"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 12 aprile 2010

IN KAYAK DA MARE DAL SANTO (terza parte)



L’intera area e l’attiguo bacino fanno parte della riserva naturale di Pian di Spagna e del lago di Novate di Mezzola. La forma dell’invaso ricorda vagamente un quadrato i cui lati hanno però caratteristiche e consistenze nettamente differenti tra loro, delineando un caso abbastanza raro per questa regione. L’orografia ha influito in modo diverso sullo sfruttamento dell’uomo per abitarvi o per costruire vie di transito: la sponda più popolata e frequentata dal turismo è la orientale, percorsa dalla statale dello Spluga e occupata dall’antichissima Verceia e da Novate Mezzola, presso la foce del Mera. Più isolati e selvaggi, i litorali meridionale e occidentale che non possono essere raggiunti via terra.




Ed ecco allora la bellezza di un’escursione in kayak da mare: a sud, canneti finissimi delimitano lo specchio d’acqua, permettendo solo alle colonie di uccelli palustri di addentrarvisi. L’ambiente umido, praticamente integro, favorisce la presenza di avifauna stanziale ed è anche punto importante di sosta per quella migratoria.




Dove le sponde sono rocciose l’avifauna palustre e gli uccelli di ripa trovano la loro pastura ideale; tra le presenze abituali, folaghe, aironi cenerini e orchi marini, specie che si nutrono della microfauna abbondante tra le sabbie. Il lago di Novate, tra l’altro, è anche il luogo di riproduzione per quasi tutti i pesci del vicino Lario.



La costa più caratteristica per la spettacolarità dei dislivelli, è la ovest, dove i contrafforti del Berlinghera si tuffano a precipizio nelle acque, profonde e limpidissime. Il divieto alla navigazione a motore sul lago e l’assenza della strada, che si interrompe a Dascio, permettono all’area di San Fedele l’assoluto isolamento; un bosco fitto, i roccioni, qualche radura dove si incontrano poche baite in legno e casolari di pietra, unica traccia di esistenza umana; il resto è tutto natura, alberi abbarbicati alle pareti strapiombanti, cascate in una miriade di spruzzi prima di tuffarsi nel lago: la più spettacolare è quella del Gaggione, dove il ruscello forma due salti d’acqua inframmezzati da un laghetto.





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1 commento:

  1. Abituato al kayak da mare nel suo utilizzo marino, fa un po' effetto vederlo tra le montagne... Ma le sensazioni che emanano le foto sono di pace, silenzio e calma... le stesse che regala il kayak nel suo uso marino... con la nota in più di avere il privilegio di arrivare dove pochi possono, in punta di piedi, anzi di pagaia. Belloooo!

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