"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 14 gennaio 2013

LA PALUDE DI BRIVIO: GEOGRAFIA E NATURA




Lungo il corso dell’Adda e subito dopo il Lago di Olginate troviamo la Palude di Brivio. Anch’essa Sito di Importanza Comunitaria (SIC) dal 1997. Questa zona umida, tra le più importanti nella regione è inserita nel Parco dell’Adda Nord e divisa tra i comuni di Brivio (LC), Cisano Bergamasco (BG) e Monte Marenzo (LC) con un estensione di 302 ettari e un'altitudine media di 200 metri sul livello del mare. La profondità media attualmente è di 80 cm. 





L'area è costituita da un'ampia piana in cui il fiume Adda ha potuto vagare, dando luogo nel corso dei secoli a variazioni di percorso molto evidenti; tale dinamismo, che ha prodotto la grande varietà di ambienti fluviali presenti, è arricchito dai rilievi e contrafforti rocciosi che caratterizzano questo tratto di valle. La palude è caratterizzata da una varietà di tipologie ambientali che vanno da quelle strettamente fluviali, come greti e saliceti lungo le sponde dell'Adda, a quelle palustri dalle ampie estensioni di canneti e cariceti (un tipo particolare di torbiera), di specchi d'acqua con ninfee, fino ai tipici boschi igrofili di ontani neri (le alnete). 





Molte sono le specie ittiche che popolano lo specchio d'acqua tra cui spiccano scardole e carassi. Buona la presenza di carpe, sia regina che specchio, tinche, anguille e pescigatto. Il fondale particolarmente basso fa si che la temperatura dell'acqua si scaldi molto più rapidamente nel periodo primaverile, rispetto alle acque dell'Adda, favorendo così la frega in massa dei ciprinidi e il successivo svezzamento degli avannotti. Oltre alla palude vera e propria, sul territorio di Brivio, sono presenti ulteriori aree umide di rilevante valore ittiogenico e faunistico. 






La più grossa è la Cava a cielo aperto Sesana ( superficie estrattiva 63.876 m2 ), ormai in disuso. L'attività estrattiva dell'argilla per mattoni cessò intorno agli anni 60. Essendo la zona ricca di sorgive col passar degli anni si è formato un ricco ecosistema che pullula di pesci e uccelli di ogni tipo. La ricchezza di pesci in queste zone ha permesso anche di recente ad alcune famiglie di integrare il reddito da lavoro con il ricavato dalla vendita del pesce soprattutto ai ristoranti della zona, mentre in passato il pescato è stato una delle basi alimentari per i Briviesi.




Negli ultimi anni l’ecosistema è stato minacciato dalla presenza del pesce siluro che è stato pescato prima accidentalmente e poi sistematicamente per limitarne la diffusione, e pare che per il momento i danni sono stati limitati. 



Testo del Luis (Inuit del Lario)

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