"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 6 febbraio 2012

LA MARZAIOLA, CHE SOPPRACCIGLIO


Appartiene all’ordine Anseriformes, famiglia Anatidae, uccelli acquatici conosciuti come anatre. E’ inclusa nel gruppo delle “anatre di superficie”. Il suo nome scientifico è Anas querquedula. Di poco più grossa dell’Alzavola, ha una lunghezza compresa tra 37 e 41 cm. Il maschio ha la testa scura, sui cui si staglia una mezzaluna bianca che va dall’occhio alla nuca, e la parte anteriore dell’ala grigio-azzurro chiaro, particolarmente evidente in volo; la femmina è marroncina , simile a quella di altre specie di anatre di superficie, ad eccezione del disegno a strie sulla testa. Ha un volo veloce e regolare, con improvvisi abbassamenti a pelo d’acqua e repentine risalite. In migrazione forma stormi anche di grandi dimensioni, che volano compatti e coordinati in formazione a nuvola, con cambi di direzione e struttura. Il maschio di Marzaiola mantiene l’abito eclissale per cinque-sei mesi, circa il doppio delle altre specie di anatre.



Nidifica in specchi d’acqua dolce, piccoli, riparati e con vegetazione rada, entro terreni erbosi allagati o in zone umide. Le coppie arrivano già formate dai quartieri di svernamento; le deposizioni (una sola covata) iniziano in aprile. Come le anatre di superficie, si nutre essenzialmente di vegetali, allungando il collo alla superficie dell’acqua. E’ particolarmente attiva durante il giorno.




Completamente migratrice. In Europa ha un areale frammentato nelle regioni occidentali, ma continuo nei Balcani e nelle regioni orientali. Sverna quasi completamente a sud del Sahara, pochissimi individui si fermano nell’area mediterranea. In Italia è migratrice regolare, nidificante e solo sporadicamente svernante. In Lombardia nidifica principalmente nella fascia meridionale della Pianura Padana. La popolazione italiana è stata stimata di solo 200-300 coppie. E’ diminuita per effetto di periodi di siccità nei quartieri di svernamenti. Nelle scarse popolazioni lombarde può verificarsi la distruzione dei nidi deposti nei coltivi da parte delle falciatrici.



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