa carteggiatura e due mani di vernice poliuretanica bi-componente (preferibile satinata per evitare l’appiccichio alle mani e i riflessi del sole negli occhi) a distanza di 24 ore l’una dall’altra, previa carteggiatura. Le colle usate devono essere idroresistenti e termoresistenti (epossidiche, poliuretaniche, viniliche super extra).
Se qualcuno vuole provare a costruirsene una sappia:
Che ci vogliono un po' di attrezzi
Che ci vuole un po' di abilità
Che ci vuole molto olio di gomito e pazienza
Che ci vogliono circa 100 € di materiali
Che se viene bene la soddisfazione è grande!
Che se viene male la delusione è grande!
Che se viene male la prima, la seconda verrà meglio!
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pagaie tradizionali pronte per la navigazione!Foto (tranne la prima) e testo di Nicola “NIKO” De Florio.
L’autore vive a Varese e dalle sue mani nascono le mitiche pagaie “AVATAK” http://www.avatakpagaie.com/ Tel. +39 333 4924557 E-mail: avatak@libero.it

lunedì 29 settembre 2008

LA GARZETTA, LA DAMIGELLA DEL LAGO

E’ forse il più bel airone che si possa incontrare pagaiando! E’ un piccolo ardeide appartenente all’ordine Ciconiiformes, famiglia Ardeidae e il suo nome scientifico è Egretta garzetta. E’ un elegante uccello bianco candido con collo lungo e sottile, becco e zampe neri, piedi gialli. In periodo riproduttivo, sul dorso presenta un lungo ciuffo di piume ornamentali, le “aigrettes”, sporgente sopra la coda. Altre piume allungate crescono sul petto e sulla nuca. La Garzetta, come altri aironi, vola mantenendo il collo a “S” con la testa incassata tra le spalle.
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Nidifica in colonie, formate anche da migliaia di coppie, insieme con altre specie di ardeidi come Nitticora e Sgarza ciuffetto. Le colonie, chiamate garzaie, si trovano in boschi, anche di pochi ettari, all’interno di zone umide estese di origine naturale o artificiale, ad esempio risaie. Una delle caratteristiche più importanti per la scelta del sito di nidificazione è l’inacessibilità della garzaia ai predatori terrestri, garantita in genere dalla presenza di acqua tutto intorno.
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La dieta della Garzetta è costituita da girini e adulti di anfibi, pesci, larve di libellule e altri grossi invertebrati. Le prede vengono catturate camminando lentamente in zone con acqua bassa.
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In Lombardia la Garzetta si riproduce in una trentina di colonie, la maggioranza delle quali situata nella zona risicola del pavese. Nel Lariano è possibile vederle sul lago di Garlate, Olginate, nei laghi Briantei e lungo l’Adda emissario. Gran parte della popolazione italiana è migratrice ma il numero degli individui che svernano nel nostro paese è in costante aumento.
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venerdì 26 settembre 2008

GIOCHI DELL’ARTICO

gara di SnowshoeingNelle lunghe notti d’inverno dell’Artico, i Popoli del Ghiaccio, all’interno dell’igloo e della tenda, ascoltavano gli Anziani raccontare storie e favole che servivano ad educare i giovani. Erano imbattibili nell’inventare giochi che potevano essere realizzati in uno spazio ridotto. Oggi, i Popoli Artici organizzano delle “giornate sportive” per celebrare le feste natalizie o pasquali. I primi Giochi Olimpici Invernali dell’Artico risalgono al 1970 e furono celebrati in Canada. Essi rappresentano l’evento sportivo e culturale più importante di questa parte del Globo che vede impegnati gli atleti in sport tradizionali che traggono la loro origine dalla vita quotidiana dei popoli nordici. Era d’uso, dopo il lungo inverno passato in isolamento, che i gruppi famigliari si ritrovassero per effettuare scambi di merci, concludere alleanze, celebrare matrimoni. In tali occasioni venivano celebrate delle cerimonie, nelle quali avevano una parte importante le danze e le prove di forza, di resistenza, di abilità. I Giochi Olimpici Invernali dell’Artico perpetuano, in modo più attuale, tali tradizioni e cerimonie. Essi sono anche occasione per fare incontrare giovani atleti che vivono nel Grande Nord, ma che provengono da altre Culture.

gara di Dog MushingSito ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali dell'Artico: http://www.arcticwintergames.org/

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mercoledì 24 settembre 2008

ESCURSIONE SUL LAGO DI PUSIANO

Ricordo a tutti gli Inuit del Lario che, come da calendario, Domenica prossima, 28 settembre, è in programma l'escursione sul lago di Pusiano.
Il programma di massima è:
-8.30 ritrovo alla sede del CK90... caffettino e ultimi preparativi
-9.00 partenza
-9.30 arrivo al luogo d'imbarco, a Bosisio Parini in zona cimitero
-10.30 Imbarco
Faremo il giro del lago di Pusiano, Isola dei Cipressi compresa, e, se il livello dell’acqua lo consentirà, passeremo nel Lago di Alserio attraverso il suo emissario e il Lambro. Percorso totale circa 20km. Pranzo al sacco. Rientro previsto nel tardo pomeriggio.
Per conferma e informazioni: inuitdellario@gmail.com - Felice (Eppiluk) 349.5216020
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PERCORSO DELL'ESCURSIONE .

martedì 23 settembre 2008

IL FULCRO DELL’ANDARE IN KAYAK

Qaqatuk e NerrajaqL’essenza della tecnica del kayak consiste nella ricerca di un punto di forza in acqua che consenta alla pagaia di fare da perno per muovere il kayak. La pala in acqua è un fulcro, un punto di presa che consente di avanzare, retrocedere, cambiare direzione, appoggiarsi o eskimare, ma sempre in funzione del movimento dello scafo. Andare in kayak non significa muovere la pagaia, ma spostarsi con il kayak sfruttando la resistenza dell’acqua: muovere la pagaia senza usufruire dell’aiuto che l’acqua, con la consistenza mutevole, può dare, rende il gesto inefficace.

Qivittoq