"Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare,
e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire..."
(Tiromancino)

venerdì 26 settembre 2008

GIOCHI DELL’ARTICO

gara di SnowshoeingNelle lunghe notti d’inverno dell’Artico, i Popoli del Ghiaccio, all’interno dell’igloo e della tenda, ascoltavano gli Anziani raccontare storie e favole che servivano ad educare i giovani. Erano imbattibili nell’inventare giochi che potevano essere realizzati in uno spazio ridotto. Oggi, i Popoli Artici organizzano delle “giornate sportive” per celebrare le feste natalizie o pasquali. I primi Giochi Olimpici Invernali dell’Artico risalgono al 1970 e furono celebrati in Canada. Essi rappresentano l’evento sportivo e culturale più importante di questa parte del Globo che vede impegnati gli atleti in sport tradizionali che traggono la loro origine dalla vita quotidiana dei popoli nordici. Era d’uso, dopo il lungo inverno passato in isolamento, che i gruppi famigliari si ritrovassero per effettuare scambi di merci, concludere alleanze, celebrare matrimoni. In tali occasioni venivano celebrate delle cerimonie, nelle quali avevano una parte importante le danze e le prove di forza, di resistenza, di abilità. I Giochi Olimpici Invernali dell’Artico perpetuano, in modo più attuale, tali tradizioni e cerimonie. Essi sono anche occasione per fare incontrare giovani atleti che vivono nel Grande Nord, ma che provengono da altre Culture.

gara di Dog MushingSito ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali dell'Artico: http://www.arcticwintergames.org/

.

mercoledì 24 settembre 2008

ESCURSIONE SUL LAGO DI PUSIANO

Ricordo a tutti gli Inuit del Lario che, come da calendario, Domenica prossima, 28 settembre, è in programma l'escursione sul lago di Pusiano.
Il programma di massima è:
-8.30 ritrovo alla sede del CK90... caffettino e ultimi preparativi
-9.00 partenza
-9.30 arrivo al luogo d'imbarco, a Bosisio Parini in zona cimitero
-10.30 Imbarco
Faremo il giro del lago di Pusiano, Isola dei Cipressi compresa, e, se il livello dell’acqua lo consentirà, passeremo nel Lago di Alserio attraverso il suo emissario e il Lambro. Percorso totale circa 20km. Pranzo al sacco. Rientro previsto nel tardo pomeriggio.
Per conferma e informazioni: inuitdellario@gmail.com - Felice (Eppiluk) 349.5216020
.
PERCORSO DELL'ESCURSIONE .

martedì 23 settembre 2008

IL FULCRO DELL’ANDARE IN KAYAK

Qaqatuk e NerrajaqL’essenza della tecnica del kayak consiste nella ricerca di un punto di forza in acqua che consenta alla pagaia di fare da perno per muovere il kayak. La pala in acqua è un fulcro, un punto di presa che consente di avanzare, retrocedere, cambiare direzione, appoggiarsi o eskimare, ma sempre in funzione del movimento dello scafo. Andare in kayak non significa muovere la pagaia, ma spostarsi con il kayak sfruttando la resistenza dell’acqua: muovere la pagaia senza usufruire dell’aiuto che l’acqua, con la consistenza mutevole, può dare, rende il gesto inefficace.

Qivittoq

giovedì 18 settembre 2008

SVUOTARE IL KAYAK

uscita bagnataDopo un’uscita bagnata ovviamente entra dell’acqua nel nostro kayak. Un buon kayak da mare ha almeno due (o tre) paratie stagne che isolano la prua e la poppa dal pozzetto e quindi l’acqua penetra solamente in quest’ultimo (questa caratteristica rende inoltre il kayak da mare un’imbarcazione inaffondabile). Possiamo svuotare il pozzetto con la pompa di sentina (se il nostro kayak ne è provvisto) o con una grossa spugna (operazione un po’ lunga ma che funziona sempre in caso di emergenza) o con l’aiuto di un compagno tramite la tecnica del salvataggio assistito. Oppure possiamo sbarcare a riva ed eseguire i diversi modi qui di seguito descritti e ritratti in foto. Qualunque sia il sistema usato, un po’ di acqua rimane sempre dentro lo scafo: per svuotarlo completamente si utilizza la spugna, che deve sempre far parte degli accessori del kayaker marino.

svuotamento in acquaMettiamo il kayak in acqua perpendicolarmente alla riva afferrandolo per la prua. Facciamo sprofondare la prua in acqua in modo che tutta l’acqua presente nel pozzetto si sposti verso la prua; con un movimento veloce solleviamo la prua in alto, appoggiamo la poppa in acqua e ruotiamo il kayak sotto sopra: in questo modo tutta l’acqua uscirà dal pozzetto. Questo metodo è poco faticoso, efficace e molto facile da eseguire.

svuotamento sulla cosciaSi solleva il kayak afferrandolo per i bordi del pozzetto e lo si appoggia sulla coscia con il pozzetto stesso rivolto verso il basso. Facendo perno sulla gamba, si fanno oscillare prua e poppa del kayak per fare uscire l’acqua dal pozzetto. Questo metodo è invece faticoso visto che un kayak da mare pesa più di 20 kg., però conviene saperlo fare perché magari non possiamo usare il metodo precedente in quanto ci sono forti onde e siamo costretti a svuotare il kayak sulla riva.

svuotamento in due (Nerrajaq e Feduk)Nel caso in cui un compagno di escursione fosse disponibile ad aiutarvi, si può svuotare il kayak in due alzando e abbassando prua e poppa come un’altalena.
.

martedì 16 settembre 2008

FILM - CE QU’IL FAUT FAIRE POUR VIVRE

Il film canadese di Benoit Pilon "Ce qu'il faut faire pour vivre" (ciò di cui abbiamo bisogno per vivere) è stato premiato al Festival del cinema di Montreal come miglior film e ha conquistato anche il premio per il miglior film canadese ed il Gran Premio della giuria internazionale.
.
Nel 1952, Tivii, un cacciatore Inuit malato di tubercolosi, abbandona la Terra di Baffin e la sua famiglia per essere ricoverato in un sanatorio del Quebec. Senza punti di riferimento e non comprendendo il francese, Tivii scappa dal sanatorio ma viene presto ritrovato in una capanna. Tornato in ospedale, si rifiuta di mangiare ed esprime il suo desiderio di morire, ma ciò non può essere accettato dal suo medico. Nell'intento di trovare un modo per farlo mangiare, l'infermiera Carole decide di portare in sanatorio Kaki, un orfano Inuit che, essendo stato cresciuto da bianchi, può servire da interprete. Il contatto col ragazzo, fa tornare a Tivii il gusto alla vita che lo aiuterà ad avviarsi verso una lenta guarigione. Tivii intravede il progetto di adottare Kaki, al fine di permettergli di ritrovare le radici della loro cultura d'origine. Molto apprezzata l'interpretazione di Tivii da parte dell'attore Natar Ungalaaq.

Il film in Canada è uscito il 29 agosto 2008, speriamo presto di vederlo nelle sale italiane. Sito web ufficiale http://www.cequilfautpourvivre-lefilm.com/

Segnalato dall’amico Marco Ferrario (Ekokayak).