"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 25 febbraio 2008

TIVANO, BREVA, VENTONE E FOHN…


In un post precedente avevo elencato tutti i venti del nostro lago. Adesso un breve approfondimento sui quei venti veramente caratteristici del Lario e che possono essere pericolosi per la navigazione in kayak.

Da nord giunge assai spesso il TIVANO. Si tratta di un vento regolare che spira tutto l’anno, nelle prime ore del mattino. La sua velocità può raggiungere i 20 chilometri all’ora ed è molto forte davanti a Lecco, ma è un vento benevolo che viene dalla Valtellina e, quando è totalmente assente indica l’avvicinarsi del brutto tempo. A fargli da contraltare vi è la BREVA, un vento che proviene da sud, che di solito si alza quando cala il TIVANO e può durare tutta la giornata. Questi due venti sono portatori di bel tempo sullo specchio del lago di Como e sulle cime montuose circostanti. Quando invece si alzano altri venti, che possono essere anche molto violenti e forti, è assai probabile che il tempo si guasti. Uno dei peggiori è il VENTONE, tipico della primavera;: soffia dalla Val Chiavenna, improvviso, a ogni ora del giorno. Dura solitamente da 3 a 5 giorni e ha raffiche violente attorno ai 40/60 chilometri orari. Da sud, invece fa paura il MENAGGINO, che scende dalla Val Menaggio con colpi violenti ed è assai temibile durante i temporali, soprattutto d’estate. Vi sono poi il BELLANASCO, che scende dalla Val Muggiasca proprio sopra Bellano, l’ARGEGNINO, che spira dalla Val d’Intelvi con raffiche violente, il GARZENO che scende dalla valle soprastante l’abitato di Dongo e il BERGAMASCA. Quest’ultimo risale tutto il ramo di Lecco, sino a centro lago, per perdere poi di intensità e di violenza. Tutti questi venti sono per lo più correnti estive che possono essere assai pericolose, specie durante i temporali. Infine, non può essere dimenticato il FOHN (favonio) , che di solito arriva da nord. E’ un vento secco e tiepido e a volte diventa impetuoso con raffiche regolari che arrivano fino a cento chilometri all’ora. Prevalentemente soffia tra la fine dell’inverno e la primavera ma non è un vento regolare sull’alta Lombardia, dove lo si registra in media una decina di giornate all’anno. Come si forma il FOHN? L’aria che da nord si avvicina alle montagne è costretta a salire sulle creste, da dove poi scende a valle. Mentre risale, la sua temperatura diminuisce, di solito di 1°C ogni cento metri. Ora, poiché nell’aria che sale è presente vapore acqueo, con il raffreddamento condensa. In tal modo si formano nuvole e precipitazioni sul versante nord dell’arco alpino (in Svizzera). Durante la discesa sul versante sud (sul Lario) avviene un riscaldamento progressivo, in media di 1°C ogni cento metri di perdita di quota, dovuto al processo di compressione dell’aria. Il risultato è un vento che dai più viene definito come un “vento caldo”, ma non è così in quanto l’aria viene scaldata dal processo fisico di compressione. Il suo arrivo comunque, porta giornate splendide e secche, aumento della temperatura e scioglimento della neve in montagna ma è sconsigliata l’uscita in kayak per le forti raffiche.

1 commento:

  1. bravo! finalmente una spiegazione simpatica ed esauriente.

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