
La diffusione del kayak in Europa è da attribuirsi ai primi esploratori che agli inizi del Novecento s’inoltrarono nel Grande Nord. La prima descrizione degli skin on frame, i telai rivestiti di pelle, e di una dozzina di diverse manovre di tecnica risale al lontano 1700 e si trova in uno scritto di David Crantz. Alla fine dell’Ottocento Fridtjof Nansen, durante una delle sue memorabili esplorazioni, fu il primo europeo ad entrare in un kayak, dopo che la sua imbarcazione era rimasta intrappolata nei ghiacci. Ma il capostipite del kayak da mare moderno può essere senz’altro considerato Gino Watkins, l’esploratore inglese che nei primi anni trenta del secolo scorso entrò in contatto con la popolazione del fiordo di Ammassalik, dalla quale imparò l’arte di pagaiare. I suoi filmati in bianco e nero rappresentato il punto di partenza della storia del kayak da mare moderno, non più legato indissolubilmente alle genti nordiche, ma utilizzato anche da individui di altre popolazioni.
Arrivando ai nostri giorni, l’evoluzione dei materiali, e in particolare l’uso delle fibre composite, ha rivoluzionato tutto il settore, permettendo la produzione dei kayak da mare anche su larga scala. Questa evoluzione ha riguardato i materiali e i criteri costruttivi (con gli innegabili benefici conseguiti nell’ambito della sicurezza e dell’affidabilità dei mezzi), ma non i disegni e le linee, che sono rimasti pressoché inalterati nel tempo.

Il kayak da mare ha alle spalle migliaia di anni di storia, e i suoi utilizzatori hanno avuto il tempo per migliorarlo. Questo è dimostrato dalla tendenza, sempre più diffusa nel mondo marino, di riscoprire le pagaie groenlandesi, le remote tecniche legate al loro uso, e di ricostruire i kayak a bassissimo volume in tela e legno. Il kayak da mare può essere considerato una delle imbarcazioni più intelligenti che esistano: è facilmente trasportabile via terra, ha una capienza tale da consentire esplorazioni a largo raggio in completa autonomia, è la barca ecologica per eccellenza e, aspetto non trascurabile, non è soggetta ad alcun tipo di tassazione.
La lunghezza di scafo, i ponti rinforzati, le cime passanti sulla coperta, i pozzetti facilmente svuotabili in alto mare, la presenza di gavoni stagni (che significa inaffondabilità del kayak) e le pompe di sentina, sono le caratteristiche principali che al, al momento, differenziano i kayak da mare dagli altri più agili modelli, usati soprattutto in acqua dolce (kayak da velocità o da torrente). Queste caratteristiche lo rendono una vera e propria barca che, con la conoscenza delle giuste tecniche di pagaiata e salvataggio, ci consente di fruire dell’ambiente acquatico (mare e lago) con alti livelli di sicurezza e in piena libertà.
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