"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 30 aprile 2012

I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (15)



La filosofia delle popolazioni Inuit è sempre stata quella del nomadismo utilitaristico; gli spostamenti erano imposti dalla ricerca di territori migliori per la caccia e dipendevano fondamentalmente da eventi di natura stagionale, quali la migrazione dei caribù, l’arrivo degli uccelli, il passaggio dei cetacei. Malgrado il vecchio ordine sociale sia profondamente cambiato nel nostro secolo, è necessario, per capire meglio le conseguenze dell’incontro della cultura di questo popolo con quella occidentale, approfondire brevemente quella che per secoli è stata la loro organizzazione sociale.




Gli Inuit facevano certamente parte di una di quelle culture della prima età della pietra che non possedevano una complessa struttura tribale. La famiglia o al massimo alcune famiglie, costituivano l’unità sociale organizzata superiore. In qualche caso si riconosceva come autorità il più forte cacciatore, capace di influenzare con la propria abilità e il proprio coraggio le sorti dell’intero gruppo. Talvolta in assenza di questa particolare figura, l’autorità veniva assunta dallo sciamano o stregone, un elemento presente presso tutti i popoli dell’Artico.




Lo sciamano interpretava nell’animo dell’Inuit il bisogno di comunicare con divinità e spiriti, sia per propiziarsi il successo in una battuta di caccia, sia per impetrare il perdono per la trasgressione di determinati tabù; compiti dello sciamano erano anche la guarigione delle malattie e l’allontanamento delle calamità che potevano aver colpito la comunità. In altre parole, nella povertà materiale dell’ambiente in cui viveva l’Inuit, lo sciamano rappresentava la fuga dalle paure e dalle miserie quotidiane dell’individuo e l’innalzamento in un mondo spirituale che, sebbene ingenuo e primitivo, lo appagava.



.

Nessun commento:

Posta un commento