"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 7 settembre 2009

IL FALCO PELLEGRINO, IL RAPACE CON I BAFFI



Lo possiamo vedere in volo quando pagaiamo vicino alle scoscese falesie del Lario. Appartiene all’ordine Falconiformes, famiglia Falconidae. Il suo nome scientifico è Falco peregrinus. Ha una caratteristica silhouette compatta con coda ed ali larghe alla base e sottili e appuntite verso le estremità. Ha ali, coda e dorso grigio-blu; il sottogola è bianco candido con sottili striature verticali scure. Il petto, bianco anch’esso, ha barrature orizzontali. Sul capo ha un tipico cappuccio grigio-blu scuro che scende a formare due caratteristici “mustacchi”. La femmina è ben distinguibile dal maschio perché più grande e massiccia. In volteggio ha una tipica forma ad ancora; il volo battuto è caratterizzato da potenti colpi d’ala intervallati da rapide scivolate.




Nidifica in diversi ambienti purché in presenza di adeguata disponibilità alimentare e pareti dominanti il territorio circostante. Lo si può trovare in montagna fino a 1500 m, sulle coste o all’interno e persino in grandi città dove sfrutta i grattacieli come pareti artificiali. Si nutre principalmente di uccelli di media taglia che cattura in volo con spettacolari picchiati ad ali chiuse durante le quali può raggiungere i 300 km orari. In Italia è distribuito in modo frammentario sulle Alpi e lungo la catena appenninica, in maniera più continua sulle isole e lungo le coste rocciose. Una curiosità: durante il corteggiamento si esibisce in spericolate e spettacolari acrobazie che comprendono voli in cerchio, a festoni e a “8“.
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