"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 1 luglio 2013

SOTTOCOSTA ARGENTARIO CAMP 2013



Anche quest’anno gli Inuit del Lario del Canoa Kajak 90 di Vercurago hanno partecipato al CAMP 2013 all’Argentario dal 15 al 23 giugno. Il Camp è organizzato dalla associazione sportiva dilettantistica Sottocosta per la diffusione del Kayak da Mare. Il Camp è un’occasione per fare corsi per principianti di avvicinamento al kayak e di perfezionamento delle tecniche, escursioni in kayak e visita ai più importanti centri turistici della zona. Inoltre è una vacanza all'Argentario con escursioni giornaliere e attività sul tema "il kayak da mare". La base è presso il campeggio della Feniglia. In particolare quest’anno veniva organizzato il corso di Guida Marina. 



L’Argentario deve il suo nome alla ricca famiglia Enobarbi Domizi di professione "Argentarii" cioè prestasoldi, che a titolo delle somme versate alla Repubblica durante la II Guerra Punica aveva ottenuto come saldo dei debiti l'intero Promontorio, detto in seguito "Argentariorum Mons", cioè Monte degli Argentari. Il Promontorio, interamente montuoso (m.635) e caratterizzato da coste alte e rocciose, dove si può ammirare la famosa palma nana che nasce spontanea in loco, è ricoperto da una fitta macchia mediterranea, che si alterna alle coltivazioni di olivi, di viti e di alberi da frutta. Nei vigneti, faticosamente ricavati terrazzando i fianchi del monte, si coltivano i rari vitigni Ansonico e Riminese. L'economia dell'Argentario, un tempo basata esclusivamente sulla pesca, trova oggi nel turismo la sua principale risorsa. 





Monte Argentario è un comune di circa 13.000 abitanti i cui centri principali sono Porto Ercole e Porto Santo Stefano. Poco distante troviamo le isole dell’arcipelago toscano del Giglio e Giannutri. Anche l'Argentario nasce come isola, ma nel corso dei secoli l'azione congiunta delle correnti marine e del fiume Albegna ha creato due tomboli, il Tombolo della Giannella ed il Tombolo della Feniglia, che hanno unito l'isola alla terra ferma, formando nel contempo la Laguna di Orbetello. Tombolo è il nome che viene dato ad una striscia di terra generalmente sabbiosa che collega un promontorio al mare e che a volte può scomparire e ricomparire sempre per effetto del mare oppure come nel nostro caso essere stabile. 





Il Tombolo della Feniglia si sviluppa per circa 6 km di lunghezza per una superficie totale di 474 ettari, vi si trova la Riserva naturale Duna Feniglia area naturale protetta statale istituita nel 1971. La riserva è quasi interamente occupata da una pineta di Pino domestico. Il margine meridionale è costituito da una costa sabbiosa con vegetazione in buono stato di conservazione, il margine lagunare è occupato da estensioni più o meno ampie di vegetazione delle paludi salmastre. Nella pineta sono presenti alcune specie rare ornitiche nidificanti (Falco subbuteo, Clamator glandarius, Otus scops), oltre a daini e cinghiali. Di fondamentale importanza per l’ecosistema lagunare ed il maggior interesse ornitologico si riscontra nella stretta fascia di salicornieto che contorna il lato lagunare. I frutti della Salicornia Glauca (Arthrocnemum macrostachyum), pianta adattata a vivere su terreni salmastri, sono utilizzati come fonte di cibo da diversi uccelli. 




Tanti sono i personaggi famosi, antichi e moderni che sono passati dall’Argentario, le numerose fortificazioni che contornano il promontorio hanno subito gli attacchi del pirata Khair-ad-Din detto il Barbarossa, che nel 1.544 depredò e saccheggiò il borgo di Porto Ercole. Nei pressi di Porto Ercole morì nel 1.610 probabilmente di malaria , solo e fuggiasco, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Fu trovato morente nelle paludi della Feniglia dove si era nascosto per sfuggire all’arresto e alla morte a cui era stato condannato. 



Testo del Luis (Inuit del Lario)

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