"Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare,
e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire..."
(Tiromancino)

giovedì 3 giugno 2010

“TUTTO QUI E’ NOBILE E PIENO DI GRAZIA”



“Qui vedo dovunque colline ineguali, coperte di gruppi d’alberi fatti crescere dal caso e che la mano dell’uomo non ha ancora guastato e costretto a fruttare. Fra queste colline dalle forme mirabili, che scendono nel lago con bizzarri pendii, posso illudermi di trovarmi nei luoghi descritti dal Tasso e dall’Ariosto.



Tutto qui è nobile e pieno di grazia, tutto parla d’amore, nulla ricorda le brutture della civiltà. I villaggi appollaiati sui pendii sono nascosti da alberi maestosi, oltre le cui cime spunta la linea armoniosa dei loro campanili.



Se qua e là un campicello largo un palmo interrompe la macchie dei castagni e dei ciliegi selvatici, l’occhio si rallegra di vedervi crescere delle piante più felici e vigorose che altrove.




Oltre le colline, le cui cime offrono romitori che tutti vorremmo abitare, l’occhio scorge stupito i picchi delle Alpi, sempre coperti di neve, e la loro austerità severa gli ricorda i mali della vita quel tanto che basta per accrescere la voluttà del momento.




La fantasia è stimolata dal suono lontano della campana di qualche villaggio: questo suono, trasportato dalle acque, che lo rendono ancora più dolce, acquista una nota teneramente malinconica e rassegnata, e sembra dire agli uomini: - la vita fugge, non mostrarti dunque tanto difficile con la felicità che ti si presenta, affrettati a godere…”
(Enrico Beyle ‘Stendhal’, La Certosa di Parma).


Ritratto di Enrico Beyle Stendhal.
Foto degli Inuit del Lario.
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