"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



giovedì 8 ottobre 2009

PAGAIE TRADIZIONALI: LE ALEUTINE



Seconda lezione: LE ALEUTINE E DERIVATE


# Il profilo delle pale delle aleutine e derivate è generalmente lanceolato. Ne consegue che la larghezza massima della pala non si trova alla sua estremità, ma all’interno della sua lunghezza. A seconda di quanta distanza dall’estremità si trova il punto massimo di larghezza diminuisce anche la lunghezza del braccio di leva. Considerando che nella parte più larga della pala si ha una presa maggiore, riducendo la lunghezza del braccio di leva, riduciamo la fatica nella pagaiata. Se però teniamo conto che non abbiamo accorciato la pagaia, ma la parte estrema, se pur ridotta di superficie, fa anch’essa presa d’acqua, otteniamo così una resa anche maggiore. Teoricamente la migliore resa dovrebbe darla la pala lanceolata con la larghezza massima al centro della sua lunghezza, ma poiché la pala difficilmente entra tutta in acqua durante la navigazione, ritengo che la sua giusta collocazione sia ad un terzo circa della sua lunghezza.

Abbiamo costatato in questo modo la maggiore resa e minor fatica cambiando il punto di maggior presa, tenendo in considerazione una pala simmetrica con ambo le facciate convesse, come lo sono le pale groenlandesi. Il risultato è una pagaia di linea (profilo) aleutina, ma simmetrica come la groenlandese. I vantaggi che offre una pagaia di questo modello sono: maggiore resa nella propulsione rispetto alla groenlandese con minor fatica, minore vela al vento e migliore presa con la mano (anche piccola) negli eskimo. Gli svantaggi: va affondata di più negli appoggi; poco adatta nelle manovre di eskimo. Questo modello è il risultato della fusione dei pregi delle groenlandesi con i pregi delle aleutine.








# La vera aleutina però si differenzia dal modello sopra descritto per tre particolarità:
I° le pale sono disassate rispetto al manico. Significa che le pale della aleutina sono completamente arretrate, cioè il dorso di esse è in linea col dorso del manico (a volte le estremità sono più arretrate del manico).
II° le facce della pala non sono uguali; il dorso è convesso come per tutti gli altri modelli; mentre la presa è piatta (o concava) con al centro una nervatura longitudinale che dal manico va fin quasi all’estremità degradando in larghezza ed in altezza.
III° di solito sono più lunghe delle groenlandesi.
Abbiamo così una presa molto aggressiva che da una spinta eccezionale mentre la nervatura in rilievo funge da spartiacque e mantiene la direzione di marcia della pala. L’arretratezza delle pale aiuta molto a mantenere la sua posizione nella pagaiata.






Questo modello di pagaia è quella che può competere con tutte le pagaie tradizionali per la sua resa e per la poca presa di vento contrario.




Testo e disegni di Nicola “Niko” De Florio.
L’autore vive a Varese e dalle sue mani nascono le mitiche pagaie “AVATAK” http://www.avatakpagaie.com/
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