"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 24 dicembre 2012

I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (23)

Attualmente, le linee aeree regolari servono una rete assai vasta di località settentrionali, tra le quali Resolute, nell’isola Conrwallis, a 70° Nord di latitudine, importante centro dal quale si raggiungono, con piccoli aeroplani, località ancora più settentrionali. L’esperienza a bordo di questi apparecchi, quasi sempre monomotori, si avvicina , all’emozione dei voli effettuati dai “Bush pilots”, gli audaci aviatori ch per mezzo secolo hanno traversato il bush, ovvero il territorio spopolato e sconosciuto, volando a vista e senza l’aiuto di alcuna assistenza da terra. Assieme ai cercatori d’oro del Klondike o di Nome, ai trapper e ai cacciatori di pellicce isolati per mesi in territori lontani e inesplorati, i piloti del bush alaskiano e canadese costituiscono una triade che ben rappresenta l’epopea del grande Nord. 




Gli spostamenti con slitte trainate dai cani sono sempre meno frequenti: oggi vengono infatti effettuati per mezzo di veloci motoslitte; imbarcazioni in legno e plastica e con motore hanno mandato in disarmo kayak e umiak. Le classiche costruzioni di neve e di torba sono state sostituite da solide case prefabbricate; dopo la conversione al cristianesimo, il ricordo degli sciamani e delle antiche credenze si è indebolito. Il modello di vita delle popolazioni artiche, che per millenni è rimasto invariato, risulta oggi obsoleto, troppo disagevole per i rischi che comporta e per le carestie a cui è sovente soggetto; la vittoria che gli Inuit ottenevano su un ambiente così ostile veniva spesso pagata al prezzo di molte vite umane. 




Non sono bastati l’introduzione delle armi da fuoco e l’uso dei mezzi meccanici per riportare la nuova generazione alle antiche attività di sussistenza. Il numero di animali come i caribù o i grandi cetacei si è inoltre ridotto, tanto da rischiare l’estinzione della specie e il commercio delle pellicce segna una stasi, sia perché un forte movimento d’opinione mondiale è contrario all’uccisione degli animali selvatici, sia perché i russi hanno organizzato colossali allevamenti di animali da pelliccia, le cui pelli vengono immesse nel mercato. Nel frattempo, a seguito dei progressi ottenuti in campo sanitario, la popolazione è cresciuta ovunque, soprattutto in Alaska; l’allontanamento dai vecchi modi di vita è stato più che un atto volontario, purtroppo un atto necessario. 




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