"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



giovedì 14 luglio 2011

IL TEMOLO



Presente in quasi tutta l’Europa centro settentrionale, occupa il tratto pedemontano di fiumi e torrenti con acque limpide e ben ossigenate con fondali ghiaiosi o sabbiosi. Vive in piccoli gruppi stazionando in corrente in attesa del cibo costituito da invertebrati, in prevalenza larve di insetti. Si ciba anche degli insetti adulti che depongono le uova o delle ninfe in schiusa che stazionano sul pelo dell’acqua, facendo le tipiche “bollate”. Si riproduce in primavera su bassi fondali di ghiaia. Il temolo è una specie poco diffidente, pertanto non così difficile da catturare. Come nel caso di altre specie, i “ceppi autoctoni” sono rari se non scomparsi a causa dell’introduzione di “ceppi balcanici” più facili da allevare e più resistenti all’inquinamento. La specie è inconfondibile. Presente, ma non diffuso, nell’Adda; raro nel Lario.




COME RICONOSCERLO:
Corpo affusolato lievemente compresso lateralmente.
Colorazione assai variabile, grigio – verde sul dorso, mentre i fianchi sono argentei o anche con riflessi dorati, rare piccole chiazze nere fra le pinne anali ed il capo, il ventre è bianco scaglie ben visibili.
Testa piccola e appuntita, bocca piccola con labbro inferiore un po’ arretrato, pupilla ad angolo rivolto verso le narici come nei coregoni.
Pinna dorsale lunga ed alta, grigia con sfumature violacee ed una serie di puntini neri, presenza della pinna dorsale adiposa (tipica dei salmonidi).
Può raggiungere i 60 centimetri ed i 3 chili di peso.



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Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.

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