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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 10 novembre 2014

PERCHE’ PROTEGGERE I FIUMI


Pianura Padana lombarda. Il paesaggio si presenta come una distesa sconfinata di campi, pioppeti, qualche filare, cascine, strade, paesi più o meno piccoli, numerosi città. Degli antichi boschi di querce è rimasto ben poco: i prati naturali sono ormai scomparsi quasi del tutto. L’uomo ha trasformato il paesaggio, occupando tutto lo spazio a sua disposizione per l’edilizia civile, l’agricoltura e le infrastrutture varie. Eppure, quasi miracolosamente, sopravvivono ancora ecosistemi ricchi di biodiversità, vere e proprie “trincee” verdi e azzurre minacciate ogni giorno da uno sviluppo apparentemente inarrestabile: sono i grandi e i piccoli fiumi, che da Alpi e Appennini percorrono chilometri di piano per buttarsi nel Po. 



L’importanza dei fiumi della pianura per la vita vegetale e animale è forse riassumibile in un solo concetto, quello di corridoio biologico. Lungo i corsi d’acqua, una specie può trovare un habitat idoneo e continuo per centinaia di chilometri: non ci sono barriere geografiche o costruite dall’uomo e l’ambiente è relativamente uguale lungo tutto il percorso. I fiumi favoriscono i movimenti, per esempio: se un animale di bosco vuole e deve spostarsi dalle pendici alpine verso sud, normalmente incontra una distesa di coltivazioni entro la quale non osa avventurarsi, mentre lungo i corsi d’acqua trova quasi sempre abbastanza vegetazione per non sentirsi troppo esposto agli attacchi dei predatori. 




Ed è chiaro come un sistema di zone rilevanti dal punto di vista naturale, collegate fra loro senza troppe interruzioni, funzioni certamente meglio di aree isolate (i boschetti che appaiono qua e là tra i campi, ad esempio) nella conservazione di una specie: tutte quelle popolazioni che sono connesse le une alle altre hanno infatti hanno infatti minor probabilità di andare incontro a fenomeni di estinzione rispetto a quelle che si trovano isolate. Dal punto di vista della salvaguardia ambientale, quindi, i fiumi sono fondamentali: ecco perché lungo quasi tutti i corsi d’acqua lombardi sono stati istituiti parchi e riserve (dal Ticino all’Adda, dal Serio all’Oglio). Peccato che proprio i fiumi, però, siano spesso visti come presenze fastidiose , scomode intercapedini naturali poste a ostacolo degli scambi economici e commerciali. E man mano che lo sviluppo progredisce, il pericolo per le ultime “autostrade di natura” della pianura diventa sempre più grande. 



1 commento:

  1. “Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,
    l’ultimo fiume avvelenato,
    l’ultimo pesce pescato,
    ci accorgeremo che non si potrà mangiare il denaro. "

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