"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 12 novembre 2012

IL LAGO DI OLGINATE: GLI UCCELLI SVERNANTI


La migrazione degli uccelli è il movimento regolare tra aree di nidificazione e di svernamento. In autunno al calare delle ore di luce gli uccelli vanno incontro a mutamenti ormonali, si sovralimentano fino al 30%, si radunano in stormi, sospendono la muta delle penne e al momento giusto… partono. 



Nel loro movimento sono guidati dal campo magnetico terrestre, dalle stelle, dai luoghi geografici che hanno memorizzato negli anni precedenti, dagli odori. Volano tra i 1.000 e i 2.000 metri di quota, più in alto si vola meno attrito offre l’aria che però diventa più fredda. Valicano le montagne e sostano ai loro piedi quando vi possono trovare acqua e cibo e se le condizioni meteorologiche sono sfavorevoli. 



Gli uccelli più grandi (Rapaci – Cicogne – Gru) passano sopra gli stretti alla ricerca di correnti ascensionali e di aria calda. I passeriformi trascurano i riferimenti geografici, si spostano di notte per evitare i predatori. Luogo di svernamento abituale di alcune specie è il lago di Olginate, il lago di Garlate, la palude di Brivio, il lago di Novate Mezzola. 



Nel mese di gennaio, quando gli uccelli hanno scelto ormai i luoghi del loro svernamento, si svolge il “Censimento internazionale degli uccelli acquatici” (I.W.C.). Si tratta di un rilevamento avifaunistico che avviene in modo coordinato in tutte le aree umide europee. Ogni uccello viene contato e registrato. 



Nel grafico sono stati riportati i dati del lago di Olginate dal 1988 ad oggi raccolti dalle guardie venatorie della provincia di Lecco in collaborazione con le guardie ecologiche e i volontari delle associazioni ambientaliste. La presenza degli uccelli migratori sul lago di Olginate è andata via via aumentando fino al 2001 per poi stabilizzarsi. La presenza di tanti volatili ha attirato l’attenzione di molti appassionati che, armati di binocoli, cannocchiali e macchine fotografiche si ritrovano sulle sue sponde. 




Strolaghe mezzane e minori, Morette codone e grigie, Smerghi, Orchi marini, Falchi pellegrini e pescatori...ogni volta un’emozione da condividere fra i bird-watchers e i passanti che per l’occasione sostano sulle sue rive e i canoisti che pagaiano. 



Testo del Luis (Inuit del Lario)

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