"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



martedì 1 luglio 2008

L’AMBIENTE LACUSTRE: L’OSSIGENO

Una ulteriore, sostanziale differenza tra l’ambiente terreste e quello acquatico riguarda la facilità con cui gli animali hanno accesso all’ossigeno necessario per lo svolgimento delle proprie funzioni vitali. Presente nell’aria in quantità largamente sufficiente alle nostre necessità, l’ossigeno può infatti essere disciolto in acqua in concentrazioni molto più limitate. La sua maggiore o minore disponibilità ha un ruolo importantissimo nella distribuzione delle varie specie, che hanno esigenze assai diverse tra loro.
L’ossigeno che viene respirato dagli animali acquatici è presente in forma disciolta e può provenire dall’atmosfera sovrastante oppure essere prodotto dagli organismi vegetali acquatici. Se consideriamo che i processi vitali degli organismi vegetali si svolgono in presenza di luce, appare subito evidente che entrambe le “sorgenti” di ossigeno che alimentano un lago si trovano in prossimità della superficie.Nei periodi in cui la temperatura e la densità sono abbastanza costanti alle diverse profondità, il rimescolamento dell’acqua causato dall’azione del vento fa sì che l’ossigeno presente presso la superficie possa distribuirsi anche negli strati profondi. D’estate, invece, la notevole differenza di densità tra i due strati del lago impedisce anche ai venti più forti di mischiare le acque superficiali con quelle profonde, che restano così a lungo private di ogni apporto di ossigeno. E’ quindi importantissimo, per assicurare il mantenimento delle condizioni vitali in profondità anche durante i mesi caldi, che la “scorta” di ossigeno accumulata al termine dell’inverno sia consumata con gradualità, evitando ogni forma di “spreco”, in modo che il prezioso elemento sia ancora presente in quantità significative all’inizio dell’autunno, quando si riavviano i processi di rimescolamento delle acque. Fino a qualche decennio fa effettivamente tutti i laghi del territorio lariano non presentavano mai gravi “deficit” di ossigeno; purtroppo, una delle conseguenze indirette dell’inquinamento è proprio lo “spreco” di ossigeno presente nelle acque profonde, delle quali, nei bacini più compromessi, scompare sin dall’inizio dell’estate.

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