
Con un buon kayak da mare, ben progettato e costruito, e con un buon allenamento, si possono percorrere molte miglia marine al giorno. I gavoni stagni di cui è dotato consentono di imbarcare materiale da campeggio, cibo, acqua e vestiti, in modo da consentire una certa autonomia: navigare lungo la costa, dormire sulle spiagge e, magari, mangiare il pesce pescato alla traina, rappresentano sicuramente esperienze che trasformano una semplice mancanza in un momento davvero capace di far dimenticare lo stress quotidiano.
In ogni caso, è importante ricordare sempre che, prima di avventurarsi anche in un piccolo viaggio in mare o sul lago, occorre aver maturato una buona tecnica, sia di propulsione che di manovra, e conoscere alla perfezione almeno un paio di autosalvataggi. Tutto ciò non si può improvvisare, né illudersi di impararlo solo leggendo. L’unico serio consiglio che si può dare a chi voglia avvicinarsi a questo sport è frequentare una buona scuola specializzata e fare tanta pratica in condizioni climatiche e meteorologiche diverse. E’ molto importante comprendere le dinamiche d’interazione che legano il kayaker al kayak, e questi all’ambiente circostante. Il kayak da mare, pur essendo uno sport relativamente facile, si svolge in un ambiente mutevole e impegnativo che va conosciuto, compreso e rispettato.
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