"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



giovedì 16 dicembre 2010

L’ORCO MARINO, L’ORCO BUONO



Appartiene all’ordine Anseriformes, famiglia Anatidae, gruppo comprendente anatre, cigni e oche. Fa parte delle “anatre tuffatrici”, che si nutrono immergendosi. Il suo nome scientifico è Melanitta fusca. E’ una massiccia anatra lunga tra i 51 e i 58 cm. Il maschio è completamente nero, con l’eccezione dello specchio alare biacno – che lo distingue dall’Orchetto marino ma non è visibile da posato – e una piccola macchia bianca sotto l’occhio. Becco arancione ai lati e nero al centro, con un rigonfiamento basale. La femmina è di colore bruno scuro, con due aree chiare alla base del becco e dietro la guancia. Entrambi hanno le zampe rosse. In volo, veloce e con rapidi battiti alari, è molto visibile lo specchio alare bianco. In acqua usa tenere la coda leggermente eretta. Si invola con una lunga rincorsa sull’acqua. Solitamente fugge immergendosi senza compiere salti (come fa invece la Folaga, ad esempio). L’Orco marino è un bravo subacqueo: effettua immersioni fino a 30 m di profondità e di durata superiore la minuto.





Nidifica nei laghi della tundra e della taiga piccoli e non molto profondi e sulle scogliere artiche, talora su coste boscose e rocciose. Nelle aree riproduttive si nutre principalmente di insetti, altrimenti si alimenta di molluschi, ma anche di crostacei e più raramente di pesci e anfibi. In inverno si raduna, di solito in mare ma spesso anche sui grandi laghi, in stormi che possono contare anche centinaia di individui.





L’areale europeo interessa le regioni oltre il Circolo polare artico, il Mare di Norvegia e il Mar Baltico. E’ anche presente con piccoli nuclei al di là del Caucaso. In Italia è esclusivamente svernante, con presenze che vanno da ottobre a marzo. In Lombardia frequenta principalmente i grandi laghi prealpini e svernano alcune decine di individui, che talora si raccolgono in gruppi di anche più di 20 animali.





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