"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 19 dicembre 2011

LE ONDE (parte seconda)



Le onde genericamente si dividono in onde vive e in onde morte, dette anche onde lunghe. Le onde vive sono generate in un certo luogo dal vento. Hanno un aspetto inquietante, sono nervose, caotiche negli elementi che la caratterizzano: altezza, direzione, periodo, pendenza. Le onde lunghe sono generate da un vento lontano e arrivano in un luogo dove può non esserci neppure una bava di vento; man mano che si allontanano dalla zona in cui sono state generate si regolarizzano e da lontano sono ingannevoli in quanto sembrano appiattire la superficie. Tra questi due tipi di onda esistono chiaramente delle situazioni intermedie con caratteristiche comuni. Nel Mar Mediterraneo, a causa di fetch limitati, hanno una netta prevalenza le onde vive, oppure situazioni di onde intermedie (possono essere caotiche, ma presentare già le caratteristiche di saliscendi tipico delle onde lunghe).





Quando le onde arrivano in prossimità di acque basse e lo spessore di acqua diventa minore della metà delle lunghezza d’onda, la base dell’onda rallenta, mentre la cresta più veloce si rovescia in avanti sotto forma di frangente.




In questo caso si assiste a un vero e proprio trasporto di acqua in senso orizzontale e queste onde sono dette “di traslazione” L’energia dell’onda e la tipologia della costa determinano come l’onda andrà frangersi. Ammettendo che l’energia sia la stessa si possono distinguere tre casi: 1) su una costa piatta si formano frangenti di defluimento; 2) su un fondale più ripido si formano i famosi cavalloni; 3) su fondali ancora più ripidi si verifica un vero e proprio sprofondamento dell’onda.




Foto degli Inuit del Lario (Enzi & Beppe)
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