"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 5 novembre 2012

L’IMPUGNATURA DELLA PAGAIA


Le mani vanno appoggiate sul manico della pagaia, con una presa digitale, ad una distanza leggermente superiore alla larghezza delle spalle: un’impugnatura troppo stretta riduce i movimenti del busto e allunga la leva in acqua (per ottenere un colpo efficace bisognerà imprimere maggiore forza e la sensazione di fatica sarà più intensa), mentre un’impugnatura troppo larga riduce la leva e di conseguenza l’efficacia del movimento. 


La larghezza dell’impugnatura è comunque molto soggettiva e rispecchia la conformazione fisica di ogni singolo canoista. Per capire qual è quella a noi più consona dobbiamo affidarci alle sensazioni: impugnando la pagaia e muovendola in acqua, dovremmo sentirci a nostro agio, senza avere la sensazione di una posizione innaturale delle braccia. L’impugnatura deve consentirci d’imprimere forza sia in trazione che in spinta senza avvertire alcun sovraccarico o fastidio alle spalle. Modificare la distanza tra le mani durante l’esecuzione dei colpi, confrontando le varie sensazioni, aiuterà a trovare la posizione più congeniale. Si potrà poi segnare la larghezza ideale dell’impugnatura sul manico con del nastro adesivo. 




Utilizzando una pagaia moderna con le pale sfasate, la mano destra funge da punto di riferimento, in quanto resta sempre fissa sul manico. La sinistra invece è mobile, ossia lascia scivolare il tubo al suo interno in modo da portare la pala in posizione di presa. La rotazione del manico varia a seconda dell’ampiezza dell’angolo di sfasatura fra le pale e dei colpi che si intendono effettuare. Se invece utilizziamo una pagaia groenlandese (con le pale dritte) l’entrata in acqua sarà intuitiva sia a destra che a sinistra in quanto entrambi le mani restano sempre fisse sul manico e senza quindi subire nessuna rotazione. 



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