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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



sabato 25 ottobre 2008

IL CAI E LA CARTA DEI POPOLI ARTICI

Un proficuo rapporto di collaborazione è stato siglato l’8 maggio scorso a Milano presso la Sede centrale del CAI (Club Alpino Italiano) durante un incontro tra il presidente del CAI - Annibale Salsa - e il direttore del prestigioso Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo – Gianluca Frinchillucci – con il presidente dell’Associazione Circolo Polare di Milano – Aldo Scaiano. Scopo dell’incontro promuovere, sotto l’egida del Club Alpino Italiano e in collaborazione con il CNR-Polarnet e il comune di Fermo, il progetto “Carta dei Popoli Artici” nei diversi livelli di operatività, che ha ricevuto una medaglia quale importante riconoscimento dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Si tratta di un progetto di ricerca nelle aree polari artiche e subartiche che intende delineare il profilo antropologico e culturale delle popolazioni artiche con l’obiettivo di difenderne culture e tradizioni, legate indissolubilmente ai delicati equilibri ambientali, coinvolte e minacciate dal cambiamento climatico in corso, e nel contempo stabilire per mezzo di un continuo rapporto di interscambio culturale, proficui e duraturi rapporti di collaborazione a sostegno delle comunità locali. Il progetto è affidato a studiosi italiani e comprende spedizioni presso le popolazioni native per verificare e sperimentare, in collaborazione con l’Università di Camerino, le condizioni di vita nelle aree estreme.
Non va tra l’altro dimenticato che il nostro paese ha sempre rivolto notevole attenzione alle aree artiche, a cominciare da Francesco Negri, più di tre secoli fa, e proseguendo con Giuseppe Acerbi, Giacomo Bove, Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi, Filippo De Filippi, Vittorio Sella, Umberto Nobile, Silvio Zavatti, Guido Monzino e molti altri. Una gloriosa tradizione, quindi, di grandi esploratori e studiosi, che ha determinato l’odierna presenza del CNR con le sue basi di ricerca e di osservazione in queste aree estreme.
Info sul progetto: http://www.museopolare.it/ - http://www.circolopolare.com/

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