"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 10 marzo 2014

IL REGNO DEL QAJAQ (5)



L’energia di un’aurora boreale abbastanza ampia supera la produzione di energia elettrica di tutti i paesi del mondo sommati insieme; un bilione di volt con una corrente di un milione di ampère. La cortina luminosa che osserviamo lungo un arco est-ovest è la forma più comune di aurora boreale; quando l’intensità del fenomeno aumenta, il fronte comincia a ondulare e si ripiega su se stesso in enormi curve a “S”, per poi dispiegarsi di nuovo. Più le particelle provenienti dal sole sono cariche di energia, più penetrano in profondità nella ionosfera e più diventa alta la parete di luce, che può raggiungere un’altezza di 500 chilometri. 



Per mezzo di fotometri sensibili a un solo tipo di colore, si è riusciti a capire meglio il meccanismo delle aurore boreali: i colori verde pallido e rosa sono prodotti al centro della cortina dell’azoto molecolare e alle estremità dall’ossigeno molecolare; il colore rosso è prodotto dall’ossigeno atomico. Scendendo gradualmente di latitudine, scompaiono le luci verde pallido e orsa e rimane visibile solo il rosso. Svaniscono anche i delicati disegni delle cortine ondeggianti e l’aurora boreale si riduce a un esteso bagliore di colore rossastro, comunque ben visibile nell’oscurità della notte. 



Solitamente siamo abituati a riconoscere la materia in tre strati: solido, liquido e gassoso; il plasma è il quarto strato della materia, in cui questa si trova in forma di gas altamente ionizzato. L’aurora boreale è l’evento più vicino a noi in cui il plasma si manifesta naturalmente. Tale fenomeno è pertanto di grande interesse, non soltanto spettacolare, ma anche scientifico e rappresenta, insieme al buco dell’ozono, uno dei casi planetari attualmente sotto l’attenta osservazione degli scienziati. 



Fonte: Il meraviglioso universo del grande Nord.

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