"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 27 giugno 2011

LA TROTA LACUSTRE



Vive nella maggior parte dei laghi europei. Non è ancora chiaro se questo salmonide, un tempo diffuso sul Lario, sia una specie a sé, o un adattamento all’ambiente lacustre da parte della Trota marmorata che un tempo risaliva dall’Adda. Questa specie è in forte contrazione se non estinta. Le cause della sua scomparsa sono prevalentemente da attribuirsi: ad alterazioni degli habitat dovuti alla presenza di sbarramenti invalicabili, dighe e briglie, che rendono impossibile a questa specie il raggiungimento sia del Lario, che degli areali di frega costituiti dai fondali ghiaiosi dei tributari al lago; alla riduzione della disponibilità di prede (alborelle); alla competizione per il cibo esercitata nel Lario dalla Trota fario che è migrata nel lago a causa di eccessivi ripopolamenti effettuati nei torrenti; alla possibile ibridazione fra questa specie e la Trota fario. La sua presenza nel Lario non è certa: può capitare di catturare trote con le caratteristiche della lacustre, ma esse deriverebbero da trote fario provenienti dai torrenti tributari al lago, che dopo un certo periodo di permanenza, assumono le caratteristiche della lacustre. Ne è la prova che da ormai parecchi anni non si catturano trote che superino i 7 – 8 Kg., peso limite raggiungibile dalla Trota fario. Si sta cercando di reintrodurre questa specie tramite ripopolamenti ed intervenendo sugli sbarramenti invalicabili.




COME RICONOSCERLA:
Corpo slanciato con tendenza a divenire tozzo e massiccio negli individui adulti.
Colorazione grigio – azzurro sul dorso, mentre i fianchi sono argentei e molto ricchi di piccole macchie nere a forma di x, il ventre è bianco.
Testa grande e robusta, bocca ampia e munita di denti aguzzi anche su lingua e palato.
Pinne grigie, presenza della pinna dorsale adiposa (tipica dei salmonidi).
Può raggiungere e superare il metro di lunghezza ed i 20 chili di peso.




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Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.

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