"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 25 febbraio 2013

VOLARE IN MIGRAZIONE


Non tutti gli uccelli volano nello stesso modo, specialmente quando devono affrontare viaggi lunghi e impegnativi come quello migratorio. Il modo di volare dipende soprattutto dall’anatomia delle specie. I piccoli uccelli – soprattutto i passeriformi – volando definendo una traiettoria ondulata, battendo le ali velocemente e poi ripiegandole sul corpo in maniera alternata; in questo modo, quando battono le ali guadagnano quota, mentre quando le piegano sul corpo perdono quota e progrediscono in distanza. 



Alcuni grandi uccelli, come gru, cicogne e rapaci alternano invece il volo battuto a quello planato: nel volo battuto muovono le ali di continuo, mentre nel volo planato percorrono lunghe distanze senza muovere le ali, sfruttando le correnti ascensionali e scendendo poi verso terra. Alternando i due tipi di volo, riescono a riposarsi senza interrompere il viaggio. 




Gli uccelli il cui peso è considerevole in rapporto alla superficie alare (ad esempio, anatre, oche e cigni) sono invece costretti a battere le ali in modo continuo, bruciando un’enorme energia cinque volte superiore a quella necessaria per il volo planato. Sembra che le note “formazioni a V” di oche e cigni servano proprio per diminuire questa enorme fatica: ogni uccello, a parte quello che conduce il gruppo (la “base” della V), rimanendo in una determinata posizione sarebbe in grado di trarre vantaggio dai vortici d’aria prodotti dall’individuo che lo precede. Il risparmio energetico prodotto da questa strategia è stato calcolato intorno al 15%: si comprenderebbe dunque il grande vantaggio del volo in gruppo piuttosto che del volo in solitario. 




Il condizionale è d’obbligo: analizzando al computer alcuni voli di oche del Canada si è recentemente dimostrato che il meccanismo adottato dagli uccelli è tutt’altro che pienamente efficiente, e che in realtà non c’è molto vantaggio rispetto a quello che si potrebbe avere perfezionando la strategia. Volare a “V” potrebbe invece essere soltanto un modo per mantenere un contatto visivo tra i membri del gruppo, evitare le collisioni e insegnare ai giovani le rotte migratorie. 



Nessun commento:

Posta un commento