"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 17 gennaio 2011

LA FAUNA ARTICA E’ MINACCIATA


La fauna dei paesi artici non è preparata ad affrontare il riscaldamento climatico, che ne sconvolge le abitudini. Gli orsi polari ne sono le prime vittime. Con il ritiro della banchisa, la loro “mensa” rischia di chiudere i battenti: proprio sulla banchisa, infatti, gli orsi si cibano di foche da novembre a maggio e immagazzinano riserve di grasso a sufficienza per riuscire a soggiornare sulla terraferma in estate quando il cibo scarseggia.




A causa della scomparsa di questa preziosa “dispensa”, gli orsi bianchi sono a rischio di estinzione. Secondo il Canadian Wildlife Service, i 12.000 individui recensiti ad ovest della baia di Hudson mostrano già i primi segni di fragilità. Le femmine malnutrite sono troppo deboli per dare alla luce i piccoli e nutrirli adeguatamente. La natalità è in calo e gli orsetti rachitici hanno perso in media il 15% del loro peso. Se non si prenderanno provvedimenti, la scomparsa di questi animali è solo questione di tempo.



Le renne della tundra non se la passano granché meglio. Le mandrie sono vittime di una conseguenza indiretta del riscaldamento, ossia il ghiaccio. Il suolo che disgela a 0°C, infatti, si ricongela molto rapidamente al minimo abbassamento della temperatura. Ma il ghiaccio è più duro della neve e le renne sono non abbastanza forti da riuscire a romperlo a colpi di zoccolo per procurarsi il cibo. Gli animali muoiono e le mandrie si rimpiccioliscono poco per volta.




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