"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 3 gennaio 2011

IL CORRIERE PICCOLO, MIMETISMO TRA I SASSI



Appartiene all’ordine Charadriiformes, famiglia Charadriidae, uccelli di ripa piccoli e con zampe e becco corti. Il suo nome scientifico è Charadrius dubius. E’ il più piccolo tra gli uccelli di ripa che si riproducono in Italia, avendo un lunghezza complessiva di 14-15 cm. Assomiglia molto al Corriere grosso, con le parti inferiori bianche, una fascia nera sul capo che attraversa l’occhio, il collare bianco e una larga banda nera che attraversa il petto sotto il collare. Se ne distingue soprattutto per l’assenza di barra alare bianca, le zampe colore carnicino e una sottile linea bianca sopra il nero della fronte. Nel Fratino la banda scura intorno al collo è bruna ed ha un’interruzione sulla gola. L’alternanza di parti chiare e scure lo rende particolarmente mimetico sui greti ghiaiosi.




Nidifica sulle rive ciottolose, ghiaiose o sabbiose dei fiumi scavando una piccola depressione. Si è adattato a nidificare anche nelle cave e nelle aree incolte. Si nutre soprattutto di animali, quali coleotteri, larve di ditteri, ragni, piccoli molluschi, vermi e crostacei. Può mangiare anche semi di graminacee. I corrieri sono tra gli uccelli che più mettono in atto il comportamento di “simulazione di ferita”: quando un possibile predatore si avvicina al nido, per distrarlo cominciano a muoversi goffamente sul terreno battendo una sola ala e divaricando le penne in modo scomposto.




Distribuito su gran parte dell’Eurasia. In Europa nidifica in quasi tutti i Paesi eccetto l’Islanda e l’Irlanda. Migratore transahariano, sverna nell’Africa sub sahariana dal Senegal fino alla Somalia. In Lombardia è presente in pianura e nell’Appennino lungo i corsi d’acqua con un alveo in condizioni naturali e semi-naturali. Piccole popolazioni nidificano anche sui fiumi delle vallate alpine. La popolazione italiana è di 2000-4000 coppie.



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