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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 16 dicembre 2013

IL FRULLINO, IL LIMICOLO INVISIBILE


Ordine Charadriiformes, famiglia Scolopacidae, appartiene al gruppo dei “beccaccini”, uccelli limicoli caratterizzati dal lungo becco. Il nome scientifico è Lymnocryptes minimus.Riconoscibile agli altri beccaccini per le sue dimensioni, 17-19 cm di lunghezza corporea, che ne fanno il più piccolo del gruppo, e per le proporzioni del suo becco, che risulta relativamente corto rispetto alla testa piuttosto grande. Il piumaggio è marrone-nero in tutte le stagioni, con due strisce crema sul capo nero, che lo differenziano dal Beccaccino che ne ha tre, insieme alle più evidenti strie longitudinali. Il petto e i fianchi sono finemente striati e macchiati di marrone, mentre il ventre è bianco. 



Vive nella taiga boreale e subartica; nidifica nelle torbiere o negli acquitrini, costruendo il nido su piccoli rilievi erbosi, in cespugli e arbusti. Evita i terreni aridi e rocciosi, e ha una scarsa tolleranza per neve e ghiaccio. In migrazione frequenta zone umide o allagate, spesso di modesta estensione, con terreni fangosi e una buona copertura vegetale, che offre riparo durante la ricerca di insetti, molluschi e vermi di cui si nutre. E’ solitario ed ha abitudini prevalentemente notturne e crepuscolari. A differenza dei suoi “simili”, il Frullino si lascia avvicinare fino ad una distanza di pochi metri, restando nascosto e immobile, poco visibile anche nella vegetazione bassa, per poi uscire improvvisamente dal suo nascondiglio con un volo silenzioso, breve e rettilineo. 




Il suo areale riproduttivo si estende dalla Scandinavia settentrionale alla Siberia centrale; sverna prevalentemente nelle zone costiere e umide interne dell’Europa centrale, meridionale e mediterranea. In Italia è migratore e svernante, e in Lombardia è presente con un certa continuità nella parte centrale della pianura, in particolare nelle marcite. La popolazione nidificante conta circa 130.000 coppie. Alcune migliaia svernano in Italia; per la Lombardia non sono però disponibili stime precise a causa delle abitudini elusive di questa specie. 



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