"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 13 maggio 2013

GEOGRAFIA DELL’ARTICO (1)



Le regioni artiche formano un ambiente distinto e riconoscibile fra tutte le terre emerse. Chi è stato in alta montagna può farsene un’idea approssimata: il freddo, il ghiaccio, la povertà di vegetazione sono le caratteristiche di entrambi gli ambienti. Ma l’analogia finisce qui: a contraddistinguere l’Artico sono le sue colossali dimensioni e la presenza del mare. Un oceano semigelato di quasi 25 milioni di chilometri quadrati, circondato da un territorio desolato, la tundra, quella euroasiatica e quella nordamericana, che totalizza ben 13 milioni di chilometri quadrati, pari a 1/10 della superficie terrestre. 


 

Le caratteristiche artiche possono essere riassunte in breve dai seguenti parametri: 1) alte latitudini; 2) lunghi inverni ed estati brevi e fresche; 3) precipitazioni scarse; 4) presenza del permafrost; 5) laghi e mari gelati; 6) assenza di alberi (per convenzione si definisce “albero” un vegetale quando il suo fusto emerge dalla coltre di neve). 




Non è semplice stabilire i confini della regione artica; considerando uno dei parametri ora menzionati, potrebbero essere definite terre artiche quelle che si trovano sopra il Circolo Polare Artico, cioè oltre la circonferenza tracciata sulla superficie terrestre alla latitudine di 66° 33’ 03’’ Nord, che limita i territori nei quali d’estate, almeno per un giorno, non tramonta mai il sole. Questo limite non è però assoluto, in quanto, a causa dei fenomeni di rifrazione dovuti alla densità dell’aria all’orizzonte, il sole può apparire anche al di sotto di questa latitudine, nella misura di un paio di gradi. Volendo comunque adottare il riferimento del Circolo Polare Artico, appaiono subito alcune eccezioni che ne inficiano l’esattezza; fra queste, le più vistose riguardano la baia di Hudson, che in inverno gela completamente (e che ospita un elevato numero di orsi bianchi e foche), la cui estremità meridionale è a 55° Nord di latitudine, mentre la costa norvegese, al livello del mare, alla latitudine di 71° Nord non si può considerare artica, per la rilevante influenza della Corrente del Golfo. 




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