"Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare,
e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire..."
(Tiromancino)

lunedì 15 settembre 2008

SALUTI DALLA GROENLANDIA

E' con grande piacere che riporto sul blog il saluto personalizzato che ci ha inviato Ottorino Tosti a nome della Spedizione Saxum 2008. Un saluto che va condiviso tra tutti i partecipanti e i lettori di questo blog che, grazie ad una passione comune, il kayak, vogliono conoscere e scoprire i popoli che hanno inventato un mezzo di navigazione così straordinario.

"Carissimi,
vi ringrazio innanzitutto per gli scritti che avete riportato sul Vs. bel sito.
Ho letto il vostro "Chi siamo". Chissà, forse, che in ognuno di noi, per chissà quali migrazioni e incroci di popoli, non ci sia un po' di DNA comune con quella meravigliosa Gente, e quella bellissima Terra.....
Stiamo portando avanti un progetto di scambio culturale, e sarebbe bello se un giorno dei navigatori italiani si muovessero, con gli stessi sitemi di navigazione inuit, su quelle acque...

Ci sentiano?
Se gradite, mi permetto di allegare un piccolo saluto...
Ciao a tutti,

Ottorino "

Di seguito trovate i link ai racconti del suo diario di viaggio, che nel frattempo sono diventati undici, sempre tratti dal sito http://www.mentelocale.it/ :

CANOISTI DELL'ETIOPIA


Foto inviataci dal nostro caro amico Niko (Nicola De Florio), creatore delle mitiche pagaie AVATAK! http://www.avatakpagaie.com/

giovedì 11 settembre 2008

VERCURAGO - IMBERSAGO 2008

Foto di gruppo alla partenza davanti alla sede del CK90 Domenica si è svolta la nostra uscita classica di fine corsi, dalla sede del CK90 a Vercurago fino alla diga di Robbiate, un paio di chilometri a valle del traghetto leonardesco di Imbersago, dove comunque siamo tornati per sbarcare. Circa 18 chilometri di pagaiate immersi nel verde del Parco Adda Nord, circondati da numerose specie di uccelli acquatici. Un paio di trasbordi obbligatori lungo il percoso, alla diga di Olginate e in corrispondenza del cantiere per il nuovo ponte in costruzione a sud di Calolziocorte, non proprio comodissimi da fare con i pesanti kayak da mare, ma ampiamente ripagati dalla bellezza dei paesaggi e dalla clemenza del tempo che, in barba a tutte le previsioni, non ci ha rovesciato addosso nemmeno una goccia di pioggia. Un grazie a tutti i partecipanti, ben 15, per la simpatia. Nella mia galleria alcune foto.
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Sara osserva un Airone cenerino in località Fornasette

mercoledì 10 settembre 2008

LIBRI - LEZIONI DI KAYAK

Su segnalazione dell’amico Marco Ferrario (Ekokayak) vi consigliamo di acquistare il libro LEZIONI DI KAYAK di Fabio Pasini, un manuale illustrato di Kayak strutturato su due livelli per soddisfare sia neofiti sia kayakers esperti. Particolare spazio è dedicato alla sezione mare, ma vengono descritte con attenzione anche le tecniche per affrontare fiumi e laghi. Il manuale analizza le nuove tendenze come il Kayak Sit On Top ed è corredato da un DVD "The Passion of Kayaking" diretto dallo stesso autore di 72 minuti con le immagini di spedizioni emozionanti in Groenlandia, Patagonia, Perù, Mare del Nord, Incoronate; intervallate a sezioni didattiche che insegnano tutti i segreti per affrontare fiumi, laghi e mari. Editore Mursia - Collana Biblioteca del mare - € 22,00

Ecco il giudizio di Ekokayak che ha letto il libro: “In vacanza ho letto il libro "Lezioni di Kayak", lo trovo molto utile per chi inizia e interessante anche per chi ha già una buona esperienza.Mi piace molto il DVD allegato, in cui con l'ausilio di filmati itineranti viene affrontata la filosofia del pagaiare esplorando i mari e le coste; filosofia vicinissima, anzi coincidente al mio modo di viaggiare con un kayak marino. In sostanza 22,00 euro ben spesi”.

venerdì 5 settembre 2008

L’USCITA BAGNATA DAL KAYAK (WET EXIT)



Uscire dal kayak dopo un rovesciamento, trovandosi con la testa sott’acqua, è una manovra che ai principianti ma talvolta anche agli esperti può creare ansia. Per questo motivo è opportuno esercitarsi fin all’inizio, possibilmente in acque tiepide e con l’assistenza di un istruttore o di kayaker esperto, ma è consigliato anche a chi pratica il kayak da mare da molti anni per non rischiare di essere impreparati all’uscita bagnata dal kayak. Vediamo quindi quale è il modo migliore per uscire dal kayak in posizione di rovesciamento. La prima cosa da fare per uscire dal kayak è flettere il busto in avanti, spingendo la testa verso il paraspruzzi. Questa è una posizione di sicurezza in quanto si riduce la possibilità di esporsi agli eventuali ostacoli presenti in acqua (magari siamo vicini a riva o in prossimità di una scogliera). Una volta in posizione di sicurezza, si apre il paraspruzzi tirando l’apposita maniglia e, appoggiando le mani sulla coperta del kayak all’altezza dei fianchi, si fa leva sul pozzetto per sfilare glutei e gambe del pozzetto. L’azione che si compie è simile a una capovolta in avanti, e solo quando le gambe sono uscite completamente dal kayak è possibile risalire verso la superficie. Durante questa manovra è essenziale tenere la pagaia con una mano, per evitare di perderla; si può anche posizionarla sotto l’ascella così le mani sono libere di agire. Una volta riemersi, si raddrizza lo scafo e si infila la pagaia nel pozzetto. Per rientrare nel kayak esistono vari metodi: autosalvataggio (con paddle float o tecnica del rientro e eskimo) oppure salvataggio assistito (ma dobbiamo avere uno o più compagni in kayak).

Nerrajaq si esercita in un'uscita bagnata dal kayak .

lunedì 1 settembre 2008

VI RACCONTIAMO LA GROENLANDIA

Su segnalazione dell'amico Marco Ferrario (Ekokayak), tratti dal sito http://www.mentelocale.it/, vi proponiamo i racconti di viaggio di Ottorino Tosti, membro della spedizione Saxum 2008 in Groenladia. Saxum 2008 è l'unica spedizione italiana in Groenlandia nell'ambito delle iniziative dell'Anno Internazionale Polare 2007-2008. Ha ricevuto la Medaglia d'Argento della Presidenza della Repubblica. Tra i promotori la fondazione Ex-Plora Nunaat International e l'Istituto Geografico Polare S.Zavatti.

Per chi preferisce ho raccolto i primi 4 racconti di Ottorino Tosti in un unico documento pdf:
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