"Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare,
e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire..."
(Tiromancino)

giovedì 18 settembre 2008

SVUOTARE IL KAYAK

uscita bagnataDopo un’uscita bagnata ovviamente entra dell’acqua nel nostro kayak. Un buon kayak da mare ha almeno due (o tre) paratie stagne che isolano la prua e la poppa dal pozzetto e quindi l’acqua penetra solamente in quest’ultimo (questa caratteristica rende inoltre il kayak da mare un’imbarcazione inaffondabile). Possiamo svuotare il pozzetto con la pompa di sentina (se il nostro kayak ne è provvisto) o con una grossa spugna (operazione un po’ lunga ma che funziona sempre in caso di emergenza) o con l’aiuto di un compagno tramite la tecnica del salvataggio assistito. Oppure possiamo sbarcare a riva ed eseguire i diversi modi qui di seguito descritti e ritratti in foto. Qualunque sia il sistema usato, un po’ di acqua rimane sempre dentro lo scafo: per svuotarlo completamente si utilizza la spugna, che deve sempre far parte degli accessori del kayaker marino.

svuotamento in acquaMettiamo il kayak in acqua perpendicolarmente alla riva afferrandolo per la prua. Facciamo sprofondare la prua in acqua in modo che tutta l’acqua presente nel pozzetto si sposti verso la prua; con un movimento veloce solleviamo la prua in alto, appoggiamo la poppa in acqua e ruotiamo il kayak sotto sopra: in questo modo tutta l’acqua uscirà dal pozzetto. Questo metodo è poco faticoso, efficace e molto facile da eseguire.

svuotamento sulla cosciaSi solleva il kayak afferrandolo per i bordi del pozzetto e lo si appoggia sulla coscia con il pozzetto stesso rivolto verso il basso. Facendo perno sulla gamba, si fanno oscillare prua e poppa del kayak per fare uscire l’acqua dal pozzetto. Questo metodo è invece faticoso visto che un kayak da mare pesa più di 20 kg., però conviene saperlo fare perché magari non possiamo usare il metodo precedente in quanto ci sono forti onde e siamo costretti a svuotare il kayak sulla riva.

svuotamento in due (Nerrajaq e Feduk)Nel caso in cui un compagno di escursione fosse disponibile ad aiutarvi, si può svuotare il kayak in due alzando e abbassando prua e poppa come un’altalena.
.

martedì 16 settembre 2008

FILM - CE QU’IL FAUT FAIRE POUR VIVRE

Il film canadese di Benoit Pilon "Ce qu'il faut faire pour vivre" (ciò di cui abbiamo bisogno per vivere) è stato premiato al Festival del cinema di Montreal come miglior film e ha conquistato anche il premio per il miglior film canadese ed il Gran Premio della giuria internazionale.
.
Nel 1952, Tivii, un cacciatore Inuit malato di tubercolosi, abbandona la Terra di Baffin e la sua famiglia per essere ricoverato in un sanatorio del Quebec. Senza punti di riferimento e non comprendendo il francese, Tivii scappa dal sanatorio ma viene presto ritrovato in una capanna. Tornato in ospedale, si rifiuta di mangiare ed esprime il suo desiderio di morire, ma ciò non può essere accettato dal suo medico. Nell'intento di trovare un modo per farlo mangiare, l'infermiera Carole decide di portare in sanatorio Kaki, un orfano Inuit che, essendo stato cresciuto da bianchi, può servire da interprete. Il contatto col ragazzo, fa tornare a Tivii il gusto alla vita che lo aiuterà ad avviarsi verso una lenta guarigione. Tivii intravede il progetto di adottare Kaki, al fine di permettergli di ritrovare le radici della loro cultura d'origine. Molto apprezzata l'interpretazione di Tivii da parte dell'attore Natar Ungalaaq.

Il film in Canada è uscito il 29 agosto 2008, speriamo presto di vederlo nelle sale italiane. Sito web ufficiale http://www.cequilfautpourvivre-lefilm.com/

Segnalato dall’amico Marco Ferrario (Ekokayak).

lunedì 15 settembre 2008

SALUTI DALLA GROENLANDIA

E' con grande piacere che riporto sul blog il saluto personalizzato che ci ha inviato Ottorino Tosti a nome della Spedizione Saxum 2008. Un saluto che va condiviso tra tutti i partecipanti e i lettori di questo blog che, grazie ad una passione comune, il kayak, vogliono conoscere e scoprire i popoli che hanno inventato un mezzo di navigazione così straordinario.

"Carissimi,
vi ringrazio innanzitutto per gli scritti che avete riportato sul Vs. bel sito.
Ho letto il vostro "Chi siamo". Chissà, forse, che in ognuno di noi, per chissà quali migrazioni e incroci di popoli, non ci sia un po' di DNA comune con quella meravigliosa Gente, e quella bellissima Terra.....
Stiamo portando avanti un progetto di scambio culturale, e sarebbe bello se un giorno dei navigatori italiani si muovessero, con gli stessi sitemi di navigazione inuit, su quelle acque...

Ci sentiano?
Se gradite, mi permetto di allegare un piccolo saluto...
Ciao a tutti,

Ottorino "

Di seguito trovate i link ai racconti del suo diario di viaggio, che nel frattempo sono diventati undici, sempre tratti dal sito http://www.mentelocale.it/ :

CANOISTI DELL'ETIOPIA


Foto inviataci dal nostro caro amico Niko (Nicola De Florio), creatore delle mitiche pagaie AVATAK! http://www.avatakpagaie.com/

giovedì 11 settembre 2008

VERCURAGO - IMBERSAGO 2008

Foto di gruppo alla partenza davanti alla sede del CK90 Domenica si è svolta la nostra uscita classica di fine corsi, dalla sede del CK90 a Vercurago fino alla diga di Robbiate, un paio di chilometri a valle del traghetto leonardesco di Imbersago, dove comunque siamo tornati per sbarcare. Circa 18 chilometri di pagaiate immersi nel verde del Parco Adda Nord, circondati da numerose specie di uccelli acquatici. Un paio di trasbordi obbligatori lungo il percoso, alla diga di Olginate e in corrispondenza del cantiere per il nuovo ponte in costruzione a sud di Calolziocorte, non proprio comodissimi da fare con i pesanti kayak da mare, ma ampiamente ripagati dalla bellezza dei paesaggi e dalla clemenza del tempo che, in barba a tutte le previsioni, non ci ha rovesciato addosso nemmeno una goccia di pioggia. Un grazie a tutti i partecipanti, ben 15, per la simpatia. Nella mia galleria alcune foto.
.
Sara osserva un Airone cenerino in località Fornasette

mercoledì 10 settembre 2008

LIBRI - LEZIONI DI KAYAK

Su segnalazione dell’amico Marco Ferrario (Ekokayak) vi consigliamo di acquistare il libro LEZIONI DI KAYAK di Fabio Pasini, un manuale illustrato di Kayak strutturato su due livelli per soddisfare sia neofiti sia kayakers esperti. Particolare spazio è dedicato alla sezione mare, ma vengono descritte con attenzione anche le tecniche per affrontare fiumi e laghi. Il manuale analizza le nuove tendenze come il Kayak Sit On Top ed è corredato da un DVD "The Passion of Kayaking" diretto dallo stesso autore di 72 minuti con le immagini di spedizioni emozionanti in Groenlandia, Patagonia, Perù, Mare del Nord, Incoronate; intervallate a sezioni didattiche che insegnano tutti i segreti per affrontare fiumi, laghi e mari. Editore Mursia - Collana Biblioteca del mare - € 22,00

Ecco il giudizio di Ekokayak che ha letto il libro: “In vacanza ho letto il libro "Lezioni di Kayak", lo trovo molto utile per chi inizia e interessante anche per chi ha già una buona esperienza.Mi piace molto il DVD allegato, in cui con l'ausilio di filmati itineranti viene affrontata la filosofia del pagaiare esplorando i mari e le coste; filosofia vicinissima, anzi coincidente al mio modo di viaggiare con un kayak marino. In sostanza 22,00 euro ben spesi”.