"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



venerdì 1 agosto 2008

IL TEMPORALE

fulmini sopra il monte Moregallo - FOTO DI RICCARDO AGRETTIE’ sempre pericoloso trovarsi sul lago con il nostro kayak in mezzo ad un temporale per via delle forte raffiche di vento, delle onde, dei fulmini e magari anche della grandine! Conviene sempre consultare le previsioni meteo prima di pianificare un’escursione e se proprio il temporale arriva mentre stiamo pagaiando è meglio approdare a riva e aspettare che passi (ma non sotto un albero…). Perché si formi un temporale sono necessari tre fattori principali: umidità, instabilità e correnti ascensionali. Tre sono anche gli stadi evolutivi del fenomeno: sviluppo, maturità, dissipazione. La fase di sviluppo ha luogo quando l’aria calda e umida si solleva nell’atmosfera. Via via che la massa d’aria ascendente si raffredda, avviene la condensazione e la formazione della nube. Se la convezione è abbastanza intensa, il cumulo continua a crescere fino allo stato Congestus (lo stadio successivo dello sviluppo verticale di un cumulo). In presenza di instabilità atmosferica, la nube si sviluppa ulteriormente, alimentata anche dalla liberazione del calore latente di condensazione che mantiene attivi i moti ascendenti. Il cumulo si trasforma così in un Cumulonembo e la sua sommità può raggiungere la Tropopausa (è lo strato di atmosfera che separa la troposfera, in cui avvengono i fenomeni meteorologici, dalla stratosfera, che è stabile. Si trova ad una quota media di 12 km, che varia da circa 8 km ai poli a circa 20 km all'equatore) dove è costretta ad appiattirsi assumendo il caratteristico profilo a incudine. A queste quote la temperatura è di alcune decine di gradi inferiori allo zero e pertanto la nube è quasi completamente formata da cristalli di ghiaccio. Talora, in caso di temporali particolarmente violenti, le correnti ascendenti sfondano anche la tropopausa e debordano nella stratosfera.

temporale a LeccoAlla sommità del cumulonembo l’aria si raffredda e, divenuta più densa, si dirige verso il suolo con forti raffiche discendenti. Il temporale entra nello stato di maturità, la sua fase di maggior potenza distruttiva. La turbolenza generata dalle correnti ascendenti e discendenti crea la separazione di cariche elettriche opposte, causa dei fulmini. Quando la scarica elettrica attraversa l’aria l’intenso calore la dilata improvvisamente creando un’onda acustica: il tuono. Le cariche elettriche libere favoriscono l'intensificazione delle piogge. Un temporale maturo può produrre anche 100 mm di pioggia in un’ora, provocando gravi inondazioni. Le grandi cellule temporalesche sono anche causa di grandinate, di trombe d’aria e di venti distruttori causati dalle correnti discendenti. Proprio il graduale intensificarsi delle correnti freddi discendenti determina l’inizio della fase di senescenza del temporale. Le raffiche fredde provenienti dalla nube si espandono al suolo interrompendo l’alimentazione di aria calda e umida verso la sommità del cumulonembo, che si indebolisce fino a dissiparsi. A seconda del tipo di temporale, questo ciclo può durare da 15 minuti a più ore. I temporali sono più frequenti in primavera e in estate. Quelli convettivi tendono a scoppiare nel tardo pomeriggio, quando il riscaldamento al suolo è massimo. I temporali frontali (associati a un fronte freddo) possono avere luogo in qualsiasi momento della giornata, anche se trovano ulteriore alimentazione nel calore pomeridiano proveniente dal suolo.
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le prime gocce di pioggia del temporale - FOTO DI RICCARDO AGRETTIIl fulmine è il risultato di un accumulo di cariche elettriche di segno opposto che si viene a creare in un cumulonembo. Il meccanismo esatto di formazione non è ancora stato chiarito ma sembra che i cristalli di ghiaccio che nascono alla sommità della nube siano caricati positivamente, mentre le gocce d’acqua che tendono a cadere alla base del cumulonembo siano caricate negativamente. Quando le cariche negative raggiungono quelle positive si stabilisce un'intensa corrente elettrica, il fulmine. La maggior parte dei fulmini avviene all’interno della nube, tra nubi diverse o tra la nube e l’aria, se quest’ultima è sufficientemente carica. Solo un fulmine su quattro colpisce il suolo. La temperatura raggiunta dall’aria percorsa da una scarica elettrica supera i 22000 °C: la brusca dilatazione seguita da una ugualmente rapida contrazione crea un’onda acustica che si manifesta con il tuono. Poiché la luce si propaga molto più rapidamente del suono, noi prima vediamo il lampo poi sentiamo il tuono. Quest’ultimo impiega circa 3 secondi per percorrere un chilometro; si può dunque calcolare facilmente la distanza in chilometri di un temporale contando i secondi che separano la vista del fulmine dal rombo del tuono e dividendo per 3. Di solito il tuono non si avverte oltre una trentina di chilometri.
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temporale in arrivo sul lago di Annone - FOTO DI RICCARDO AGRETTI
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