"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 21 giugno 2010

QUI, DOVE “INIZIA” IL LARIO

Piana di Colico

La Piana di Colico è formata dai depositi dei torrenti che scendono dal monte Legnone (2610 mt slm); la cittadina è in riva al lago. E’ una plaga fertile, punteggiata di frazioni, con una fitta rete di strade. Tre dossi o “montecchi”, si elevano alle estremità, uno a sinistra e due, minori, a destra: sono di origine metamorfica. La forma arrotondata è dipesa dal lavorio del ghiacciaio dell’Adda che li ha percorsi. Se sei raccordano alla penisola di Piona e al monte San Giuliano, che divide la Valtellina dalla Valchiavenna, si intuisce che formavano, prima del periodo glaciale, una catena montuosa.


Pian di Spagna

Dove il lago si chiude si apre il Pian di Spagna, così chiamato per le truppe spagnole che vi ebbero stanza nei secoli XVII e XVIII. Alla fine dell’800 il suo aspetto era diverso dall’attuale. In epoca romana, il Lario si spingeva fino in Valchiavenna (forse anche in Valtellina) e il lago di Mezzola – che si scopre sotto l’aspra bastionata del Pizzo di Prata – ne è oggi il residuo, separato dal bacino maggiore per l’espansione del delta dell’Adda.




Fino al 1520 questo fiume sfociava a nord (nell’attuale lago di Mezzola) ma in quell’anno, a seguito delle furibonde alluvioni esso si aprì una nuova strada verso il Lario. Non mancavano poi rami laterali, ora lasciati ora ripresi dalla forza delle acque, che ritagliavano isole paludose. Nel 1858, con l’inalveamento del ramo principale dell’Adda, si avviò il risanamento, già iniziato con modesti risultati, nel XVIII secolo.



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