"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



mercoledì 17 dicembre 2008

ANATOMIA DEL KAYAK DA MARE

JANAUTICA SEAL Lo scafo di un kayak da mare è generalmente in polietilene o in vetroresina, ma alcuni modelli sono disponibili anche in kevlar o in carbonio. L’estremità anteriore si chiama prua e quella posteriore poppa, la parte superiore coperta, quella inferiore pancia, e quella laterale fianco. Al centro della coperta c’è un’apertura chiamata pozzetto, che serve per consentire al kayaker di sedersi all’interno dello scafo e per fissare il paraspruzzi evitando così che l’acqua entri nel pozzetto in caso di onde oppure in caso di ribaltamento del kayak. Il pozzetto ha generalmente una forma ovale, alcuni a forma di buco di chiave, altri sono molto piccoli e sono detti oceanici. E’ preferibile avere un pozzetto abbastanza grande per permettere agevolmente il rientro assistito o quello con il paddle float ma anche per entrare nel kayak da riva agilmente anche con mare o lago mosso.

VALLEY Q-BOAT Generalmente le estremità del kayak sono dotate di maniglie che servono sia per il trasporto, sia per fissare moschettone e cima di traino durante le operazioni di salvamento di un kayaker in difficoltà. Le dimensioni delle maniglie devono essere tali da permettere una comoda presa senza però consentire il passaggio della mano intera al loro interno, perché se questa rimane incastrata può risultare pericoloso. E’ per questo che sono preferibili le cosiddette maniglie a “T”. Le maniglie devono essere inoltre robuste e avere un carico di rottura di almeno 1.000 chili.

FIBERLINE GENESIS 7000 SSK POSEIDON All’interno dello scafo troviamo il puntapiedi regolabile (a rastrelliera, a pedalina o a piastra); il premicosce che è l’alloggiamento anatomico per la parte interna delle cosce; il sedile che può essere più o meno anatomico ed in qualche modello di kayak è anche regolabile in altezza e in lunghezza. Questi tre accessori servono per trovare il giusto assetto dello scafo rispetto al piano dell’acqua in base alla forma del kayak e al peso e al fisico del kayaker. Dietro al sedile troviamo il poggiaschiena, una cinghia più o meno imbottita e regolabile che serve a sostenere la parte bassa della schiena e aiutare a mantenere la posizione corretta. Alcuni kayak hanno il poggiaschiena rigido, che però non consente al kayaker di regolarlo in base alle proprie esigenze.

NEPTUNIA, XP e POSEIDON La peculiarità però proprie del kayak da mare sono la presenza di una chiglia continua lungo tutto la carena, la prua e la poppa leggermente incurvate verso l’alto, i tientibene che sono delle corde continue lungo tutta la coperta (ad eccezione della zona del pozzetto) che servono per mantenere il contatto al kayak in caso di ribaltamento in acqua mossa e la presenza dei gavoni stagni (alcuni kayak ne hanno tre) che sono delle paratie che rendono il kayak inaffondabile e per mezzo di tappi posti sulla coperta permetto di stivare all’interno viveri ed equipaggiamento vario.

POINT 65° N XP e VALLEY Q-BOAT

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