
- la banchisa, o ghiaccio marino, che è salata perché è costituita da acqua di mare. L’acqua di mare gela ad una temperatura di –1,8°C.
- il ghiaccio dei ghiacciai, formati di cumuli di neve, ovvero da acqua dolce. Questi ghiacciai costituiscono la calotta glaciale o inlandsis, che ricopre la maggior parte della Groenlandia, ad eccezione delle coste. I ghiacciai dell’inlandsis danno vita agli iceberg, enormi blocchi d’acqua gelata che cadono e galleggiano nel mare.
Un tempo i popoli autoctoni del Grande Nord erano cacciatori nomadi, abituati a sopravvivere in condizioni estreme. Oggi queste popolazioni sono per la maggior parte sedentarizzate e hanno accesso alle comodità moderne: sono gli Inuit del Grande Nord canadese e della Groenlandia (150.000 abitanti), i Lapponi della Scandinavia e della Russia (70.000) e, fra le numerose popolazioni siberiane, i Dolgani (7.000). Circa un terzo dei Lapponi e soltanto pochi Dolgani hanno mantenuto abitudini nomadiche, per sorvegliare le mandrie di renne.

Nonostante il clima rigido, al circolo polare vivono numerosi mammiferi, fra cui 25.000 esemplari di orso bianco, particolarmente numerosi in Canada, dove si osservano anche lupi, volpi bianchi dell’artico e piccoli roditori, i lemming. La tundra siberiana ospita numerose mandrie di renne, selvatiche o addomesticate. In estate alcuni uccelli migratori vengono a nidificare in questa regione, mentre le acque del Mar Glaciale Artico sono molto ricche di merluzzi e busbane, che nutrono colonie di foche e di trichechi.
A queste latitudini è impossibile trovare latifoglie o conifere. Soltanto la tundra, formata da muschi, licheni e piante erbacee, riesce a rinverdire durante l’estate che, sebbene di breve durata, si colora di mille fiori, tutti piccoli, resistenti e acclimatati al freddo. Nella bella stagione spuntano anche bacche commestibili e funghi.

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