"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



giovedì 2 settembre 2010

LA GAVINA, UN ALTRO GABBIANO…



Appartiene all’ordine Charadriiformes, famiglia Laridae, il suo nome scientifico è Larus canus. I suoi colori, con parti superiori grigio pallido e capo e parti inferiori bianche, sono simili a quelle del Gabbiano reale mediterraneo, ad eccezione delle zampe, di colore verdognolo, e del becco, giallognolo in estate e grigio con una banda nera in inverno; le sue dimensioni (40-42 cm di lunghezza), sono comunque nettamente inferiori. Il piumaggio giovanile è simile a quello invernale degli adulti, con striature grigie sul capo, sul petto e sul collo, ma con ali di colore grigio-bruno, “macchiate” sulla parte inferiore, che diventa bianca con la punta nera negli adulti; caratteristica giovanile è anche la banda nera sulla coda.




Nidifica in colonie, solo occasionalmente solitaria, in un’ampia varietà di ambienti sia marini, quali isole, scogliere, dune sabbiose, lande erbose, sia interni, quali fiumi, laghi, paludi, o in zone non necessariamente vicine all’acqua, come praterie e campi coltivati; alla base della sua dieta si trovano infatti invertebrati sia acquatici che terrestri, oltre ai pesci spesso “catturati” seguendo i pescherecci. Per cibarsi di molluschi con il “guscio” resistente, che si procura nuotando anche completamente immersa, la Gavina li rompe facendoli cadere dall’alto.





Nidifica dalla Francia agli Urali, spingendosi a nord fino all’Islanda; i siti di svernamento sono distribuiti nei mari dell’Europa settentrionale e atlantica, oltre che in alcune zone interne dell’Europa centrale e orientale e sulle coste dell’Africa del nord. In Italia sverna negli habitat acquatici del Nord. In Lombardia è presente sui grandi laghi e, localmente, lungo il corso dei principali fiumi, senza mai superare i 300 m di altitudine. Per alimentarsi si distribuisce sulle zone agricole, mescolata ai gabbiani comuni. In Lombardia svernano circa un migliaio di individui.




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