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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 11 febbraio 2013

LA PALUDE DI BRIVIO: STORIA E NATURA




Brivio è già un luogo importante in epoca barbarica pre-romana. La sua posizione strategica consiste nel fatto che già i celti prima e i romani poi avevano eretto un ponte in uno dei punti più facili per attraversare l’Adda fiume che per caratteristiche geografiche divide in due la Lombardia dallo Stelvio al Pò. Brivio nasce quindi dal celtico ‘Briva’ che significa ponte (la stessa radice dell’inglese ‘bridge’).





Brivio diviene poi negli anni un punto obbligato di sosta per il transito da Bergamo verso Como, confine tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano e per questo sede di una fortificazione: il ‘Castello di Brivio’ posto a guardia dei confini e dotato sia di torri di avvistamento circolari che a pianta quadrata. Brivio è sede di una guarnigione militare e di un feudatario.




La palude di Brivio è sempre stata ricovero di vari tipi di selvaggina questo perché offre l’habitat adatto agli uccelli di passo ed a molte altre specie che vi nidificano. La selvaggina attirava poi lepri, volpi e lupi che in passato si calavano all’imbrunire dai monti limitrofi (dove alcune frazioni portano ancora nomi significativi quali ‘Perlupario’ , ‘Volpera’ ) per cacciare nella palude dove oltre alla selvaggina trovavano allevamenti di pecore e pollame situati nelle zone pianeggianti ai bordi della palude. 




In epoca Napoleonica la nobile famiglia dei Cantù di Brivio, nel tentativo di governare sull’intera provincia tra Bergamo e Como ospitava nei fine settimana il vicerè d’Italia Eugenio di Beauharnais, grande appassionato di caccia. Agli inizi del 1800 gli costruisce un edificio all’interno della palude il cosiddetto ‘Casino del Vicerè’. La costruzione è stata usata pochissimo e alla caduta di Napoleone fu venduta e usata come deposito. 




Ai giorni nostri tutta questa varietà di grossi mammiferi presenti nella palude di Brivio è sparita e ai vertici della catena alimentare vi sono rimaste solo alcune specie di rapaci. 



Testo del Luis (Inuit del Lario)

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