<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821</id><updated>2012-01-30T06:19:00.421+01:00</updated><category term='VIDEO'/><category term='INIZIATIVE'/><category term='ESCURSIONI IN KAYAK'/><category term='KAYAK - ATTREZZATURA'/><category term='KAYAK - TECNICA'/><category term='MONDO INUIT'/><category term='FILM'/><category term='AMBIENTE'/><category term='LIBRI'/><category term='FAUNA'/><title type='text'>inuit del lario</title><subtitle type='html'>kayak da mare e natura</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>eppiluk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11338711236942957494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp1.blogger.com/_c0GiPSix1SM/R6cVhcJXo6I/AAAAAAAADUY/Uxng-9Xgdqg/S220/happy2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>480</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6306574522896937605</id><published>2012-01-30T06:19:00.000+01:00</published><updated>2012-01-30T06:19:00.437+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>NORDICA ANIMA MUNDI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-81lHNJTcWs8/Tx2JGKAc1SI/AAAAAAAADk8/SYi0dV09u1o/s1600/5.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-81lHNJTcWs8/Tx2JGKAc1SI/AAAAAAAADk8/SYi0dV09u1o/s320/5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700863442179380514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se in passato si parlava di mal d’Africa per chi visitava quel continente e ordiva il ritorno, nonostante pericoli e deprivazioni, possiamo oggi noi parlare di mal d’Artico? Vivendo ormai nei tempi della comunicazione globale, i modi e i mezzi di entrata e uscita da quel mondo sono senz’altro più rapidi e affidabili, meno legati a iniziative di associazioni scientifiche o intere nazioni. Ma cosa richiama un numero sempre maggiore di persone a visitare i Poli del mondo? A sponsorizzare spedizioni, viaggi, esplorazioni amatoriali, crociere e traversate nautiche. Spesso ritornandoci più di una volta? Ho qui tra le mani un libro di ritratti polari recentemente pubblicato in Gran Bretagna. Sfogliando le pagine troviamo una lunga rassegna di foto d’individui che hanno segnato le loro vite nelle zone artiche. L’ultimo è Graham Dickson, nato nel 1975, e fondatore di una compagnia specializzata in dare supporto logistico a quelle latitudini. Combinando le conoscenze tradizionali degli inuit con la moderna tecnologia sta creando lassù a Nunavut una nuova mappa per espandere gli orizzonti dell’eco-turismo. Diversi gli elementi di seduzione evocati da questo angolo di terra. Innanzitutto il desiderio di esplorazione per tutto ciò che è lontano, singolare, ed esoticamente diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-TaVPLmBOcAQ/Tx2I_YI5hEI/AAAAAAAADkw/3R2CVtaNSX8/s1600/4.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 194px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-TaVPLmBOcAQ/Tx2I_YI5hEI/AAAAAAAADkw/3R2CVtaNSX8/s320/4.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700863325713826882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di riflesso, le zone artiche rappresentano oggi la destinazione più remota dal consorzio civile, differenziandosi da un mondo che si colloca oramai per grandi estensioni tra l’urbano e il metropolitano. Visto però che viaggiare all’interno delle zone temperate è alla portata di tutti, è logico assegnare ai Poli anche l’esclusività dei costi. E qui sforiamo ahimè nel consumismo, contemporanea febbre malarica degli status symbol. Non potrò mai dimenticare il chirurgo di Miami incontrato in Groenlandia apertamente dichiaratosi malato di polarite. Ovvero il sentito bisogno di dover ritornare ancora e ancora in quel mondo di ghiaccio blu. Come se si fosse innescato il desiderio per un interminabile giro di giostra. C’è in tutto questo un novello sentore di sentimentalismo romantico. Ma non areniamoci in una categoria già vista e sentita perché c’è di più. L’artico è oggi un vero paradiso per l’esteta munito di macchina fotografica a svariati filtri. Il paesaggio e la fauna che possiamo osservare nel transito agevolato da uno zodiac sprizza di ricchezza cromatica, luce, e sopraffina pristina autenticità. Sì autenticità, e su questo vocabolo mi devo soffermare. In un mondo dove tutto è influenzato e manipolato da tutto, le terre artiche sono le ultime isole che brillano ancora di luce e tenebre proprie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-dRxJ1wSbsrI/Tx2IwBmZBMI/AAAAAAAADkk/xo9B7jGe3wQ/s1600/2.gif"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-JgayXGWhAzc/Tx2IrpymKhI/AAAAAAAADkY/5xnhSv78rcM/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-JgayXGWhAzc/Tx2IrpymKhI/AAAAAAAADkY/5xnhSv78rcM/s320/3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700862986854738450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ vero che le correnti aeree trasportano fin lassù la tossicità dei nostri sistemi economici, o delle nostre scelte strategiche. Ma il Nord, l’estremo Nord ricopre tuttora il suo mondo in un Grande Biancore conservando gelosamente per noi l’ultimo bastione di pristina wilderness. Ovvero un paesaggio ancora vicino alla sua genesi dove l’umano può provare, e portarsi nel cuore, quella sensazione di primordiale gettatezza (termine preso in prestito da Heidegger) che dà un’autentica misura del proprio essere. Con quest’ultima riflessione, iniziamo a viaggiare, e fluire come un mare negli oceani dell’anima. Tale sensazione può difatti rivelarsi oro (anche in un senso alchemico) se sfociante in consapevolezza. O meglio, se innesca un processo interiore in cui diventiamo consapevoli di un modo di vedere il mondo radicalmente nuovo. Un modus forse visionario in cui ci sentiamo più vicini alla terrestrità, svincolati da ogni soggettivismo narcisista che tende ad assorbire il tutto nella dimensione letterale dell’io. Impoverendolo. L’artico può offrire le immagini con la tonalità giusta per risvegliare questo trasformato orizzonte. E la polarite intesa in un’ottica psicologica ne è una conferma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-DM6C54bOIaY/Tx2Il4aAxKI/AAAAAAAADkM/uvoRbiw89Dg/s1600/2.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-DM6C54bOIaY/Tx2Il4aAxKI/AAAAAAAADkM/uvoRbiw89Dg/s320/2.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700862887698941090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con una sensibilità risvegliata si vivificano le nostre percezioni,  e il mondo s’incanta nel manto avvolgente dell’innamoramento. Nell’artico possiamo vivere sulla nostra pelle un paradosso che è al centro delle nostre vite oggi. Allontanati dalle mille tentazioni virtuali che strappano quotidianamente  dal reale, nello spoglio contesto polare  riscopriamo la presenza del prossimo sia come paesaggio naturale che umano. Riscopriamo nuove modalità di interdipendenza e intimità con il mondo, mentre affinando i sensi, esperiamo interiormente nuove immagini, pensando rigenerati pensieri. Usciamo e rientriamo risettati da quel mondo. La distanza si rivela finalmente benigna mostrandoci qualcosa di trasparente e illuminato, risonante dalle profondità. In bilico tra natura e percezioni del corpo, diamo voce a vere emozioni dell’anima. Nei dintorni di Iqaliut, Yellowknife, Nuuk si creano nuove destinazioni, fresche esperienze, insolite espressioni del linguaggio. I confini degli orizzonti risultano più ampi.  Stiamo creando nuovi mondi che ci vivono dentro anche dopo il ritorno a casa. Ma siamo solo all’inizio. Sono infiniti i misteri dellAnima Mundi, le vie della psiche oggettiva. Si aprono all’universo intero. Lo rendono vivo, unificato e unificante. Aspettano solo che noi diciamo sì a una chiamata. E respiriamo profondamente... prima di dare una risposta. Nelle zone artiche, ci aspetta una vera avventura che va dritta al cuore della vita. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-XXdYWrjtLJg/Tx2IhldjdWI/AAAAAAAADkA/eUzsHjVoa3Y/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-XXdYWrjtLJg/Tx2IhldjdWI/AAAAAAAADkA/eUzsHjVoa3Y/s320/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700862813894047074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mondo intero è dimorato dagli Dei (Talete)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo di Massimo Maggiari prima della partenza per Gjoa Haven – Nunavut&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6306574522896937605?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6306574522896937605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6306574522896937605' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6306574522896937605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6306574522896937605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2012/01/nordica-anima-mundi.html' title='NORDICA ANIMA MUNDI'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-81lHNJTcWs8/Tx2JGKAc1SI/AAAAAAAADk8/SYi0dV09u1o/s72-c/5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2835780361644477705</id><published>2012-01-23T06:21:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T06:21:00.101+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE SUL LAGO DI GARLATE: LO "STABILIMENTO PIRELLI"” DI  VERCURAGO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-VBi1vytfPUM/TxQJiaP4suI/AAAAAAAADi4/V9JSouYO1Gg/s1600/Foto%2B6.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 170px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-VBi1vytfPUM/TxQJiaP4suI/AAAAAAAADi4/V9JSouYO1Gg/s320/Foto%2B6.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698189915296674530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A fianco della sede del CK90 (Canoa Kajak 90 a.s.d.), oltrepassato il  torrente Gallavesa ma ancora nel comune di Vercurago (LC) sorge lo Stabilimento Pirelli. Lo Stabilimento di Vercurago, viene fondato nel 1917 ed è destinato a preparare i prodotti chimici usati nelle mescole utilizzate per la preparazione della gomma (acceleranti, anti- invecchianti, carbonato di magnesio, ossido di zinco).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-KptqO5_GObE/TxQJd3ClUpI/AAAAAAAADis/g1-NnQKvQYA/s1600/Foto%2B7%2BVercurago_1922.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 199px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-KptqO5_GObE/TxQJd3ClUpI/AAAAAAAADis/g1-NnQKvQYA/s320/Foto%2B7%2BVercurago_1922.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698189837126161042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tale unità produttiva, insieme alla Società Sali di Bario di Pietro Cugnasca (posta in prossimità della ferrovia a Calolziocorte e che trattava il minerale di barite) e con la Cartiera dell’Adda, costituisce il polo della chimica del ‘900 nel territorio Lecchese.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-aMTt4RW2O60/TxQJao_XEsI/AAAAAAAADig/ARlJFKoSgAo/s1600/Foto%2B8%2BVercurago_1917.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 297px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-aMTt4RW2O60/TxQJao_XEsI/AAAAAAAADig/ARlJFKoSgAo/s320/Foto%2B8%2BVercurago_1917.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698189781814940354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo stabilimento Pirelli  occupava un area di circa 60.000 mq, di cui 13.000 coperti. Si riporta la descrizione dello stabilimento tratta dagli archivi della Fondazione Pirelli :&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Esso sorge in amena posizione. E’ a breve distanza dalla stazione di Calolzio-Olginate ed è provvisto di una ampia darsena di approdo e di scarico per trasporti per via d’acqua. Allo stabilimento è annesso un impianto idro-elettrico proprio, che integra il consumo di energia fatto dallo stabilimento stesso. Questo impianto è costruito sul torrente Gallavesa, sfrutta una caduta d’acqua di circa 70 metri e trasporta l’energia allo stabilimento a mezzo di un cavo di circa due chilometri alla tensione di 3.000 volts.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-wibKn-Naamc/TxQJYD95-sI/AAAAAAAADiU/7qZKgbsqlcQ/s1600/Foto%2B9%2Bfald500006_Vercurago_7679_1953_Publifoto.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 238px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-wibKn-Naamc/TxQJYD95-sI/AAAAAAAADiU/7qZKgbsqlcQ/s320/Foto%2B9%2Bfald500006_Vercurago_7679_1953_Publifoto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698189737516989122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa soluzione tecnica è tipica di molte attività produttive dell’epoca insediate nella valle S. Martino. Erano state infatti realizzate alcune piccole centrali idroelettriche che sfruttando i vari torrenti esistenti nella zona generavano valori di energia elettrica significativi per l’epoca. Attualmente tali centraline sono state smantellate perché tali corsi d’acqua si scaricano a valle con salti significativi ma di breve durata (nell’arco dell’anno) e di scarsa portata d’acqua.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-oSELoBr5AE0/TxQJVZ_eCPI/AAAAAAAADiI/NW719h-lgkw/s1600/Foto%2B10%2Bfald500006_Vercurago_3062_1948.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 220px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-oSELoBr5AE0/TxQJVZ_eCPI/AAAAAAAADiI/NW719h-lgkw/s320/Foto%2B10%2Bfald500006_Vercurago_3062_1948.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698189691889518834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel corso degli anni Cinquanta, lo Stabilimento di Vercurago arrivò ad una popolazione di circa 150 dipendenti. Nel 1967, tuttavia, fu ceduto alla Prodotti Industriali Chimici SpA “in quanto non poteva trovare nei consumi del Gruppo volumi tali da consentire dei costi a livello internazionale”.  L’attività produttiva del sito è cessata nel 1987 con la ditta Safilo Saldature.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-mu597kt6MOM/TxQJRqfgy4I/AAAAAAAADh8/fcug8njf0U0/s1600/Foto%2B11.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 149px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-mu597kt6MOM/TxQJRqfgy4I/AAAAAAAADh8/fcug8njf0U0/s320/Foto%2B11.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698189627599408002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si ringrazia per le informazioni e le foto l’Archivio Storico della Fondazione Pirelli www.fondazionepirelli.org&lt;br /&gt;Testo di Luis (Inuit del Lario)&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2835780361644477705?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2835780361644477705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2835780361644477705' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2835780361644477705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2835780361644477705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2012/01/archeologia-industriale-sul-lago-di.html' title='ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE SUL LAGO DI GARLATE: LO &quot;STABILIMENTO PIRELLI&quot;” DI  VERCURAGO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-VBi1vytfPUM/TxQJiaP4suI/AAAAAAAADi4/V9JSouYO1Gg/s72-c/Foto%2B6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6389970581968781757</id><published>2012-01-18T06:01:00.002+01:00</published><updated>2012-01-18T06:01:00.635+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INIZIATIVE'/><title type='text'>MOSTRA - 150 ANNI DI ESPLORAZIONI POLARI: DALLA GROENLANDIA AL POLO SUD</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-i8hGeCWFjjE/TxWcBMWu41I/AAAAAAAADjc/hZL3hvpJ7es/s1600/h.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 282px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-i8hGeCWFjjE/TxWcBMWu41I/AAAAAAAADjc/hZL3hvpJ7es/s320/h.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698632447817605970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal 20 gennaio all’11 marzo 2012 il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, l’Associazione Circolo Polare di Milano e l’Ambasciata di Norvegia in Italia organizzano la mostra “150 Anni di Esplorazioni Polari: dalla Groenlandia di Nansen al  Polo Sud di Amundsen-Scott”, mostra storica e informativa sulle esplorazioni polari in coincidenza dei 100 anni dal raggiungimento del Polo Sud e dei 150 anni dalla nascita di Fridtjof Nansen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esposizione evidenzia il ruolo degli esploratori polari italiani: Giacomo Bove, Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi, Umberto Nobile, Leonardo Bonzi, Silvio Zavatti e il “lariano” Guido Monzino.  L’iniziativa intende ricordare anche Gabriella Massa studiosa del popolo Inuit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faro per molti esploratori polari, Nansen viene nominato Ambasciatore nel 1906 a Londra per ottenere garanzie di sicurezza per la giovane nazione Norvegia. Dal 1920 è chiamato dalla comunità internazionale a risolvere tragiche situazioni umanitarie. Ridà dignità a milioni di persone attraverso la creazione del Passaporto Nansen ed è insignito del premio Nobel per la pace nel 1922 per la sua opera umanitaria e di mediazione. Crea l’Alto Commissariato per i rifugiati, predecessore dell’attuale UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nansen è il grande maestro e mentore di Amundsen: lo stimola a studiare la meteorologia e il magnetismo terrestre, lo consiglia a conoscere da vicino il popolo Inuit. Nel 1909 Amundsen parte per la storica spedizione al Polo Sud in contemporanea con quella comandata da Robert Scott. Naviga con la nave FRAM progettata da Nansen. Il 19 ottobre del 1911 Amundsen lascia il campo base con quattro compagni, quattro slitte e 52 cani e il 14 dicembre 1911 raggiunge il Polo Sud, 5 settimane prima della spedizione di Scott.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 12 maggio 1926, Amundsen con Umberto Nobile e Lincoln Ellsworth sorvola per la prima volta con il dirigibile NORGE il Polo Nord e atterra in Alaska. L’Artico si conferma un oceano ghiacciato, come lo stesso Fridtjof Nansen aveva intuito quasi 30 anni prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Torino, saranno programmate anche altre conferenze sulle spedizioni antartiche, occasione per affontare tematiche ad ampio respiro e di attualità legate all’ambiente e ai cambiamenti climatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-NWrI2uD2AL4/TxWdJKQFNDI/AAAAAAAADjo/H0QWIF_t4wU/s1600/Paa-ski-over-Groenland.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-NWrI2uD2AL4/TxWdJKQFNDI/AAAAAAAADjo/H0QWIF_t4wU/s320/Paa-ski-over-Groenland.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698633684203418674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6389970581968781757?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6389970581968781757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6389970581968781757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6389970581968781757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6389970581968781757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2012/01/mostra-150-anni-di-esplorazioni-polari.html' title='MOSTRA - 150 ANNI DI ESPLORAZIONI POLARI: DALLA GROENLANDIA AL POLO SUD'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-i8hGeCWFjjE/TxWcBMWu41I/AAAAAAAADjc/hZL3hvpJ7es/s72-c/h.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1857326159079718725</id><published>2012-01-16T06:15:00.000+01:00</published><updated>2012-01-16T06:15:00.295+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>LE ONDE (parte terza)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le onde marine avvicinandosi alla costa sono soggette alle modificazioni dovute al fenomeno della rifrazione, della riflessione e della diffrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-B6M9ydJFE9A/TxG4qwDZ25I/AAAAAAAADhw/ZlgHKdJDX3A/s1600/ultima.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-B6M9ydJFE9A/TxG4qwDZ25I/AAAAAAAADhw/ZlgHKdJDX3A/s320/ultima.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697538048193584018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La rifrazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’onda risente del fondale marino che, a sua volta, risente dell’andamento della costa. Quando un fronte d’onda si avvicina ad una costa irregolare, la parte di onda che si trova sul fondale più basso si troverà rallentata, mentre sarà più veloce nella parte più alta. Questo determina una rotazione del fronte d’onda che tenderà ad allinearsi alla costa producendo una concentrazione di energia in corrispondenza dei promontori e delle sporgenze costiere, mentre nelle baie e nei golfi l’energia viene dissipata in un fronte più ampio e le onde che raggiungono la riva sono meno forti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-RsD6QkP5IQY/TxG4jxPY3rI/AAAAAAAADhk/9DPdngEq0bE/s1600/rifraz03.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 189px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-RsD6QkP5IQY/TxG4jxPY3rI/AAAAAAAADhk/9DPdngEq0bE/s320/rifraz03.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697537928253202098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La riflessione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il flusso è perpendicolare all’onda, il riflusso, invece, è perpendicolare alla riva, quindi quando l’onda arriva obliqua con una certa inclinazione lungo la costa, il flutto di ritorno (denominato risacca) si muoverà dalla riva verso il mare con un angolo di 90°. La singola particella d’acqua, nel processo di flusso e riflusso, si troverà a percorrere una traiettoria a dente di sega. Un caso particolare di questo fenomeno è quando l’onda arriva perpendicolare al riva: l’onda riflessa, avendo lo stesso angolo di inclinazione ma direzione opposta, determina il fenomeno onda stazionaria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-fRb34dDw1LQ/TxG4gEi5pFI/AAAAAAAADhY/_dMFM_hCh10/s1600/6132544578_58d97977f2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-fRb34dDw1LQ/TxG4gEi5pFI/AAAAAAAADhY/_dMFM_hCh10/s320/6132544578_58d97977f2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697537864715838546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La diffrazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si verifica nel momento in cui l’onda incontra un ostacolo, ad esempio uno scoglio. L’onda si propaga dietro di esso e devia dalla direzione di propagazione rettilinea, sparpagliandosi in direzioni diverse, causando un moto ondoso anche nelle zone d’ombra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/--phtgCUhD_A/TxG4awb4x3I/AAAAAAAADhM/UVSAMliEeRs/s1600/prima.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/--phtgCUhD_A/TxG4awb4x3I/AAAAAAAADhM/UVSAMliEeRs/s320/prima.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697537773418366834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1857326159079718725?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1857326159079718725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1857326159079718725' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1857326159079718725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1857326159079718725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2012/01/le-onde-parte-terza.html' title='LE ONDE (parte terza)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-B6M9ydJFE9A/TxG4qwDZ25I/AAAAAAAADhw/ZlgHKdJDX3A/s72-c/ultima.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4164167937095449101</id><published>2012-01-09T06:06:00.000+01:00</published><updated>2012-01-09T06:06:00.335+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>LO SMERGO MINORE, CAMPIONE DI ELEGANZA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-O9roHap_dQ4/TwCTKjGrueI/AAAAAAAADgM/x6O0pgWtyaQ/s1600/smergo%2Bminore.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-O9roHap_dQ4/TwCTKjGrueI/AAAAAAAADgM/x6O0pgWtyaQ/s320/smergo%2Bminore.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692711738427554274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appartiene all’ordine Anseriformes, famiglia Anatidae, variopinti uccelli acquatici comprendenti anatre, oche e cigni. Il suo nome scientifico è Mergus serrator. Anatide dal profilo slanciato, il maschio ha una livrea particolarmente vistosa. Ha testa nera con riflessi verdi, ornata da un vistoso ciuffo sulla nuca. Collare bianco. Petto castano con macchie più scure seguito da un’area nera a macchie bianche. Dorso nero al centro, bianco ai lati. Fianchi e cosa grigi. Ventre bianco. Iride rossa. La femmina ha capo bruno con cresta meno evidente e con gola e area tra becco e occhio biancastra. Collo bruno. Corpo grigiastro, più scuro sul dorso, con specchio alare bianco non sempre visibile. Ventre bianco. Iride castana. Becco lungo e sottile, rosso. Piedi rossi. In volo le remiganti secondarie bianche contrastano con resto dell’ala, scuro. Lunghezza di 52-58 cm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Axs3wpg4JPE/TwCS71OyiWI/AAAAAAAADgA/xbv3L2Glxes/s1600/smergo_mi01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Axs3wpg4JPE/TwCS71OyiWI/AAAAAAAADgA/xbv3L2Glxes/s320/smergo_mi01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692711485595355490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nidifica principalmente su isole o scogli costieri o in insenature o estuari riparati. Il nido viene posto al suolo, spesso nascosto dalla vegetazione o al riparo di rocce o radici. Si alimenta di piccoli pesci ma integra la dieta con invertebrati acquatici. Cattura le prede in superficie o immergendosi, solitamente, a non più di 3,5 metri. Lo Smergo minore è piuttosto gregario, vivendo quasi sempre in piccoli gruppi che, all’epoca della migrazione autunnale, possono arrivare a contare centinaia di individui.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-OjV_PjUGRcw/TwCS3FYx6WI/AAAAAAAADf4/PDU6d4IUjO0/s1600/smergo_mi02.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 229px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-OjV_PjUGRcw/TwCS3FYx6WI/AAAAAAAADf4/PDU6d4IUjO0/s320/smergo_mi02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692711404032878946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nidifica sulle coste artiche e dell’Atlantico settentrionale. Migratore, sverna sulle coste atlantiche, del Mediterraneo, del Mar Caspio e Mar Nero. Sverna anche nelle acque interne. In Lombardia è migratore e svernante. Si rinviene sui laghi e sui fiumi principali, più spesso nei settori orientali della regione. La popolazione svernante nel Mediterraneo è valutata in 50.000 individui. In Lombardia svernano pochi individui, probabilmente un centinaio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-fYEuQ417iPQ/TwCSyyqM2gI/AAAAAAAADfo/-FQxAWnyrgo/s1600/smergo_mi04.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 205px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-fYEuQ417iPQ/TwCSyyqM2gI/AAAAAAAADfo/-FQxAWnyrgo/s320/smergo_mi04.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692711330286197250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4164167937095449101?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4164167937095449101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4164167937095449101' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4164167937095449101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4164167937095449101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2012/01/lo-smergo-minore-campione-di-eleganza.html' title='LO SMERGO MINORE, CAMPIONE DI ELEGANZA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-O9roHap_dQ4/TwCTKjGrueI/AAAAAAAADgM/x6O0pgWtyaQ/s72-c/smergo%2Bminore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1834622504663918344</id><published>2012-01-02T06:10:00.000+01:00</published><updated>2012-01-02T06:10:03.126+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (13)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-3B_aFPHdJBE/Tvt4O-m1RII/AAAAAAAADfc/tn76CR1LWF8/s1600/stivali%2B4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 251px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3B_aFPHdJBE/Tvt4O-m1RII/AAAAAAAADfc/tn76CR1LWF8/s320/stivali%2B4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691274752832128130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli intestini di foca, lavati, disseccati e tesi, fornivano un materiale translucido, con cui venivano chiuse rudimentali finestre negli igloo, sia nelle costruzioni in torba. Gli stivali avevano suole di pelle d’orso, silenziose e antisdrucciolevoli; la loro coibenza era particolarmente utile durante le lunghe esposizioni dei cacciatori al gelo polare. Ridotta in strisce, la pelle dell’orso era usata anche per rivestire i pattini delle slitte: questo materiale si dimostrava infatti abbastanza robusto per sopportare gli urti contro il ghiaccio vivo e sufficientemente scorrevole nella neve soffice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-IsQWft7nWQQ/Tvt4JoloQsI/AAAAAAAADfQ/ZTDkmfdd5qI/s1600/slitta%2B3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-IsQWft7nWQQ/Tvt4JoloQsI/AAAAAAAADfQ/ZTDkmfdd5qI/s320/slitta%2B3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691274661022155458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le pelli di lupo e di ghiottone venivano impiegate per orlare i cappucci dei parka (casacche di pelo di foca), mentre con le piume degli uccelli, cucite fra loro, si potevano confezionare calde maglie da portare a contatto con la pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-5MR-wL-j3Tc/Tvt4F9Ijm8I/AAAAAAAADfE/nFvn8e51cZY/s1600/2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 184px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-5MR-wL-j3Tc/Tvt4F9Ijm8I/AAAAAAAADfE/nFvn8e51cZY/s320/2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691274597817883586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’utilizzo dei vegetali era estremamente limitato: il muschio disidratato veniva usato come lucignolo per le lampade, la resinosa cassiope era impiegata d’estate come combustibile (durante tutto l’anno presso le tribù lontane dal mare che non disponevano di olio animale). Gli unici frutti a disposizione erano i mirtilli, che costituivano una risorsa supplementare di vitamina C, il cui fabbisogno era comunque assicurato dalla pelle di narvalo, che ne è molto ricca, e dai diversi organi degli animali, ingeriti crudi o appena scottati.   &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-hCvco0tVaTM/Tvt4BvAf_rI/AAAAAAAADe4/8m3m0SLCR8w/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-hCvco0tVaTM/Tvt4BvAf_rI/AAAAAAAADe4/8m3m0SLCR8w/s320/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691274525306519218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1834622504663918344?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1834622504663918344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1834622504663918344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1834622504663918344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1834622504663918344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2012/01/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-13.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (13)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-3B_aFPHdJBE/Tvt4O-m1RII/AAAAAAAADfc/tn76CR1LWF8/s72-c/stivali%2B4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-7013088823309481912</id><published>2011-12-26T06:28:00.000+01:00</published><updated>2011-12-26T06:28:00.410+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VIDEO'/><title type='text'>UNA TERRAZZA SUI LAGHI DI BRIANZA: IL MONTE BARRO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-DAv6sNroB8k/Tu5fsKtfeCI/AAAAAAAADes/VYDpj57xHnE/s1600/foto%2Bbarro%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-DAv6sNroB8k/Tu5fsKtfeCI/AAAAAAAADes/VYDpj57xHnE/s320/foto%2Bbarro%2B1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687588591809558562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra i laghi di Garlate e di Annone sorge una catena di colline che si estende per 15 km in direzione Nord-Sud da Malgrate (LC) fino ai comuni di Calco (LC) e Olgiate Molgora (LC) e limitata dal fiume Adda e dal fiume Lambro agli estremi e dalla città di Lecco a Nord. Intramezzo a questo territorio vi sono i numerosi laghi di Brianza: Annone-Oggiono, Pusiano, Alserio, Montorfano, Garlate e Olginate.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Sfydi08O830/Tu5fokRm45I/AAAAAAAADeg/D5xoWvuHGYw/s1600/laghi%2Bbriantei%2B2%2Bfoto%2Bdi%2Briccardo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Sfydi08O830/Tu5fokRm45I/AAAAAAAADeg/D5xoWvuHGYw/s320/laghi%2Bbriantei%2B2%2Bfoto%2Bdi%2Briccardo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687588529952449426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pagaiando lungo le rive del lago di Garlate possiamo vedere a Nord-Ovest rispetto alla sede del “CANOA KAJAK 90” il Monte Barro, alto 922 metri, è la cime più elevata di questo gruppo di verdeggianti colline e soprattutto un punto panoramico da cui ammirare i nostri laghi e il sinuoso percorso dell’Adda che emerge dal ramo di Lecco del Lario (lago di Como).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-BoMozF3rzwU/Tu5fkf_9TFI/AAAAAAAADeU/f9SudXpMg1w/s1600/Foto%2B3%2BGarlate%2BOlginate%2BAdda.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 196px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-BoMozF3rzwU/Tu5fkf_9TFI/AAAAAAAADeU/f9SudXpMg1w/s320/Foto%2B3%2BGarlate%2BOlginate%2BAdda.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687588460085202002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Decine di migliaia di anni fa, la zona della Valtellina fino alle prealpi era ricoperta da un grande ghiacciaio. Il suo lento spostamento verso la pianura, con la conseguente erosione delle rocce, modellò il territorio. Alle acque di scioglimento dell’antico ghiacciaio, confluite e bloccate tra le colline moreniche, va fatta risalire l’origine del lago di Annone e degli altri piccoli laghi briantei.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-TcYzyCVyZeY/Tu5ff_Bo-5I/AAAAAAAADeI/xlEkuyJNHuk/s1600/laghi%2Bbriantei%2B4%2Bfoto%2Bdi%2Bmauro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-TcYzyCVyZeY/Tu5ff_Bo-5I/AAAAAAAADeI/xlEkuyJNHuk/s320/laghi%2Bbriantei%2B4%2Bfoto%2Bdi%2Bmauro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687588382514412434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I laghi di Garlate e di Olginate derivano invece dall’accumulo di detriti alluvionali che hanno provocato prima piccole strozzature e poi veri e propri laghi indipendenti dal lago di Lecco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-qtmYK1WKzeE/Tu5farErJoI/AAAAAAAADd8/_z7_brl4RSQ/s1600/BARRO%2BCANOA%2B5.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-qtmYK1WKzeE/Tu5farErJoI/AAAAAAAADd8/_z7_brl4RSQ/s320/BARRO%2BCANOA%2B5.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687588291259082370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’area del Monte Barro è diventata dal 1983 Parco Regionale e dal 2002 Parco Naturale. Dalle sue pendici si possono osservare una moltitudine di panorami che sono raccolti nel seguente video realizzato dall’ente Parco del Monte Barro (www.parcobarro.lombardia.it):&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object style="height: 390px; width: 640px"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jdIXsj3TxaE?version=3&amp;amp;feature=player_detailpage"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/jdIXsj3TxaE?version=3&amp;amp;feature=player_detailpage" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="360" width="640"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Testo del Luis (Inuit del Lario)&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-7013088823309481912?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/7013088823309481912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=7013088823309481912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7013088823309481912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7013088823309481912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/12/una-terrazza-sui-laghi-di-brianza-il.html' title='UNA TERRAZZA SUI LAGHI DI BRIANZA: IL MONTE BARRO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DAv6sNroB8k/Tu5fsKtfeCI/AAAAAAAADes/VYDpj57xHnE/s72-c/foto%2Bbarro%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-7803878997535321485</id><published>2011-12-20T07:00:00.001+01:00</published><updated>2011-12-20T12:16:29.138+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INIZIATIVE'/><title type='text'>GLI INUIT AI PIEDI DEL MONTE BIANCO</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Dal 24 dicembre al 30 aprile il Museo Alpino Duca degli Abruzzi di Courmayeur ospiterà la mostra info-fotografica “Ammassalik – il lato nascosto della Groenlandia”, l’occasione per scoprire come vivono e quali sono le prospettive per le comunità Inuit che abitano questi luoghi da secoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-onVl34vk2Ic/Tu9BSOHT7OI/AAAAAAAAEKM/rM-t1sjgrco/s1600/locandina+500+x+700+copy.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-onVl34vk2Ic/Tu9BSOHT7OI/AAAAAAAAEKM/rM-t1sjgrco/s320/locandina+500+x+700+copy.jpg" width="228" border="0" height="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Se siete a sciare da quelle parti non fatevela scappare!!&lt;br /&gt;Qui trovate maggiori informazioni: &lt;a href="https://docs.google.com/open?id=0B0na_BIfbf5uMDA5MmNlNzUtMWE0ZC00ZGMzLWEwMjItMWRlOGE4OTM4YjFi" target="_blank"&gt;Gli Inuit ai piedi del Monte Bianco&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jruuyrxqkJc/Tu9CSpmvr_I/AAAAAAAAEKU/s53zPR8MvP4/s1600/4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-jruuyrxqkJc/Tu9CSpmvr_I/AAAAAAAAEKU/s53zPR8MvP4/s320/4.jpg" width="320" border="0" height="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-7803878997535321485?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/7803878997535321485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=7803878997535321485' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7803878997535321485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7803878997535321485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/12/gli-inuit-ai-piedi-del-monte-bianco.html' title='GLI INUIT AI PIEDI DEL MONTE BIANCO'/><author><name>felice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11534391892015763731</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-onVl34vk2Ic/Tu9BSOHT7OI/AAAAAAAAEKM/rM-t1sjgrco/s72-c/locandina+500+x+700+copy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>11013 Courmayeur AO, Italia</georss:featurename><georss:point>45.7927367 6.9717103</georss:point><georss:box>45.615594699999995 6.6558532999999995 45.9698787 7.2875673</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2588923510846608004</id><published>2011-12-19T06:12:00.000+01:00</published><updated>2011-12-19T06:12:01.735+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>LE ONDE (parte seconda)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-_iM8F0FIX9c/Tut8OJ7N9OI/AAAAAAAADdk/BbYvaUpL7SE/s1600/IMG_0061.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-_iM8F0FIX9c/Tut8OJ7N9OI/AAAAAAAADdk/BbYvaUpL7SE/s320/IMG_0061.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686775537109693666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le onde genericamente si dividono in onde vive e in onde morte, dette anche onde lunghe. Le onde vive sono generate in un certo luogo dal vento. Hanno un aspetto inquietante, sono nervose, caotiche negli elementi che la caratterizzano: altezza, direzione, periodo, pendenza. Le onde lunghe sono generate da un vento lontano e arrivano in un luogo dove può non esserci neppure una bava di vento; man mano che si allontanano dalla zona in cui sono state generate si regolarizzano e da lontano sono ingannevoli in quanto sembrano appiattire la superficie. Tra questi due tipi di onda esistono chiaramente delle situazioni intermedie con caratteristiche comuni. Nel Mar Mediterraneo, a causa di fetch limitati, hanno una netta prevalenza le onde vive, oppure situazioni di onde intermedie (possono essere caotiche, ma presentare già le caratteristiche di saliscendi tipico delle onde lunghe).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ODOs9CY-8dU/Tut8Ke5uq3I/AAAAAAAADdY/ljnuUKh8YdQ/s1600/28_07102011_161552.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ODOs9CY-8dU/Tut8Ke5uq3I/AAAAAAAADdY/ljnuUKh8YdQ/s320/28_07102011_161552.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686775474021116786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando le onde arrivano in prossimità di acque basse e lo spessore di acqua diventa minore della metà delle lunghezza d’onda, la base dell’onda rallenta, mentre la cresta più veloce si rovescia in avanti sotto forma di frangente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-6HzxZJ4eGMs/Tut8GrH0_OI/AAAAAAAADdM/9tmEcUHo6PM/s1600/52_07102011_162849.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-6HzxZJ4eGMs/Tut8GrH0_OI/AAAAAAAADdM/9tmEcUHo6PM/s320/52_07102011_162849.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686775408581999842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo caso si assiste a un vero e proprio trasporto di acqua in senso orizzontale e queste onde sono dette “di traslazione” L’energia dell’onda e la tipologia della costa determinano come l’onda andrà  frangersi. Ammettendo che l’energia sia la stessa si possono distinguere tre casi: 1) su una costa piatta si formano frangenti di defluimento; 2) su un fondale più ripido si formano i famosi cavalloni; 3) su fondali ancora più ripidi si verifica un vero e proprio sprofondamento dell’onda.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-sAllBCuSJ2U/Tut-LDJXiUI/AAAAAAAADdw/lg9fVeDsfJo/s1600/091010_06.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-sAllBCuSJ2U/Tut-LDJXiUI/AAAAAAAADdw/lg9fVeDsfJo/s320/091010_06.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686777682773641538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto degli Inuit del Lario (Enzi &amp;amp; Beppe)&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2588923510846608004?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2588923510846608004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2588923510846608004' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2588923510846608004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2588923510846608004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/12/le-onde-parte-seconda.html' title='LE ONDE (parte seconda)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-_iM8F0FIX9c/Tut8OJ7N9OI/AAAAAAAADdk/BbYvaUpL7SE/s72-c/IMG_0061.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-7263392920634569920</id><published>2011-12-12T06:45:00.000+01:00</published><updated>2011-12-12T06:45:00.118+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>IL FALCO PESCATORE, UN MAESTRO DI PESCA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Ydc6n9aO3o0/TuOt6XjYEhI/AAAAAAAADcQ/qcN2wM-wd14/s1600/falco%2Bpescatore%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 286px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Ydc6n9aO3o0/TuOt6XjYEhI/AAAAAAAADcQ/qcN2wM-wd14/s320/falco%2Bpescatore%2B1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684578372938109458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ un rapace diurno di medie dimensioni appartenente all’ordine Accipitriformes, famiglia Pandionidae. La famiglia è composta da questa sola specie il cui nome scientifico è Pandion haliaetus. Assomiglia in volo ad un grosso gabbiano, con ali lunghe tenute angolate e leggermente piegate verso il basso. Piumaggio superiormente bruno scuro, inferiormente bianco con una banda scura longitudinale sotto l’ala. Testa bianca con collarino scuro alla base e una larga striscia scura dall’occhio alla nuca. Occhi gialli, zampe grigio bluastre con artigli fortemente ricurvi e squame rugose fornite di asperità per facilitare la presa dei pesci.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-t1IYFiVuYCo/TuOt26jsrTI/AAAAAAAADcE/S8LsWFvZPLc/s1600/falco_pescatore05.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 211px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-t1IYFiVuYCo/TuOt26jsrTI/AAAAAAAADcE/S8LsWFvZPLc/s320/falco_pescatore05.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684578313615224114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si nutre esclusivamente di pesci che cattura con spettacolari picchiate ad artigli protesi, immergendosi parzialmente in acqua. Si riproduce sia in ambienti umidi d’acqua dolce che in ambiente marino. Nel primo caso costruisce il nido su albero, nel secondo su falesie e speroni rocciosi. La popolazione europea, eccetto quella della Corsica che sverna nel Mediterraneo, è migratrice e trascorre l’inverno nelle zone umide dell’Africa, a sud del Sahara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-UfTvGOXY4BM/TuOtrWiHU_I/AAAAAAAADb4/LX6TAmUuIFI/s1600/falco_pescatore06.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-UfTvGOXY4BM/TuOtrWiHU_I/AAAAAAAADb4/LX6TAmUuIFI/s320/falco_pescatore06.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684578114966344690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Europa sono presenti due popolazioni con areali separati: la prima e più consistente, nidifica nelle zone umide di Scandinavia, Scozia, Polonia, Germania e Russia; la seconda decisamente meno numerosa, si trova sulle coste di alcune regioni del Mediterraneo quali Portogallo, Corsica e Spagna. Fino agli anni ’60 del secolo scorso nidificava anche in Italia, Sicilia e Sardegna. E’ stato uno dei rapaci diurni più perseguitati dalla caccia: solamente in Italia negli anni dal 1960 al 1970, prima della protezione legale accordata a tutti i rapaci, venivano abbattuti annualmente, durante le migrazioni, oltre 1.000 individui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-LiUgxzzMyN4/TuOtoCCtBcI/AAAAAAAADbs/yhJj79at1qs/s1600/falcopescatore1000mg030.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 256px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-LiUgxzzMyN4/TuOtoCCtBcI/AAAAAAAADbs/yhJj79at1qs/s320/falcopescatore1000mg030.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684578057926280642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Europa nidificano 8.000-10.000 coppie. In Italia lo si può osservare frequentemente durante le migrazioni lungo il corso dei fiumi principali, sopra i grandi laghi e in zone umide ricche di pesci. In Lombardia sono anche noti casi di svernamento ed estivazione di soggetti giovani. La specie a livello europeo non gode di uno status di conservazione favorevole ed è considerata rara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-g2Tc0eQmbqo/TuOtjZi-T6I/AAAAAAAADbg/7mxS68uCFXQ/s1600/fp.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-g2Tc0eQmbqo/TuOtjZi-T6I/AAAAAAAADbg/7mxS68uCFXQ/s320/fp.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684577978336300962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-7263392920634569920?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/7263392920634569920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=7263392920634569920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7263392920634569920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7263392920634569920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/12/il-falco-pescatore-un-maestro-di-pesca.html' title='IL FALCO PESCATORE, UN MAESTRO DI PESCA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Ydc6n9aO3o0/TuOt6XjYEhI/AAAAAAAADcQ/qcN2wM-wd14/s72-c/falco%2Bpescatore%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4288748139638370489</id><published>2011-12-05T06:42:00.000+01:00</published><updated>2011-12-05T06:42:00.840+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (12)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-y6Tx4QL8bUk/TtdoiPE4gsI/AAAAAAAADa8/QrBtXRcqthI/s1600/Eskimo%2Bweb.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 311px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-y6Tx4QL8bUk/TtdoiPE4gsI/AAAAAAAADa8/QrBtXRcqthI/s320/Eskimo%2Bweb.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681124392323023554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’abbigliamento  classico degli Inuit in passato era confezionato quasi esclusivamente con pelli di caribù, di foca e di orso bianco. In Groenlandia la pelliccia di orso bianco era usata per preparare i pantaloni maschili, quella di caribù veniva indossata con il pelo a contatto della pelle, mentre altre pelli erano impiegate per rendere più confortevoli i giacigli e nei mesi più freddi come rivestimento interno delle tende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-bj0bSNjLTrI/Ttdoe-jvqeI/AAAAAAAADaw/Jm5-jsK6zT0/s1600/QQ.0025-29_P.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 209px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-bj0bSNjLTrI/Ttdoe-jvqeI/AAAAAAAADaw/Jm5-jsK6zT0/s320/QQ.0025-29_P.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681124336349456866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I tendini di caribù erano utilizzati per cucire il vestiario e per tenere strettamente unite le pelli che rivestivano i kayak e gli umiak, barche spaziose, adibite al trasporto di uomini e masserizie. Infatti i tendini, a contatto con l’acqua, hanno la proprietà di dilatarsi e di rendere quindi perfettamente impermeabili le cuciture.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-4Lw0hEGbZzE/TtdoaPU0H2I/AAAAAAAADak/Rgdur3V_SaU/s1600/QQ.0098-11_P.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 209px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4Lw0hEGbZzE/TtdoaPU0H2I/AAAAAAAADak/Rgdur3V_SaU/s320/QQ.0098-11_P.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681124254950891362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pelle di foca veniva impiegata nella produzione di indumenti, quali casacche, pantaloni e stivali; tagliata in strisce, serviva per fabbricare finimenti per i cani, corregge per il traino e fruste; sottili fettucce, annodate tra loro, assicuravano la testa dell’arpione a una pelle di foca cucita e riempita d’aria (il cosidetto avataq), in modo tale che le prede fiocinate non si inabissassero.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-lnnhz7I5z9c/TtdoVjQjRKI/AAAAAAAADaY/aHTfALV022k/s1600/QQ.0312-08_P.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 211px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-lnnhz7I5z9c/TtdoVjQjRKI/AAAAAAAADaY/aHTfALV022k/s320/QQ.0312-08_P.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681124174402372770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4288748139638370489?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4288748139638370489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4288748139638370489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4288748139638370489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4288748139638370489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/12/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-12.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (12)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-y6Tx4QL8bUk/TtdoiPE4gsI/AAAAAAAADa8/QrBtXRcqthI/s72-c/Eskimo%2Bweb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-991611735124168759</id><published>2011-11-28T06:29:00.000+01:00</published><updated>2011-11-28T06:29:00.622+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE SUL LAGO DI GARLATE: IL MUSEO DELLA SETA “ABEGG”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-iriejpvtyh8/TsuIOHdPEiI/AAAAAAAADaM/qlo9_y9GTfw/s1600/Foto%2B1.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 168px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-iriejpvtyh8/TsuIOHdPEiI/AAAAAAAADaM/qlo9_y9GTfw/s320/Foto%2B1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677781531331858978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pagaiando lungo le rive del lago di Garlate troviamo, di fronte alla sede del comune di Garlate (LC), il Museo Civico della Seta “Abegg”. Gli Abegg sono una famiglia di industriali svizzeri che come altri (Ruegg – Stuky – Keller) acquistano attività produttive in Italia. Il setificio “Abegg” costruito nel 1841 dalla famiglia Bruni passa poi agli svizzeri che continuano la produzione tessile  fino al 1950.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-TDHGVl3jh1A/TsuIKB9Aj6I/AAAAAAAADaA/aEsrjgn3G3Y/s1600/Foto%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 187px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-TDHGVl3jh1A/TsuIKB9Aj6I/AAAAAAAADaA/aEsrjgn3G3Y/s320/Foto%2B2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677781461135036322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per volontà della famiglia “Abegg” subito dopo un’ala della fabbrica viene destinata a museo che dal 1977 è proprietà del Comune di Garlate. L’edificio è diviso in quattro ali, diversificate per funzioni, poste attorno ad un cortile utilizzato per il carico e scarico materiali. Gli Abegg prediligono tra le loro varie attività lo stabilimento di Garlate, tanto è vero che si stabiliscono nel palazzo che attualmente è sede del Comune, naturalmente dopo averlo abbellito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-dBGlVCTmxG4/TsuIFl5VHhI/AAAAAAAADZ0/nPZOK-eF1YQ/s1600/Foto%2B3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 314px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-dBGlVCTmxG4/TsuIFl5VHhI/AAAAAAAADZ0/nPZOK-eF1YQ/s320/Foto%2B3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677781384883936786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Importante per l’epoca è il fatto che la manodopera femminile trova un lavoro stabile e ben retribuito nel campo del tessile (seterie e cotonifici) mentre gli uomini lo trovano nelle industrie della lavorazione del ferro oltre a svolgere nei vari opifici le funzioni di manutentori meccanici, caldaisti, magazzinieri. E’ in questo periodo che vengono poste le basi del benessere economico e dell’abbondanza di posti di lavoro tipico del territorio lecchese.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-f5NG7x8ZWiA/TsuIAmLYoZI/AAAAAAAADZo/fBjQQOZsbBE/s1600/Foto%2B4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 232px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-f5NG7x8ZWiA/TsuIAmLYoZI/AAAAAAAADZo/fBjQQOZsbBE/s320/Foto%2B4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677781299060318610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’attività del setificio Abegg continua poi fino al 1973 come officina meccano-tessile. Attualmente il Museo è in ristrutturazione. Il progetto prevede un notevole ampliamento dello spazio didattico-espositivo. I Musei dedicati al tessile di  Garlate, Abbadia Lariana e Como costituiscono un itinerario a tema turistico-archeologico esclusivo del Lago di Como.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-yZvkhodAnzU/TsuH7MMlB3I/AAAAAAAADZc/VjKdNo1TBTs/s1600/Foto%2B5.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 146px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-yZvkhodAnzU/TsuH7MMlB3I/AAAAAAAADZc/VjKdNo1TBTs/s320/Foto%2B5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677781206186657650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Testo e foto del Luis (Inuit del Lario)&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-991611735124168759?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/991611735124168759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=991611735124168759' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/991611735124168759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/991611735124168759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/11/archeologia-industriale-sul-lago-di.html' title='ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE SUL LAGO DI GARLATE: IL MUSEO DELLA SETA “ABEGG”'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-iriejpvtyh8/TsuIOHdPEiI/AAAAAAAADaM/qlo9_y9GTfw/s72-c/Foto%2B1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-3416860256811089517</id><published>2011-11-21T06:46:00.000+01:00</published><updated>2011-11-21T06:46:00.256+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>LE ONDE (parte prima)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-hJEb8cEmJiY/TsfP86BqiPI/AAAAAAAADZQ/j8_bdgB4uFU/s1600/1%2Ba.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-hJEb8cEmJiY/TsfP86BqiPI/AAAAAAAADZQ/j8_bdgB4uFU/s320/1%2Ba.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676734500599138546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un’onda è una fluttuazione sul piano dell’acqua creata da una forza esterna. Le onde (marine e  lacustri) sono generalmente formate dall’azione del vento. La sommità di un’onda è chiamata cresta, mentre la depressione è chiamata cavo; l’altezza dell’onda è il dislivello tra cavo e cresta; la lunghezza dell’onda è invece la distanza tra due creste o tra due cavi consecutivi. Il periodo è il  tempo che intercorre tra il  passaggio di due creste consecutive. Con il termine pendenza si intende il rapporto tra la velocità dell’onda e quella del vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/--3mNwPdVUd8/TsfP4JRf0nI/AAAAAAAADZE/G8ApyH2e7rI/s1600/wavedescription.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 162px;" src="http://1.bp.blogspot.com/--3mNwPdVUd8/TsfP4JRf0nI/AAAAAAAADZE/G8ApyH2e7rI/s320/wavedescription.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676734418792731250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ importante sottolineare che il moto ondoso trasmette solo la forma dell’onda mentre l’acqua rimane stazionaria. In altre parole potremmo dire che un kayaker, rimanendo sul kayak senza pagaiare, sale e scende dall’onda senza spostarsi in avanti o all’indietro in modo apprezzabile. Infatti le particelle d’acqua descrivono delle orbite circolari, ma permangono più o meno nella stessa posizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-yU1X3PAWcCc/TsfPzjuHodI/AAAAAAAADY4/zc0oGp9xcKU/s1600/fetch.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 92px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-yU1X3PAWcCc/TsfPzjuHodI/AAAAAAAADY4/zc0oGp9xcKU/s320/fetch.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676734339992756690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’altezza di un'onda dipende da tre fattori: l’intensità del vento, la durata del vento; il fetch (ossia l’estensione della superficie marina coperta dal vento). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-4N3_gMr0hME/TsfPvmf5tuI/AAAAAAAADYs/-I7LuMMf4-o/s1600/4.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4N3_gMr0hME/TsfPvmf5tuI/AAAAAAAADYs/-I7LuMMf4-o/s320/4.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676734272018953954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Foto degli Enzi (Inuit del Lario)&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-3416860256811089517?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/3416860256811089517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=3416860256811089517' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/3416860256811089517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/3416860256811089517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/11/le-onde-parte-prima.html' title='LE ONDE (parte prima)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-hJEb8cEmJiY/TsfP86BqiPI/AAAAAAAADZQ/j8_bdgB4uFU/s72-c/1%2Ba.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2831272709768392980</id><published>2011-11-14T06:36:00.000+01:00</published><updated>2011-11-14T06:36:00.333+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>IL MORIGLIONE, TUFFI CHE PASSIONE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-bne61wLQxrs/Tr-scw_kbzI/AAAAAAAADYU/d4VN3BjqgKs/s1600/moriglione.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-bne61wLQxrs/Tr-scw_kbzI/AAAAAAAADYU/d4VN3BjqgKs/s320/moriglione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674443665697959730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appartiene all’ordine Anseriformes, famiglia Anatidae, gruppo comprendente anatre, oche e cigni. Fa parte delle cosiddette”anatre tuffatrici” che si alimentano immergendosi. Il suo nome scientifico è Aythya ferina. E’ anatra di medie dimensioni, ha una lunghezza di 42-49 cm. Specie nettamente dimorfica. Il maschio ha testa rosso ruggine, petto, groppone e sottocoda neri, dorso e timoniere grigie, fianchi tendenti al bianco. Becco nero con una banda grigia intermedia. Caratteristica l’iride rossa. La femmina è bruna tendente al grigio su dorso e fianchi. Ha caratteristiche aree più chiare nella regione dell’occhio e alla base del becco, ben visibili soprattutto in inverno. Becco nerastro. Entrambi hanno zampe grigie, palmate. Si invola a fatica con una lunga rincorsa sull’acqua, vola con rapido battito alare. Emerso tiene la coda bassa, sul pelo dell’acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ObuTy5qCz6U/Tr-sYzq_w7I/AAAAAAAADYI/Vb2qWp9APc8/s1600/moriglione05.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 205px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ObuTy5qCz6U/Tr-sYzq_w7I/AAAAAAAADYI/Vb2qWp9APc8/s320/moriglione05.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674443597697500082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nidifica in zone umide sia interne che costiere, in acqua tanto dolce quando salmastra. Utilizza spesso bacini artificiali, purché bordati da vegetazione emergente. Le coppie si formano già in inverno, e il nido non è mai lontano dall’acqua. I maschi spesso si esibiscono in un corteggiamento comune, esibendosi tutti assieme attorno a una femmina. Nuota bene, basso sull’acqua, e si tuffa spesso. La dieta è basata su alimenti sia vegetali che animali (invertebrati) che vengono raccolti mediante immersioni che possono raggiungere i 4 m di profondità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Ix6XpR0RqEc/Tr-sOMXXoBI/AAAAAAAADX8/NTuge9UAN48/s1600/moriglione04.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Ix6XpR0RqEc/Tr-sOMXXoBI/AAAAAAAADX8/NTuge9UAN48/s320/moriglione04.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674443415347503122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha areale riproduttivo continuo nell’Europa centrale e fino a circa 60° di latitudine nord. In maniera assai discontinua lo si trova anche nelle regioni meridionali e mediterranee. D’inverno abbandona le zone più settentrionali per spostarsi nelle aree centro meridionali. In Lombardia nidifica raramente su fiumi e laghetti morenici. Le popolazioni europee ammontano a 230.000 – 330.000 coppie nidificanti. La specie è in incremento e non è minacciata. In Lombardia, a fronte dei rari casi di nidificazione, svernano diverse migliaia di individui che in alcune aree formano gruppi, misti ad altre specie, di anche qualche centinaio di animali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-PDQO584cVvY/Tr-r-GpGTHI/AAAAAAAADXw/HcLqcWvnK40/s1600/moriglione03.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 212px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-PDQO584cVvY/Tr-r-GpGTHI/AAAAAAAADXw/HcLqcWvnK40/s320/moriglione03.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674443138933345394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2831272709768392980?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2831272709768392980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2831272709768392980' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2831272709768392980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2831272709768392980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/11/il-moriglione-tuffi-che-passione.html' title='IL MORIGLIONE, TUFFI CHE PASSIONE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-bne61wLQxrs/Tr-scw_kbzI/AAAAAAAADYU/d4VN3BjqgKs/s72-c/moriglione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1648792723946176843</id><published>2011-11-07T06:59:00.001+01:00</published><updated>2011-11-09T12:57:26.525+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCHI DEL GRANDE NORD (11)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-7g0_t4fZ_2A/TrVr2TU95OI/AAAAAAAADXY/0h60l4clgjo/s1600/photo-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-7g0_t4fZ_2A/TrVr2TU95OI/AAAAAAAADXY/0h60l4clgjo/s320/photo-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671557886388331746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due termini propri della cultura Inuit, kayak (dall’inuit qajaq) e igloo (dall’inuit iglu), hanno acquisito una popolarità universale. Il kayak, l’imbarcazione costituita da un leggero telaio in legno ricoperto di pelli di foca rasate, è uno dei più raffinati esempi dell’antica cultura Inuit; i migliori kayak sono costruiti dagli Inuit della Groenlandia, veri maestri della navigazione artica che, con l’ausilio di arpioni con teste a punta di osso, affrontano e cacciano grosse prede, compresi i cetacei, in una miracolosa combinazione di destrezza, mobilità e coraggio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-yCBC8xxR0G4/TrVrxyfqciI/AAAAAAAADXM/0XqnfleYM5w/s1600/kayak%2B%2Bharpoon.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 318px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-yCBC8xxR0G4/TrVrxyfqciI/AAAAAAAADXM/0XqnfleYM5w/s320/kayak%2B%2Bharpoon.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671557808855347746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’igloo classico, costituito da blocchi di neve squadrati con un apposito coltello, rappresenta un vero esempio di abilità architettonica, che combina resistenza agli agenti atmosferici, isolamento termico e velocità di costruzione; uno specialista impiega meno di un’ora per erigere l’intera struttura e poco più di mezz’ora per riempire gli eventuali interstizi con neve pressata. All’interno la temperatura, può superare di 30-40° C quella esterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-osI_Nr1tmBw/TrVrt-eh_KI/AAAAAAAADXA/DtaSwuqDKQE/s1600/igloo%2Bb.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-osI_Nr1tmBw/TrVrt-eh_KI/AAAAAAAADXA/DtaSwuqDKQE/s320/igloo%2Bb.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671557743352347810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ingresso, formato da un tunnel di blocchi di neve orientato nella stessa direzione in cui spira il vento, offre un ottimo riparo ai cani. Gli igloo hanno diversa dimensione a seconda del loro impiego; i più piccoli sono utilizzati come estemporaneo ricovero durante le battute di caccia, quelli più capienti possono invece ospitare intere famiglie per lunghi periodi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-WfPHkTIE-MQ/TrVrqm9NeLI/AAAAAAAADW0/HD7oDrxQaFM/s1600/igloo.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-WfPHkTIE-MQ/TrVrqm9NeLI/AAAAAAAADW0/HD7oDrxQaFM/s320/igloo.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671557685498968242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cultura dell’igloo non è diffusa in tutta la fascia artica: è meno presente in Groenlandia e in Alaska, dove le costruzioni estemporanee sono costruite da tende erette con pali e pelli di animali. La costruzione fissa, seminterrata, ha il tetto realizzato con pelli stese su costole di balena, rami di betulla o legni trasportare dalle correnti oceaniche; zolle di torba posso rafforzare le pareti e proteggere ulteriormente la costruzione dai forti venti invernali: essa, a differenza dell’igloo, consente ai suoi ospiti di stare in piedi all’interno.    &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-BRJON6W6cLQ/TrVrl4xDlnI/AAAAAAAADWo/s5Z7i_CJ_W4/s1600/tent.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 217px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-BRJON6W6cLQ/TrVrl4xDlnI/AAAAAAAADWo/s5Z7i_CJ_W4/s320/tent.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671557604380481138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1648792723946176843?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1648792723946176843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1648792723946176843' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1648792723946176843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1648792723946176843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/11/i-popoli-dei-ghiacchi-del-grande-nord.html' title='I POPOLI DEI GHIACCHI DEL GRANDE NORD (11)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-7g0_t4fZ_2A/TrVr2TU95OI/AAAAAAAADXY/0h60l4clgjo/s72-c/photo-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1369231732036129872</id><published>2011-10-31T06:47:00.001+01:00</published><updated>2011-10-31T06:47:00.375+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>IL PONTE "VECCHIO" DI LECCO E L’ISOLA VISCONTEA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-4LveCiO1qFQ/Tqk3JQy-DCI/AAAAAAAADV4/h2bQ-PbA6fE/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-4LveCiO1qFQ/Tqk3JQy-DCI/AAAAAAAADV4/h2bQ-PbA6fE/s320/1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668122238289579042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Ponte “Vecchio” (comunemente chiamato così dai Lecchesi) viene costruito nel XIV° secolo da Azzone Visconti per migliorare i collegamenti veloci da Milano verso Lecco e la Valsassina. Quest’ultima era diventata l’unica terra fornitrice di metalli grezzi nel Granducato dopo la perdita delle province di Brescia e di Bergamo conquistate dai Veneziani. Armi ed armature venivano quindi prodotti a Milano con il ferro Lecchese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-s1z716Zqy_w/Tqk3G7or3gI/AAAAAAAADVs/VxC96qB9Inc/s1600/Foto%2B2.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 208px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-s1z716Zqy_w/Tqk3G7or3gI/AAAAAAAADVs/VxC96qB9Inc/s320/Foto%2B2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668122198249561602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Ponte Azzone Visconti ha inizialmente 8 arcate, 2 rocchette difensive agli estremi, un castelletto con torre centrale e una cappelletta dedicata alla Vergine Maria, 4 ponti levatoi; è presidiato da una guarnigione di 20 fanti. La rocchetta sul lato lecchese è separata dalla terraferma tramite un canale che prende l’acqua a monte e la porta a valle del ponte. Sul ponte vengono tassate le merci e i passeggeri in transito.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-iiF9ATRw7_o/Tqk3CnKQ4VI/AAAAAAAADVg/gOdvWEjdG9w/s1600/Foto%2B3.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-iiF9ATRw7_o/Tqk3CnKQ4VI/AAAAAAAADVg/gOdvWEjdG9w/s320/Foto%2B3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668122124033778002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell’arco dei secoli il ponte perde una alla volta le proprie caratteristiche militari per svolgere quelle di via di trasporto e prende la forma attuale nel 1958 quando vengono ricavati i marciapiedi a sbalzo. Poco prima del ponte troviamo l’Isola Viscontea. Non è certa l’origine di tale isolotto, forse è ciò che rimane dei lavori di allargamento dell’argine  eseguiti per agevolare lo scorrere del fiume Adda, visto che a Como attribuivano le sempre più frequenti esondazioni alla costruzione del Ponte Azzone Visconti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-jvfsWCFcBgI/Tqk2_FsylCI/AAAAAAAADVU/o0zBsHvN07A/s1600/Foto%2B4.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 180px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-jvfsWCFcBgI/Tqk2_FsylCI/AAAAAAAADVU/o0zBsHvN07A/s320/Foto%2B4.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668122063512179746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oppure è la conseguenza di lavori abbozzati per ricavare un canale in direzione Bione-Maggianico. Sta di fatto che l’Isola è stata utilizzata da sempre dai pescatori. Ultimamente alcune associazioni locali la vogliono recuperare per aprirla al pubblico. La Soprintendenza ai Beni Architettonici sta svolgendo indagini sulla abitazione che ne occupa la parte finale... Aspettiamo presto novità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Prc7XFFCIVQ/Tqk269WkGeI/AAAAAAAADVI/Sueqzw-NECM/s1600/5.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Prc7XFFCIVQ/Tqk269WkGeI/AAAAAAAADVI/Sueqzw-NECM/s320/5.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668121992551995874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Testo del Luis (Inuit del Lario)&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1369231732036129872?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1369231732036129872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1369231732036129872' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1369231732036129872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1369231732036129872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/10/il-ponte-vecchio-di-lecco-e-lisola.html' title='IL PONTE &quot;VECCHIO&quot; DI LECCO E L’ISOLA VISCONTEA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-4LveCiO1qFQ/Tqk3JQy-DCI/AAAAAAAADV4/h2bQ-PbA6fE/s72-c/1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8121564772083506732</id><published>2011-10-24T06:41:00.000+02:00</published><updated>2011-10-24T06:41:00.131+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - ATTREZZATURA'/><title type='text'>L’ACQUISTO DEL KAYAK</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-KPtoIBATHZQ/TqMq6X0nqxI/AAAAAAAADU8/85-pzAtUhhA/s1600/IMG_4228.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-KPtoIBATHZQ/TqMq6X0nqxI/AAAAAAAADU8/85-pzAtUhhA/s320/IMG_4228.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666419938477714194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scelta all’acquisto del kayak da mare deve tenere conto della sua versatilità, della sua trasportabilità, della sua capacità di carico e della possibilità di effettuare con facilità le manovre di sicurezza. Dobbiamo inoltre tenere conto dell’utilizzo che ne vogliamo fare: competizione (racing), escursione breve (day trip), escursione di più giorni con campeggio nautico (expedition).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-NKHffKksZjE/TqMq2CpyLqI/AAAAAAAADUw/MXW-ZLMxr3Y/s1600/xp_hull.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 196px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-NKHffKksZjE/TqMq2CpyLqI/AAAAAAAADUw/MXW-ZLMxr3Y/s320/xp_hull.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666419864075644578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esistono diversi modelli di kayak da mare: per capire le loro differenze principali bisogna analizzare il fondo che andrà a caratterizzare le linee d’acqua. Un fondo a V risulterà più veloce e meno manovriero rispetto ad un fondo arrotondato, più stabile in acque ferme. Il fondo a V guadagnerò una maggiore stabilità in acque mosse o quando sarà inclinato sul fianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-bKaFWSBafqo/TqMqx-fQLOI/AAAAAAAADUk/JI5FW3KuM40/s1600/526A.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 47px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-bKaFWSBafqo/TqMqx-fQLOI/AAAAAAAADUk/JI5FW3KuM40/s320/526A.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666419794238254306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la coperta caratterizza notevolmente il kayak da mare. Una coperta voluminosa permette di stivare all’interno dei gavoni molto materiale, mentre una con poco volume sarà vantaggiosa in caso di forte vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-xvb9F2k7m_M/TqMqvA484sI/AAAAAAAADUY/SwRmGX0icFY/s1600/526B.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 47px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xvb9F2k7m_M/TqMqvA484sI/AAAAAAAADUY/SwRmGX0icFY/s320/526B.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666419743343305410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I kayak possono essere costruiti in fibra o in polietilene; quelli in fibra sono i più efficienti, quelli in polietilene hanno il miglior rapporto qualità-prezzo. In kayak in polietilene hanno un’ottima resistenza agli urti; essendo un materiale elastico, il polietilene ritorna facilmente alla forma originale. I kayak in fibra hanno linee d’acqua molto filanti e offrono al kayaker ottime sensazioni; per contro si possono rompere più facilmente, Però, a differenza del polietilene che, se si dovesse rompere, sarebbe molto difficile da recuperare, il kayak in fibra può essere riparto facilmente. In genere sono più costosi anche se il prezzo varia in base al tipo di fibra utilizzato: la fibra di vetro è la più economica, il kevlar e il carbonio sono più cari, ma sono più efficaci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-TeTVVxLD6Zc/TqMqqZwUlHI/AAAAAAAADUM/mdcaagtCNxQ/s1600/kayak_det_xp18_2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 153px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TeTVVxLD6Zc/TqMqqZwUlHI/AAAAAAAADUM/mdcaagtCNxQ/s320/kayak_det_xp18_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666419664118649970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8121564772083506732?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8121564772083506732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8121564772083506732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8121564772083506732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8121564772083506732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/10/lacquisto-del-kayak.html' title='L’ACQUISTO DEL KAYAK'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KPtoIBATHZQ/TqMq6X0nqxI/AAAAAAAADU8/85-pzAtUhhA/s72-c/IMG_4228.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-5109976719564288063</id><published>2011-10-17T06:46:00.000+02:00</published><updated>2011-10-17T06:46:00.290+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>IL PESCE PERSICO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-TilUutkUe58/Tm802dfEDBI/AAAAAAAADSc/1L-kWp1iz2o/s1600/REDFIN_PERCH.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 152px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TilUutkUe58/Tm802dfEDBI/AAAAAAAADSc/1L-kWp1iz2o/s320/REDFIN_PERCH.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651794167605758994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presente in quasi tutta l’Europa, nell’Asia centro – occidentale, in Australia e Nuova Zelanda. Si tratta di una specie in grado di adattarsi a numerosi ambienti, dai laghi ai fiumi. Predilige i laghi o i grandi fiumi con correnti lente e lanche, con ricca vegetazione e/o ostacoli sommersi, indispensabili come supporto per la deposizione dei tipici nastri di uova, che avviene da aprile a maggio. La presenza di materiale vegetale sul fondo è indispensabile, oltre che per la deposizione delle uova, anche per lo sviluppo e la protezione degli avannotti: per questo motivo la specie trae notevoli benefici dalla costruzione di legnaie. Il pesce persico è una specie con abitudini gregarie più marcate negli stadi giovanili, vive in banchi assai numerosi che stazionano in acque basse nel periodo estivo per poi portarsi in profondità durante l’inverno. Nei primi due anni di vita la dieta è costituita essenzialmente da zooplancton ed invertebrati; dopo il secondo anno si nutre anche di piccoli pesci. In ambienti con elevate densità di individui non sono rari fenomeni di nanismo. La specie è inconfondibile ed è presente in tutti i laghi della Provincia di Lecco e nell’Adda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-J1zwHVOnlio/Tm80y8h6XVI/AAAAAAAADSU/xvfJ6pYfG3g/s1600/PersicoReale.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 168px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-J1zwHVOnlio/Tm80y8h6XVI/AAAAAAAADSU/xvfJ6pYfG3g/s320/PersicoReale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651794107219729746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COME RICONOSCERLO:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Corpo ovale e compresso lateralmente, con l’età tende a comparire una gibbosità subito dopo il capo.&lt;br /&gt;Colorazione verde più o meno accentuata sul dorso, mentre i fianchi possono essere argentei o dorati e sono percorsi in senso verticale da 6 – 9 striature più scure, il ventre è bianco argenteo.&lt;br /&gt;Testa relativamente piccola con bocca in posizione mediale abbastanza sviluppata, munita di numerosi piccoli denti.&lt;br /&gt;Pinna dorsale grigia munita di raggi aguzzi in posizione anteriore che nella parte terminale presenta una vistosa macchia nera, posteriormente i raggi sono molli, pinne pettorali giallo arancio all’attaccatura, pinne anale e caudale arancioni.&lt;br /&gt;Può raggiungere i 50 centimetri ed i 3 chili di peso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-UJLyuVBsMp4/Tm80t_a6HxI/AAAAAAAADSM/DqVQzJMRejc/s1600/persico%2B36402.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-UJLyuVBsMp4/Tm80t_a6HxI/AAAAAAAADSM/DqVQzJMRejc/s320/persico%2B36402.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651794022096314130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-5109976719564288063?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/5109976719564288063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=5109976719564288063' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5109976719564288063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5109976719564288063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/10/il-pesce-persico.html' title='IL PESCE PERSICO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TilUutkUe58/Tm802dfEDBI/AAAAAAAADSc/1L-kWp1iz2o/s72-c/REDFIN_PERCH.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1179223782570335553</id><published>2011-10-10T06:36:00.000+02:00</published><updated>2011-10-10T06:36:00.504+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (10)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-6a2S849mQjg/TpCYnqTmMyI/AAAAAAAADUE/2tCydjZcTDE/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-6a2S849mQjg/TpCYnqTmMyI/AAAAAAAADUE/2tCydjZcTDE/s320/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661192538743517986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli Inuit, cioè “uomini”, sono custodi di una cultura materiale che da sempre è basata sull’ingegnoso utilizzo dei pochissimi materiali a disposizione; l’Artico è notoriamente privo di legname, a eccezione di quello portato dalle correnti del mare e l’unico metallo lavorabile, il rame, si trova soltanto nella parte centrale dell’Artico canadese: in passato veniva scarsamente usato, perché il processo di fusione non era ancora conosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-_6I_REH03O4/TpCYculSNUI/AAAAAAAADT8/koEpRP962dA/s1600/Kudlik.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-_6I_REH03O4/TpCYculSNUI/AAAAAAAADT8/koEpRP962dA/s320/Kudlik.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661192350912886082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era invece diffusa la steatite o pietra ollare, facile da lavorare, con la quale veniva fabbricato il kudlik, la lampada ad olio che, alimentata con grasso di balena o di altri animali, serviva non solo per illuminare, ma anche per riscaldare l’abitazione; come lucignolo veniva usato il muschio disseccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-eZVbwdOrtyk/TpCYYZXMFJI/AAAAAAAADT0/X_l18Faotdg/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-eZVbwdOrtyk/TpCYYZXMFJI/AAAAAAAADT0/X_l18Faotdg/s320/3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661192276497142930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era comune considerare donna di grande valore colei che anche nelle ore di riposo non lasciava spegnere la lampada, svegliandosi più volte per mantenere la temperatura dell’abitazione sempre confortevole. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-hgdfu426dy0/TpCYPyYU4PI/AAAAAAAADTs/Xrfb3UFOUTM/s1600/2809577236_ab0e54261f.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 238px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-hgdfu426dy0/TpCYPyYU4PI/AAAAAAAADTs/Xrfb3UFOUTM/s320/2809577236_ab0e54261f.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661192128593977586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1179223782570335553?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1179223782570335553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1179223782570335553' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1179223782570335553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1179223782570335553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/10/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-10_10.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (10)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6a2S849mQjg/TpCYnqTmMyI/AAAAAAAADUE/2tCydjZcTDE/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4048797228314833494</id><published>2011-10-03T06:41:00.000+02:00</published><updated>2011-10-03T06:41:00.205+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>PESCARENICO  – PIAZZA ERA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-U2UrxICKsYA/ToixJ0Y3MDI/AAAAAAAADS8/baicffkCJUY/s1600/Foto%2B1%2B%2528veduta%2Bdi%2BPescarenico%2529%2B.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-U2UrxICKsYA/ToixJ0Y3MDI/AAAAAAAADS8/baicffkCJUY/s320/Foto%2B1%2B%2528veduta%2Bdi%2BPescarenico%2529%2B.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658967714030891058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lecco deriva il suo nome dal gaelico “lech” che significa lago. La città di Lecco nasce nel 1848 dall’unione di alcuni borghi della zona distinti per il tipo di attività produttiva: Rancio e il Gerenzone – lavorazione del ferro, Castello – militare politico e amministrativo, il Borgo centrale – commercio, Maggianico e Chiuso – agricoltura,  Pescarenico – pesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-rmUsNSMqInU/Toiw9C8F5ZI/AAAAAAAADSs/C3DnKKxsdrU/s1600/Foto%2B2%2B%2528i%2Bquartieri%2Bdi%2BLecco%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-rmUsNSMqInU/Toiw9C8F5ZI/AAAAAAAADSs/C3DnKKxsdrU/s320/Foto%2B2%2B%2528i%2Bquartieri%2Bdi%2BLecco%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658967494598452626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alessandro Manzoni scrive: “E’ Pescarenico una terricciola sulla riva dell’Adda.. un gruppetto di case abitate da pescatori e addobbate qua e la di Tremagli e di reti tese ad asciugare”. Pescarenico, quartiere costruito attorno al Convento dei Cappuccini, di cui rimane ormai poco, ha come suo centro p.zza Era.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-gOpGn6xoj50/ToixBu-ZgVI/AAAAAAAADS0/qcgkQ_2lJO0/s1600/Foto%2B3%2B%2528pzza%2BEra%2Be%2Ble%2Breti%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 230px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-gOpGn6xoj50/ToixBu-ZgVI/AAAAAAAADS0/qcgkQ_2lJO0/s320/Foto%2B3%2B%2528pzza%2BEra%2Be%2Ble%2Breti%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658967575138763090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;P.zza Era era il luogo di pulizia delle reti e delle barche, e di ritrovo serale delle famiglie dei pescatori, tradizione di cui è rimasto il circolo ricreativo-bocciofila Risorgimento. Il fronte della piazza è dominato dal monumentale edificio delle case popolari “Bigoni” progettate dall’arch. Mino Fiocchi nel 1929 .&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-TuQklqjAHRQ/Toiwn_24s8I/AAAAAAAADSk/FtlC-2nDBv8/s1600/Foto%2B4%2B%2528festa%2Bdi%2BPescarenico%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-TuQklqjAHRQ/Toiwn_24s8I/AAAAAAAADSk/FtlC-2nDBv8/s320/Foto%2B4%2B%2528festa%2Bdi%2BPescarenico%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658967132994057154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.zza Era rimane un luogo assai frequentato di giorno come transito obbligato da Lecco verso la pedo-ciclabile del Bione, e la sera dai frequentatori dei locali a carattere artistico-musicale quali “il Soqquadro” e la vicina  “Officina della Musica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-8jcKFKhHy3k/Toi1GRB3XoI/AAAAAAAADTE/YtBViGv6tiI/s1600/P3272079.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 77px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8jcKFKhHy3k/Toi1GRB3XoI/AAAAAAAADTE/YtBViGv6tiI/s320/P3272079.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658972051046096514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testo del Luis (Inuit del Lario)&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4048797228314833494?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4048797228314833494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4048797228314833494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4048797228314833494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4048797228314833494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/10/pescarenico-piazza-era.html' title='PESCARENICO  – PIAZZA ERA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-U2UrxICKsYA/ToixJ0Y3MDI/AAAAAAAADS8/baicffkCJUY/s72-c/Foto%2B1%2B%2528veduta%2Bdi%2BPescarenico%2529%2B.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8634728730164799769</id><published>2011-09-26T06:53:00.000+02:00</published><updated>2011-09-26T06:53:00.088+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>PAGAIARE CON LE ONDE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-b6Gh6Faayuk/Tm3lAUy8W3I/AAAAAAAADSE/QyAtAt1T8nc/s1600/4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-b6Gh6Faayuk/Tm3lAUy8W3I/AAAAAAAADSE/QyAtAt1T8nc/s320/4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651424901164981106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pagaiare con le onde di prua rappresenta la migliore soluzione per la navigazione. Con la prua del kayak l’onda sarà saltata o bucata a seconda del tipo di kayak, dell’intensità del mare e del vento.  Potrà essere affrontata anche di traverso (3/4 di prua, cioè obliquamente) valutando opportunamente le condizioni sopra indicate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ICyUy3zbRxQ/Tm3k916luqI/AAAAAAAADR8/g0tdbWjstpc/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ICyUy3zbRxQ/Tm3k916luqI/AAAAAAAADR8/g0tdbWjstpc/s320/3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651424858515815074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con le onde di poppa spesso si sfrutta il sollevamento (che è poi una spinta verso l’alto) del kayak. Pertanto, nel momento preciso in cui si “vede” la punta del kayak prima sollevarsi e poi abbassarsi, si accelera la velocità forzando la pagaiata. Si avvertirà immediatamente il sollevamento e la spinta in avanti del kayak. Terminano l’effetto (in gergo “surf”), si tornerà a pagaiare in maniera normale in attesa dell’arrivo di un’altra onda. L’effetto “surf” richiede costantemente il più attento controllo del kayak attraverso l’impiego della manovra del “dare pancia” (inclinazione del kayak) e della pagaia che fungerà da timone attraverso la timonata e appoggio continui, per la correzione di possibili spostamenti. Una deriva mobile migliora molto la navigazione soprattutto con onde di poppa e di traverso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-puC9QxZdb8I/Tm3k7S4YRUI/AAAAAAAADR0/FIe1-W4XHzE/s1600/2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-puC9QxZdb8I/Tm3k7S4YRUI/AAAAAAAADR0/FIe1-W4XHzE/s320/2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651424814751565122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con onde di traverso e in presenza di forte vento è consigliabile affrontare le onde procedendo di traverso e a zig zag. Si deve inoltre adottare un assetto particolare che consiste nell’inclinare il kayak dal lato del vento, continuando a pagaiare con la massima attenzione. In caso che l’onda si frange, dobbiamo essere pronti ad effettuare un appoggio basso o un appoggio alto, in base all’altezza dell’onda. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Zg45s0BgjuE/Tm3k3-sNRpI/AAAAAAAADRs/Y-Pi7TYkhMQ/s1600/1.gif"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 280px; height: 210px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Zg45s0BgjuE/Tm3k3-sNRpI/AAAAAAAADRs/Y-Pi7TYkhMQ/s320/1.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651424757792196242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8634728730164799769?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8634728730164799769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8634728730164799769' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8634728730164799769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8634728730164799769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/09/pagaiare-con-le-onde.html' title='PAGAIARE CON LE ONDE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-b6Gh6Faayuk/Tm3lAUy8W3I/AAAAAAAADSE/QyAtAt1T8nc/s72-c/4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-352200866258459534</id><published>2011-09-19T06:40:00.001+02:00</published><updated>2011-09-19T06:40:00.596+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>LO SVASSO COLLOROSSO, IL TIMIDO TUFFATORE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-prd4ikCJeZ8/TmdKcHBpSkI/AAAAAAAADRk/V47eP5jZ5ok/s1600/svasso_clr08.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 236px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-prd4ikCJeZ8/TmdKcHBpSkI/AAAAAAAADRk/V47eP5jZ5ok/s320/svasso_clr08.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649566104342317634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appartiene all’ordine Podicipediformes, famiglia Podicipedidae, eleganti uccelli acquatici conosciuti con il nome di svassi. Il suo nome scientifico è Podiceps griseigena. Il nome italiano fa riferimento all’intenso colore del collo nel periodo riproduttivo. In inverno invece il collo è grigio, più che in tutti gli altri svassi, con due esili linee rossastre ai lati. In questa stagione, il nero della testa scende fin sotto l’occhio e il becco ha la base di colore giallo. Ha una taglia intermedia tra lo Svasso maggiore e lo Svasso piccolo, con una lunghezza totale tra i 40 e i 45 cm. In volo ha un aspetto pesante, con il collo allungato tenuto in posizione più bassa rispetto al corpo; sull’ala aperta sono visibili due strisce bianche, una piuttosto larga sulla parte posteriore e una sottile su quella anteriore.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-mM6pFfLi7hM/TmdKY-vy-xI/AAAAAAAADRc/fC3ooqX1_kU/s1600/svasso_clr06.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-mM6pFfLi7hM/TmdKY-vy-xI/AAAAAAAADRc/fC3ooqX1_kU/s320/svasso_clr06.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649566050580364050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nidifica nell’entroterra su piccoli specchi d’acqua, spesso non più profondi di un metro e mezzo e ricchi di vegetazione e di invertebrati, usati come principale risorsa alimentare. Difficile da osservare, si tuffa con un buffo saltello sull’acqua, senza sollevare alcuno spruzzo. Lo Svasso collorosso effettua complete parate nuziali, in cui il maschio e la femmina si fronteggiano con le penne della testa e del collo completamente erette.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-GNLzh8JqQtE/TmdKVCoteYI/AAAAAAAADRU/j0u8HeO0m-A/s1600/svasso_clr05.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 219px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-GNLzh8JqQtE/TmdKVCoteYI/AAAAAAAADRU/j0u8HeO0m-A/s320/svasso_clr05.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649565982904908162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Europa nidifica con continuità nelle pianure della parte orientale e nord orientale, dalla Finlandia alla Romania. Migra da solo o in piccoli gruppi. In inverno si sposta sulle coste marine baltiche e atlantiche, pochi raggiungono il Mediterraneo o i grandi laghi dell’interno. In Lombardia si trova soltanto sui laghi prealpini ed una specie protetta (il contingente svernante è di poche decine di individui).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-HQgJ-oBDYGo/TmdKRVr2MrI/AAAAAAAADRM/oC40JqeSVQk/s1600/svasso_clr01.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-HQgJ-oBDYGo/TmdKRVr2MrI/AAAAAAAADRM/oC40JqeSVQk/s320/svasso_clr01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649565919298859698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-352200866258459534?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/352200866258459534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=352200866258459534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/352200866258459534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/352200866258459534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/09/lo-svasso-collorosso-il-timido.html' title='LO SVASSO COLLOROSSO, IL TIMIDO TUFFATORE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-prd4ikCJeZ8/TmdKcHBpSkI/AAAAAAAADRk/V47eP5jZ5ok/s72-c/svasso_clr08.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6219492290526799135</id><published>2011-09-12T06:50:00.000+02:00</published><updated>2011-09-12T06:50:00.600+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (9)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-70og9fvbJmk/TmX7Tb6lVYI/AAAAAAAADRE/KK8BNFaOYnI/s1600/Inuit-in-Greenland-photo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-70og9fvbJmk/TmX7Tb6lVYI/AAAAAAAADRE/KK8BNFaOYnI/s320/Inuit-in-Greenland-photo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649197618935715202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sebbene vi siano alcune differenze tra i caratteri fisici delle numerose famiglie che la compongono, la razza Inuit è facilmente identificabile: è di piccola statura, con corpo massiccio, tronco lungo, arti corti, mani e piedi piccoli. Il cranio molto grande ha forma allungata, la faccia è alta e larga, il naso è stretto e poco prominente, gli zigomi sono pronunciati e i muscoli della masticazione particolarmente sviluppati; la pelle è giallastra, l’iride generalmente molto scura e la plica mongolica assai frequente. I capelli sono neri, grossi e lisci e i peli del corpo piuttosto radi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-XeAx4z4xfqg/TmX7Lk5n7yI/AAAAAAAADQ8/FacjTt5LZNI/s1600/inuit-man-eating-narwhal_11954_600x450.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-XeAx4z4xfqg/TmX7Lk5n7yI/AAAAAAAADQ8/FacjTt5LZNI/s320/inuit-man-eating-narwhal_11954_600x450.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649197483908656930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli arti corti, che richiedono un impegno cardiaco minore per mantenere calde le estremità, e il setto nasale ristretto, che consente di riscaldare meglio l’aria che giunge ai polmoni, sono caratteristiche tipiche dell’adattamento al clima polare; è inoltre nota la capacità di questo popolo di digerire e di assimilare sostanze grasse in quantità superiori di ogni altra razza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-2SAnRrA-uHo/TmX7GsAw9kI/AAAAAAAADQ0/CwO5qlep_2w/s1600/Greenland%252BEskimo-Family.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 247px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-2SAnRrA-uHo/TmX7GsAw9kI/AAAAAAAADQ0/CwO5qlep_2w/s320/Greenland%252BEskimo-Family.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649197399918310978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6219492290526799135?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6219492290526799135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6219492290526799135' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6219492290526799135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6219492290526799135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/09/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-9.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (9)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-70og9fvbJmk/TmX7Tb6lVYI/AAAAAAAADRE/KK8BNFaOYnI/s72-c/Inuit-in-Greenland-photo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8747012219296037947</id><published>2011-09-05T06:15:00.000+02:00</published><updated>2011-09-05T06:15:00.642+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>ALBERI MONUMENTALI DEL LAGO DI GARLATE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-kX38C0YSC_0/Ti6UWvsKnGI/AAAAAAAADQI/I5begb9eUJc/s1600/FOTO%2B1%2BLIBRO%2B.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-kX38C0YSC_0/Ti6UWvsKnGI/AAAAAAAADQI/I5begb9eUJc/s320/FOTO%2B1%2BLIBRO%2B.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5633603302366813282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Provincia di Lecco nel 2003  ha censito  863 Alberi Monumentali presenti sul territorio. Tali piante hanno la caratteristica di avere la circonferenza del  tronco superiore ad un valore tabellato, diversificato per tipologia (es. il Faggio deve essere superiore a 4 metri).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-0mLDTSxyfDI/Ti6UTfYjAbI/AAAAAAAADQA/Pu1KJ5kKyKU/s1600/Foto%2B2%2BPioppo%2Bn%25C2%25B0289%2Bridotta.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-0mLDTSxyfDI/Ti6UTfYjAbI/AAAAAAAADQA/Pu1KJ5kKyKU/s320/Foto%2B2%2BPioppo%2Bn%25C2%25B0289%2Bridotta.JPG" alt="Pioppo n. 289" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5633603246449951154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel pagaiare lungo le rive del Lago di Garlate ne possiamo osservare  alcuni nei comuni di Lecco, Pescate e Garlate. Presentano a volte inequivocabili segni del passare del tempo quali ad esempio la captazione di un fulmine. Altri sono stati sradicati nei recenti nubifragi che hanno interessato la zona  di Rivabella di Lecco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-zsd9FJo-q44/Ti6UN8PXwoI/AAAAAAAADP4/WEMtZmOKoxs/s1600/Foto%2B3%2BPioppi%2B%2Bn%25C2%25B0%2B303%252C%2B304%2B.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 231px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-zsd9FJo-q44/Ti6UN8PXwoI/AAAAAAAADP4/WEMtZmOKoxs/s320/Foto%2B3%2BPioppi%2B%2Bn%25C2%25B0%2B303%252C%2B304%2B.jpg" alt="Pioppo n. 303 e n. 304" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5633603151116878466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli alberi monumentali hanno per la loro posizione un valore storico-culturale e architettonico soprattutto se collocati in Ville di particolare pregio (es. Villa Gomez), un valore scientifico per il patrimonio genetico che gli ha permesso di crescere difendendosi dalle malattie e dai parassiti, un valore economico che deriva dalla loro età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-EaMG6LeKD3Y/Ti6UIsawkWI/AAAAAAAADPw/ctm4W457XI4/s1600/Foto%2B4%2BGarlate%2Bridotta.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 210px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-EaMG6LeKD3Y/Ti6UIsawkWI/AAAAAAAADPw/ctm4W457XI4/s320/Foto%2B4%2BGarlate%2Bridotta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5633603060970328418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel libro della provincia, recuperabile in tutte le biblioteche comunali, troverete l’elenco degli alberi diviso per ciascun comune, accompagnato da foto aeree recanti la posizione, il numero progressivo, le caratteristiche naturalistiche, infine alcuni itinerari (purtroppo soli montani) che lungo i sentieri vi aiutano a ritrovarli anche nei boschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-PGWOPYMXfKk/Ti6VU5ZW28I/AAAAAAAADQc/dgjsRXz7sFM/s1600/P3272075.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-PGWOPYMXfKk/Ti6VU5ZW28I/AAAAAAAADQc/dgjsRXz7sFM/s320/P3272075.JPG" alt="Pioppi n. 303 e n. 304 in inverno" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5633604370124168130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Testo di Luis e foto degli Inuit del Lario.&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8747012219296037947?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8747012219296037947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8747012219296037947' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8747012219296037947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8747012219296037947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/09/alberi-monumentali-del-lago-di-garlate.html' title='ALBERI MONUMENTALI DEL LAGO DI GARLATE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kX38C0YSC_0/Ti6UWvsKnGI/AAAAAAAADQI/I5begb9eUJc/s72-c/FOTO%2B1%2BLIBRO%2B.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1173622414501163057</id><published>2011-08-31T06:26:00.000+02:00</published><updated>2011-08-31T06:26:00.444+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBRI'/><title type='text'>LIBRI – ESTETICA DEL POLO NORD</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-bk8YsH30ew8/Tly7CDPLATI/AAAAAAAADQk/K6DbRLIJbNc/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 183px; height: 276px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-bk8YsH30ew8/Tly7CDPLATI/AAAAAAAADQk/K6DbRLIJbNc/s320/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646593676718833970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A dieci anni, il piccolo Michel chiese al padre, umile contadino che non si era mai mosso dal suo villaggio normanno, dove sognasse di fare un viaggio. La risposta fu: "Al Polo Nord". Trent'anni dopo, Onfray realizza il desiderio del padre e scrive il resoconto di un'esperienza destinata a rivelare profondità inattese: si tratta del libro che avete in mano, al contempo un diario di viaggio, una meditazione sulle civiltà che svaniscono, sui misfatti dell'industrializzazione e sulla saggezza dei popoli tradizionali. È anche una testimonianza toccante e lucidissima sulla lealtà e la pietà filiale. Completato da foto di Alain Szczuczynski, dall'elogio funebre che Onfray ha pronunciato per il padre nel dicembre del 2009, "Estetica del Polo Nord" è uno dei libri meglio scritti e, com'è stato detto, più "caldi" di Onfray: la costante e commossa vicinanza col padre, si direbbe, ha acuito la sua sensibilità e l'ha aiutato a tracciare imprevedibili ponti fra la fascinazione del gelido Nord e la nostalgia epicurea del nostro Sud.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;TITOLO: Estetica del Polo Nord&lt;br /&gt;AUTORE: Michel Onfray&lt;br /&gt;EDITORE: Ponte alle Grazie&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1173622414501163057?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1173622414501163057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1173622414501163057' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1173622414501163057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1173622414501163057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/08/libri-estetica-del-polo-nord.html' title='LIBRI – ESTETICA DEL POLO NORD'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bk8YsH30ew8/Tly7CDPLATI/AAAAAAAADQk/K6DbRLIJbNc/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-5098006038609512709</id><published>2011-08-24T06:24:00.000+02:00</published><updated>2011-08-24T06:24:00.324+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>LA CARPA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-lm98KNYBZHw/Tif-m9f-k4I/AAAAAAAADPo/PL8YiSrBE2Q/s1600/carpa.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 174px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-lm98KNYBZHw/Tif-m9f-k4I/AAAAAAAADPo/PL8YiSrBE2Q/s320/carpa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631749804347265922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Specie originaria dell’Asia e dell’Europa orientale, introdotta in Italia nell’epoca romana. Predilige acque calme o ferme di bassa quota con fondo fangoso e ricco di vegetazione, in grado di sopravvivere in ambienti compromessi e/o con basse concentrazioni di ossigeno. Gregaria in età giovanile diviene solitaria con l’età. Vive in prossimità del fondo sia presso la riva che al largo in acque non troppo profonde. Si alimenta soprattutto di notte con vegetali ed invertebrati bentonici. Risente negativamente dalla competizione apportata da altri ciprinidi alloctoni che occupano il suo stesso habitat, come il carassio e l’abramide. La carpa è una fra le specie ittiche più prolifiche producendo circa 200.000 - 300.000 uova per chilo di femmina. Si riproduce in maggio e giugno. Si può confondere con il carassio, tanto che spesso giovani carassi sono scambiati per carpe al momento dei ripopolamenti e possono in seguito causare seri danni ambientali, il termine distintivo più rilevante fra le due specie è costituito dal fatto che il carassio ha la bocca priva di barbigli. La Carpa è presente in tutti i laghi della Provincia di Lecco, specialmente nei Laghi di Annone e Pusiano, più rara nell’Adda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Y6o9WoqsOuo/Tif-kdQ97tI/AAAAAAAADPg/oNmrLewI1g0/s1600/cyprinus-carpio.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 222px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Y6o9WoqsOuo/Tif-kdQ97tI/AAAAAAAADPg/oNmrLewI1g0/s320/cyprinus-carpio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631749761334636242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;COME RICONOSCERLA:&lt;br /&gt;Corpo tozzo e massiccio, sviluppato in altezza e compresso lateralmente; il ventre è piatto mentre il dorso è arcuato.&lt;br /&gt;Colorazione bruna e verde sul dorso, gialla con riflessi dorati sui fianchi, bianco – gialla sul ventre.&lt;br /&gt;Testa piuttosto grossa, con bocca a “soffietto” relativamente piccola in posizione mediale munita di 2 piccoli barbigli per lato posti sopra il labbro superiore.&lt;br /&gt;Pinna dorsale molto sviluppata che giunge fin quasi alla coda.&lt;br /&gt;A seconda delle razze può essere interamente ricoperta di scaglie (carpa comune), parzialmente ricoperta (carpa a specchi), completamente sprovvista di scaglie (carpa cuoio).&lt;br /&gt;Scaglie quando presenti, sono grosse e spesse.&lt;br /&gt;Può raggiungere i 130 centimetri ed i 30 chili di peso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Vc3Em_S3OrY/Tif-hDXX-fI/AAAAAAAADPY/lD1m9DTcdBM/s1600/JCS%2BCyprinus%2Bcarpio%2B24035.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Vc3Em_S3OrY/Tif-hDXX-fI/AAAAAAAADPY/lD1m9DTcdBM/s320/JCS%2BCyprinus%2Bcarpio%2B24035.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631749702842579442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-5098006038609512709?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/5098006038609512709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=5098006038609512709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5098006038609512709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5098006038609512709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/08/la-carpa.html' title='LA CARPA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-lm98KNYBZHw/Tif-m9f-k4I/AAAAAAAADPo/PL8YiSrBE2Q/s72-c/carpa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2845356621516989248</id><published>2011-08-17T06:40:00.000+02:00</published><updated>2011-08-17T06:40:00.906+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (8)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-WP5AvUSWu2U/Tiaw2m22uxI/AAAAAAAADPQ/JQ-jIVqB3kU/s1600/05_inuit_circumpolar.gif"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 310px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-WP5AvUSWu2U/Tiaw2m22uxI/AAAAAAAADPQ/JQ-jIVqB3kU/s320/05_inuit_circumpolar.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631382836263435026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A ridosso dello stretto di Bering vivono gli Inuit dello Stretto, più a nord fino al confine con il Canada gli Inuit dell’Alaska settentrionale; al di sotto del fiume Yukon abitano gli Inuit dell’Alaska occidentale e nel golfo dell’Alaska gli Inuit Chugach. In territorio canadese si trovano gli Inuit del Mackenzie, mentre sull’isola Vittoria e sulle terre che la fronteggiano sono insediati gli Inuit del Rame, sulla penisola di Keewatin gli Inuit del Caribù e sulla penisola di Ungava e nel Labrador gli Inuit del Labrador. Gli Inuit Netsilik vivono sulla costa orientale della penisola di Keewatin, gli Inuit Igloolik e della Terra di Baffin sull’omonima isola. Infine sull’isola di Southampton, nella parte settentrionale della baia di Hudson, vi sono gli Inuit ch portano il nome dell’isola stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-X4Nyb8WgKN4/TiawzveH7gI/AAAAAAAADPI/FYO0XWQSapA/s1600/eskimo%2Bhunter%2Bhuntingjpg.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-X4Nyb8WgKN4/TiawzveH7gI/AAAAAAAADPI/FYO0XWQSapA/s320/eskimo%2Bhunter%2Bhuntingjpg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631382787036016130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Groenlandia, i villaggi degli Inuit polari, costituiscono l’insediamento permanentemente abitato più settentrionale dell’Artico; ci sono inoltre gli Inuit della Groenlandia occidentale e quelli della Groenlandia orientale, meno numerosi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-o86UWX7z0VI/TiawweuK_HI/AAAAAAAADPA/ZhV7Pup8d3Q/s1600/SuperStock_4094-1651.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 212px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-o86UWX7z0VI/TiawweuK_HI/AAAAAAAADPA/ZhV7Pup8d3Q/s320/SuperStock_4094-1651.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631382731000314994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2845356621516989248?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2845356621516989248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2845356621516989248' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2845356621516989248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2845356621516989248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/08/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-8.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (8)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-WP5AvUSWu2U/Tiaw2m22uxI/AAAAAAAADPQ/JQ-jIVqB3kU/s72-c/05_inuit_circumpolar.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8724624702542563676</id><published>2011-08-10T06:22:00.000+02:00</published><updated>2011-08-10T06:22:01.649+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>IL CLIMA DEL TERRITORIO LARIANO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-45GBpRc0N34/TfH18Pe5B_I/AAAAAAAADLc/qiUWYImF4iA/s1600/ONNO%2BBELLAGIO%2BCK%2B078.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-45GBpRc0N34/TfH18Pe5B_I/AAAAAAAADLc/qiUWYImF4iA/s320/ONNO%2BBELLAGIO%2BCK%2B078.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616540625604773874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il paesaggio del Lario è caratterizzato è caratterizzato da una lussureggiante vegetazione e dalla presenza di numerose varietà di piante, arbusti e fiori che normalmente crescono in regioni molto più meridionali, addirittura di origine subtropicale. Questa flora così varia e ricca è legata alle favorevoli condizioni climatiche della regione, a loro volta conseguenza diretta della presenza, in territorio lariano, di numerosi bacini d’acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Ad8HGONslRM/TfH14VxXdJI/AAAAAAAADLU/KBhQ84K0SMA/s1600/varenna%2B02-4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ad8HGONslRM/TfH14VxXdJI/AAAAAAAADLU/KBhQ84K0SMA/s320/varenna%2B02-4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616540558573401234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ noto che una massa d’acqua nei confronti dell’aria e del suolo tende a scaldarsi e raffreddarsi più lentamente, cedendo nei mesi invernali calore e temperando la calura nei mesi estivi. Inoltre l’evaporazione della superficie del lago comporta un grado di umidità più elevato nei confronti delle regione vicine.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-3OfiDKowRco/TfH10Per8yI/AAAAAAAADLM/D3yhjTrcHeM/s1600/230510_40.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-3OfiDKowRco/TfH10Per8yI/AAAAAAAADLM/D3yhjTrcHeM/s320/230510_40.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616540488164963106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tutti i laghi prealpini anche il Lario ha una presenza di un regolare regime di brezze che spirano al primo mattino da Nord a Sud (il Tivano) e nel pomeriggio fino a tarda sera da Sud a Nord (la Breva); esse contribuiscono a mitigare il clima estivo e favoriscono un costante ricambio d’aria che mantiene l’atmosfera tersa e priva di vapori e nebbie.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-iEQQfJfiIJM/TfH1u0c2CMI/AAAAAAAADLE/Xg3vfUBSMC8/s1600/ONNO%2BBELLAGIO%2BCK%2B064.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-iEQQfJfiIJM/TfH1u0c2CMI/AAAAAAAADLE/Xg3vfUBSMC8/s320/ONNO%2BBELLAGIO%2BCK%2B064.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616540395010132162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grazie a tutti questi elementi il Lario gode di un clima stabile e dolce le cui proprietà benefiche furono apprezzate fin dai tempi più antichi, prova ne sono le numerose ville nobiliari e i grandi alberghi che sorgono sulle sue rive, tra ombrosi boschi e giardini eleganti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-doTe4gWj9pY/TfHw5Bl-rLI/AAAAAAAADK8/53hVDOvHVYA/s1600/250411_46.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-doTe4gWj9pY/TfHw5Bl-rLI/AAAAAAAADK8/53hVDOvHVYA/s320/250411_46.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616535072778661042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Foto degli Inuit del Lario.&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8724624702542563676?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8724624702542563676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8724624702542563676' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8724624702542563676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8724624702542563676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/08/il-clima-del-territorio-lariano.html' title='IL CLIMA DEL TERRITORIO LARIANO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-45GBpRc0N34/TfH18Pe5B_I/AAAAAAAADLc/qiUWYImF4iA/s72-c/ONNO%2BBELLAGIO%2BCK%2B078.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-116492340971250836</id><published>2011-08-03T06:46:00.002+02:00</published><updated>2011-08-09T11:58:43.601+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>QUANDO E COME USARE LA DERIVA MOBILE (SKEG)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-FXJogHDTyaw/TiVg1bo_3DI/AAAAAAAADO4/DEjeRNpAjBI/s1600/090%2Bskeg.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 109px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-FXJogHDTyaw/TiVg1bo_3DI/AAAAAAAADO4/DEjeRNpAjBI/s320/090%2Bskeg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631013380165721138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La deriva mobile (o skeg) è particolarmente apprezzata in caso di vento. Essendo fissa non aiuta a far girare anzi mantiene dritta la rotta di navigazione. Viene azionata per mantenere la direzione in presenza di forte vento, infatti in queste condizioni il nostro kayak subisce uno spostamento chiamato “weathercocking”, un effetto banderuola tipico di tutti i kayak che sono per conformazione "orzieri", cioè tendono a girare la prua al vento .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hLMRQss7uJ4/TiVgyU6x_xI/AAAAAAAADOw/cbA9DKoFChA/s1600/Weather-Cocking-300x235.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 235px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-hLMRQss7uJ4/TiVgyU6x_xI/AAAAAAAADOw/cbA9DKoFChA/s320/Weather-Cocking-300x235.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631013326821654290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Agendo su un’apposita leva in coperta si può abbassare la deriva a seconda delle necessità:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Con vento laterale, devo sistemare la deriva in posizione intermedia;&lt;br /&gt;- Quando abbassiamo completamente la deriva in acqua è come se avessimo un timone bloccato e il risultato è lo stesso: il kayak girerà più facilmente a favore di vento&lt;br /&gt;- Quando il nostro obiettivo sarà risalire il vento dovremo retrarre completamente la deriva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-TrrvSWJqcxo/TiVgtdRApHI/AAAAAAAADOo/vmbhJ1BRRYU/s1600/Skeg-Positions-287x300.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 287px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-TrrvSWJqcxo/TiVgtdRApHI/AAAAAAAADOo/vmbhJ1BRRYU/s320/Skeg-Positions-287x300.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631013243163026546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un altro effetto dello skeg, quando completamente abbassato, è quello di rendere il kayak molto più stabile, dato che come una vera e propria deriva si oppone al ribaltamento laterale dell'imbarcazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-116492340971250836?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/116492340971250836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=116492340971250836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/116492340971250836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/116492340971250836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/08/quando-e-come-usare-la-deriva-skeg.html' title='QUANDO E COME USARE LA DERIVA MOBILE (SKEG)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-FXJogHDTyaw/TiVg1bo_3DI/AAAAAAAADO4/DEjeRNpAjBI/s72-c/090%2Bskeg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8719490349691883080</id><published>2011-07-29T07:30:00.001+02:00</published><updated>2011-07-29T07:30:00.728+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INIZIATIVE'/><title type='text'>MOSTRA FOTOGRAFICA "IL LAGO DI VARESE - EMOZIONI IN KAYAK" DI ANGELO LAURIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-iuORPDKMK0c/TjFnkBOUHFI/AAAAAAAAD3w/eGXv7S2wajw/s1600/Locandina_invito.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 149px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-iuORPDKMK0c/TjFnkBOUHFI/AAAAAAAAD3w/eGXv7S2wajw/s400/Locandina_invito.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5634398477318626386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8719490349691883080?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8719490349691883080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8719490349691883080' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8719490349691883080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8719490349691883080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/07/mostra-fotografica-il-lago-di-varese.html' title='MOSTRA FOTOGRAFICA &quot;IL LAGO DI VARESE - EMOZIONI IN KAYAK&quot; DI ANGELO LAURIA'/><author><name>felice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11534391892015763731</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-iuORPDKMK0c/TjFnkBOUHFI/AAAAAAAAD3w/eGXv7S2wajw/s72-c/Locandina_invito.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1913519994338508848</id><published>2011-07-28T06:37:00.000+02:00</published><updated>2011-07-28T06:37:00.813+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>IL  BARBO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-s4Vj_G8JCOE/TiAYkHKvUrI/AAAAAAAADOg/wPIC6IS9dTQ/s1600/barbo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 211px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-s4Vj_G8JCOE/TiAYkHKvUrI/AAAAAAAADOg/wPIC6IS9dTQ/s320/barbo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629526542891569842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il barbo (Barbus Barbus plebejus), diffuso in tutta l’Europa centro orientale, è una specie gregaria che vive sempre a contatto con il fondo grufolando alla ricerca di cibo. Nel periodo invernale i banchi di questo pesce tendono a radunarsi in anfratti riparati dove riducono le funzioni vitali. Predilige acque correnti con buone portate con acque limpide e fresche e fondali sabbiosi o ghiaiosi. Si nutre di larve di insetti, crostacei, molluschi e detriti vegetali. Si riproduce da maggio a giugno compiendo, se necessario, migrazioni fino a raggiungere bassi fondali ghiaiosi con deboli correnti. Le uova di questo pesce contengono una sostanza tossica per l’uomo. Si stanno sempre più diffondendo specie di barbo alloctone note come barbo d’oltralpe, barbo del Danubio, barbo iberico: non è ancora chiaro se si tratti della stessa o di più specie; presentano colorazioni di corpo e pinne più scure e barbigli più lunghi. Il barbo è confondibile con il barbo canino e, quando di piccole dimensioni, con il gobione. E’ presente nell’Adda e nella parte terminale del torrente Caldone, raro nel Lario.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-gCBREajFv0A/TiAYhNUigYI/AAAAAAAADOY/B-NgruEX6Sg/s1600/barbo_comune.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 174px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-gCBREajFv0A/TiAYhNUigYI/AAAAAAAADOY/B-NgruEX6Sg/s320/barbo_comune.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629526493003678082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;COME RICONOSCERLO:&lt;br /&gt;Corpo affusolato con colorazione grigio – verde sul dorso con piccoli punti grigi.&lt;br /&gt;Ventre quasi piatto di colore bianco – giallo, pinne parzialmente aranciate.&lt;br /&gt;Testa di forma allungata e appuntita.&lt;br /&gt;Bocca a “soffietto” con labbra carnose, in posizione inferiore, munita di due barbigli per lato.&lt;br /&gt;Scaglie relativamente piccole.&lt;br /&gt;Può raggiungere gli 80 centimetri e i 5 chili di peso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-yztWstRyMqc/TiAYc_5kMxI/AAAAAAAADOQ/GTV-uGR4MQU/s1600/barbo1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 168px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-yztWstRyMqc/TiAYc_5kMxI/AAAAAAAADOQ/GTV-uGR4MQU/s320/barbo1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629526420681405202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1913519994338508848?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1913519994338508848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1913519994338508848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1913519994338508848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1913519994338508848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/07/il-barbo.html' title='IL  BARBO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-s4Vj_G8JCOE/TiAYkHKvUrI/AAAAAAAADOg/wPIC6IS9dTQ/s72-c/barbo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-5627724031740710737</id><published>2011-07-25T06:29:00.000+02:00</published><updated>2011-07-25T06:29:00.710+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (7)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ppBVdlTUPJQ/Th7FSfLnZqI/AAAAAAAADOI/Dx_OkQ_cbn0/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ppBVdlTUPJQ/Th7FSfLnZqI/AAAAAAAADOI/Dx_OkQ_cbn0/s320/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629153505658234530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli  euroasiatici occupano la grande penisola dei Ciukci ad eccezione di un lembo di terra abitato da circa un migliaio di Inuit asiatici, la penisola della Kamcatka e la zona settentrionale dell’isola di Sachalin, in cui sono presenti i Ghiliachi; il vasto territorio che si affaccia sul mare di Ohotsk è abitato da Eveni e Evenki, entrambi di origine tunguso-manciù. Non esiste quindi un territorio della Siberia sufficientemente vasto in cui non convivono più etnie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-nR_xCchFSSo/Th7FNmUQ8EI/AAAAAAAADOA/nl32BYQw1zM/s1600/map.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 275px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-nR_xCchFSSo/Th7FNmUQ8EI/AAAAAAAADOA/nl32BYQw1zM/s320/map.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629153421674213442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certamente più semplice è la suddivisione etnica nell’area artica del continente nord-americano, abitata da due sole razze: gli Aleuti e gli Inuit. Gli Aleuti popolano l’arco di isole che delimitano a sud il mare di Bering e l’isola russa di Komandorski al largo della Kamcatka. Gli Inuit occupano una fascia costiera di 9.000 chilometri che si estende dallo stretto di Bering alla Groenlandia orientale; per la vastità del territorio in cui abitano, sono divisi in tanti piccoli gruppi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-s0gjTx-_AFU/Th7FJGUeb4I/AAAAAAAADN4/mazu7JibhdU/s1600/_data_searches_838706795_qq.0097-32_p.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 212px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-s0gjTx-_AFU/Th7FJGUeb4I/AAAAAAAADN4/mazu7JibhdU/s320/_data_searches_838706795_qq.0097-32_p.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629153344365686658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-5627724031740710737?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/5627724031740710737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=5627724031740710737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5627724031740710737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5627724031740710737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/07/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-7.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (7)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ppBVdlTUPJQ/Th7FSfLnZqI/AAAAAAAADOI/Dx_OkQ_cbn0/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1433952462148248050</id><published>2011-07-21T06:36:00.000+02:00</published><updated>2011-07-21T06:36:00.725+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>LA ROCCA DELL'INNOMINATO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-7zBNF03TdFA/ThbceQ3N5jI/AAAAAAAADNQ/NobbjANY3Ho/s1600/Immagine%2B1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-7zBNF03TdFA/ThbceQ3N5jI/AAAAAAAADNQ/NobbjANY3Ho/s320/Immagine%2B1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626927196926764594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“...da un’alta finestra del suo castellaccio, guardava da qualche tempo verso uno sbocco della valle... e non vedeva mai nessuno al di sopra di sè, nè più in alto.” La Rocca di Vercurago è il simbolo del paese tanto da comparire nel suo gonfalone. Le prime notizie sono dell’800 quando tal Rotfredo detto Prando, Longobardo, fa erigere un castello per sorvegliare la via  d’acqua, probabilmente sopra dei ruderi preesistenti di epoca tardo romana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-MMuT2evfQqA/ThbcbKNWNLI/AAAAAAAADNI/ubS_mbgoYvs/s1600/IMMAGINE%2B2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-MMuT2evfQqA/ThbcbKNWNLI/AAAAAAAADNI/ubS_mbgoYvs/s320/IMMAGINE%2B2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626927143600927922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il castello diventa poi parte della linea difensiva di Federico Barbarossa, resiste ad un assedio dei Milanesi che si apprestavano a  conquistare Lecco nel XIII secolo, diventa dimora di Filippo Benaglio che blocca l’avanzata di Milano mantenendo il territorio sotto il controllo della Serenissima. Ai piedi della Rocca combattono all’epoca famosi cavalieri di ventura:  il Malatesta , il Carmagnola e Bartolomeo Colleoni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-XMbZev3ivzo/ThbcXAjLbwI/AAAAAAAADNA/FlItF4aAP7g/s1600/image%2B3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 193px; height: 261px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-XMbZev3ivzo/ThbcXAjLbwI/AAAAAAAADNA/FlItF4aAP7g/s320/image%2B3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626927072288665346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La distruzione della fortificazione avvenne nel 1508 ad opera dei francesi, anche se poi Vercurago rimarrà sede di una dogana della Repubblica di Venezia fino alla sua caduta nel 1797 . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-oMNCHntQRnQ/ThbcTyQ4RII/AAAAAAAADM4/j5b55BDHSG4/s1600/P1130144.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-oMNCHntQRnQ/ThbcTyQ4RII/AAAAAAAADM4/j5b55BDHSG4/s320/P1130144.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626927016914207874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Magnifica la posizione della Rocca posta ai piedi del monte Mudarga a soli 340 metri di altitudine permette le viste panoramiche di: Lecco e  Lario (Nord), Lago di Garlate con la sede del CK90 (ovest),  valle dell’Adda (sud).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Cm3pnJWlbP0/ThbcOjABz9I/AAAAAAAADMw/46_w7G2SN3U/s1600/Immagine.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 241px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Cm3pnJWlbP0/ThbcOjABz9I/AAAAAAAADMw/46_w7G2SN3U/s320/Immagine.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626926926917652434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Testo di Luis (Inuit del Lario)&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1433952462148248050?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1433952462148248050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1433952462148248050' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1433952462148248050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1433952462148248050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/07/la-rocca-dellinnominato.html' title='LA ROCCA DELL&apos;INNOMINATO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-7zBNF03TdFA/ThbceQ3N5jI/AAAAAAAADNQ/NobbjANY3Ho/s72-c/Immagine%2B1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-5511190136472135810</id><published>2011-07-18T06:38:00.000+02:00</published><updated>2011-07-18T06:38:05.059+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>L’EQUILIBRIO IN KAYAK</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-_9e9jGQ_0zY/ThwklUhHwkI/AAAAAAAADNw/7UGfZ5jrRvo/s1600/P6074568.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-_9e9jGQ_0zY/ThwklUhHwkI/AAAAAAAADNw/7UGfZ5jrRvo/s320/P6074568.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628413857887666754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’equilibrio è un concetto fondamentale dell’andare in kayak: bisogna mantenere il proprio baricentro all’interno della base di appoggio e quando lo scafo oscilla, il busto deve rimanere eretto e non sporgere troppo dal kayak, rischio il ribaltamento. Mantenerlo è una tensione costante e non serve soltanto in mezzo alle onde ma anche nell’esecuzione del più banale colpo di pagaia è sempre necessario averlo sotto controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-zZq7Ov8QbLo/ThwkgV2DrvI/AAAAAAAADNo/BA37E1WHHyw/s1600/Traversata%2BOnno-Mandello%2B%25287%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-zZq7Ov8QbLo/ThwkgV2DrvI/AAAAAAAADNo/BA37E1WHHyw/s320/Traversata%2BOnno-Mandello%2B%25287%2529.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628413772344569586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti abbiamo il senso generico dell’equilibrio, ma esistono dei veri e propri equilibri specifici. I propriocettori sono particolari recettori interni, deputati a inviare informazioni al sistema nervoso in merito ai movimenti che l’organismo sta compiendo. Pertanto sarà importantissimo nel pratica del kayak, riuscire ad “allenare” sempre più la nostra propriocettività, riuscire a sentire le informazioni che ci provengono dall’interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-mvEAfyzUenc/ThwkbZYqsaI/AAAAAAAADNg/oWRixUvAkgE/s1600/P6264745.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-mvEAfyzUenc/ThwkbZYqsaI/AAAAAAAADNg/oWRixUvAkgE/s320/P6264745.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628413687395692962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche in acque completamente ferme avremo bisogno di migliorare l’equilibrio. Il lavoro del corpo e delle braccia dovrebbe essere completamente indipendente dal kayak, ma soprattutto le prime volte, vi ritroverete a spostare tutto il peso sulla pagaia da una parte e dall’altra. Cercate sempre di sentire il movimento piuttosto che eseguirlo con la forza.  Proviamo spesso a far oscillare il kayak, ad eseguire gli appoggi (basso e alto) e molti altri esercizi di equilibrio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-5npKRbSFo8I/ThwkUDsATbI/AAAAAAAADNY/s3t6ddEA_H0/s1600/P5100125.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-5npKRbSFo8I/ThwkUDsATbI/AAAAAAAADNY/s3t6ddEA_H0/s320/P5100125.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628413561312136626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-5511190136472135810?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/5511190136472135810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=5511190136472135810' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5511190136472135810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5511190136472135810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/07/lequilibrio-in-kayak.html' title='L’EQUILIBRIO IN KAYAK'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-_9e9jGQ_0zY/ThwklUhHwkI/AAAAAAAADNw/7UGfZ5jrRvo/s72-c/P6074568.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-7851311242598490152</id><published>2011-07-14T06:35:00.001+02:00</published><updated>2011-07-14T06:35:01.943+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>IL  TEMOLO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-UaszhfESsCA/Teyt17xIstI/AAAAAAAADK0/sbanGepU3WQ/s1600/temolo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 231px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-UaszhfESsCA/Teyt17xIstI/AAAAAAAADK0/sbanGepU3WQ/s320/temolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615053977512620754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presente in quasi tutta l’Europa centro settentrionale, occupa il tratto pedemontano di fiumi e torrenti con acque limpide e ben ossigenate con fondali ghiaiosi o sabbiosi. Vive in piccoli gruppi stazionando in corrente in attesa del cibo costituito da invertebrati, in prevalenza larve di insetti. Si ciba anche degli insetti adulti che depongono le uova o delle ninfe in schiusa che stazionano sul pelo dell’acqua, facendo le tipiche “bollate”. Si riproduce in primavera su bassi fondali di ghiaia. Il temolo è una specie poco diffidente, pertanto non così difficile da catturare. Come nel caso di altre specie, i “ceppi autoctoni” sono rari se non scomparsi a causa dell’introduzione di “ceppi balcanici” più facili da allevare e più resistenti all’inquinamento. La specie è inconfondibile. Presente, ma non diffuso, nell’Adda; raro nel Lario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-GNGbzpbUCSA/TeytwCBpYFI/AAAAAAAADKs/K3CnAK_vbSQ/s1600/Temolo1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 141px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-GNGbzpbUCSA/TeytwCBpYFI/AAAAAAAADKs/K3CnAK_vbSQ/s320/Temolo1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615053876113268818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COME RICONOSCERLO:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Corpo affusolato lievemente compresso lateralmente.&lt;br /&gt;Colorazione assai variabile, grigio – verde sul dorso, mentre i fianchi sono argentei o anche con riflessi dorati, rare piccole chiazze nere fra le pinne anali ed il capo, il ventre è bianco scaglie ben visibili.&lt;br /&gt;Testa piccola e appuntita, bocca piccola con labbro inferiore un po’ arretrato, pupilla ad angolo rivolto verso le narici come nei coregoni.&lt;br /&gt;Pinna dorsale lunga ed alta, grigia con sfumature violacee ed una serie di puntini neri, presenza della pinna dorsale adiposa (tipica dei salmonidi).&lt;br /&gt;Può raggiungere i 60 centimetri ed i 3 chili di peso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-AJSQt38BmKw/TeytnL7Nv3I/AAAAAAAADKk/5m9Zidq7U4c/s1600/P%25C3%25A9nzes%2Bp%25C3%25A9r.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 188px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-AJSQt38BmKw/TeytnL7Nv3I/AAAAAAAADKk/5m9Zidq7U4c/s320/P%25C3%25A9nzes%2Bp%25C3%25A9r.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615053724151824242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-7851311242598490152?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/7851311242598490152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=7851311242598490152' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7851311242598490152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7851311242598490152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/07/il-temolo.html' title='IL  TEMOLO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-UaszhfESsCA/Teyt17xIstI/AAAAAAAADK0/sbanGepU3WQ/s72-c/temolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1733176396899424321</id><published>2011-07-11T06:52:00.000+02:00</published><updated>2011-07-11T06:52:00.998+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (6)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-dqGIlUfz4dw/Tei9QJb40VI/AAAAAAAADKc/3Joi89eA2sg/s1600/russia4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-dqGIlUfz4dw/Tei9QJb40VI/AAAAAAAADKc/3Joi89eA2sg/s320/russia4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613945020625768786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli Ugro-Finni sono rappresentati oggi dai Nenci, presenti in un’area compresa tra la penisola di Kola e quella di Jamal; come i Sami, sono principalmente allevatori di renne, che utilizzano anche come mezzo di trasporto. Allo stesso gruppo razziale appartengono i Komi, insiedati a Ovest degli Urali, mentre Voguli e Ostiachi vivono a Est della stessa catena montuosa, lontano dal litorale artico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-oqIfm5mNl6o/Tei9LnCWu2I/AAAAAAAADKU/4PVODhqaoz0/s1600/russia2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-oqIfm5mNl6o/Tei9LnCWu2I/AAAAAAAADKU/4PVODhqaoz0/s320/russia2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613944942672395106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulla costa, avanzando ulteriormente verso Est, i Samoiedi popolano le fredde terre fino alla Penisola di Tajmyr. Più all’interno vivono gli Evenki, di stirpe Tunguso-Manciù, mentre l’ampia area che comprende i bacini dei fiumi Olenk, Lena e Indigirka e al parte orientale dell’altopiano centrale siberiano, è occupata dagli Eveni e dagli Jakuti, che parlano una lingua di origine turca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-rOWipOsiS9c/Tei9GwZaf-I/AAAAAAAADKM/eirkpoJdWqw/s1600/nenets.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-rOWipOsiS9c/Tei9GwZaf-I/AAAAAAAADKM/eirkpoJdWqw/s320/nenets.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613944859285684194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Est della Jakuzia sono insediati i popoli paleoasitici e cioè gli Jukaghiri, i Ciukci, i Korjaki e gli Itelme mescolati ai Nenci, popolo di origine Ugro-finnica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-7B2GLBzJmXY/Tei9C7LlTwI/AAAAAAAADKE/nAe8DYaySF0/s1600/ChrisLinder_IndigenousCulturesWinner_lg.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-7B2GLBzJmXY/Tei9C7LlTwI/AAAAAAAADKE/nAe8DYaySF0/s320/ChrisLinder_IndigenousCulturesWinner_lg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613944793460985602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1733176396899424321?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1733176396899424321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1733176396899424321' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1733176396899424321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1733176396899424321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/07/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-6.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (6)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-dqGIlUfz4dw/Tei9QJb40VI/AAAAAAAADKc/3Joi89eA2sg/s72-c/russia4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-876803126525992925</id><published>2011-07-07T06:44:00.000+02:00</published><updated>2011-07-07T06:44:00.987+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>LA LOCANDA DELL’ISOLA COMACINA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-D95A2_mD9-8/TdZGamYpKKI/AAAAAAAADIk/OTzdlxgv_50/s1600/isola-comacina-sagra.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 117px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-D95A2_mD9-8/TdZGamYpKKI/AAAAAAAADIk/OTzdlxgv_50/s320/isola-comacina-sagra.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608747808730982562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La maledizione risale al 1169, quando l’Isola Comacina fu rasa al suolo dai comaschi e Vidulfo, allora vescovo di Como, lanciò i suoi anatemi sul questa piccola isola nemica: “Non suoneranno più campane, non si metterà pietra su pietra, nessuno vi farà mai più l’oste, pena la morte violenta.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Svc1WxNc89A/TdZGW9MK_YI/AAAAAAAADIc/A7X1Qx7Rq8I/s1600/isola_comacina-m.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Svc1WxNc89A/TdZGW9MK_YI/AAAAAAAADIc/A7X1Qx7Rq8I/s320/isola_comacina-m.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608747746133212546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’isola venne a poco a poco abbandonata e nessun ristoratore osò contrastare il maleficio medioevale fino agli anni ’50 del secolo scorso, quando Lino Nessi – detto “Cotoletta” – decise di sfidare il destino. Nonostante la morte improvvisa dei suoi due soci, aprì la Locanda dell’Isola Comacina e si affidò ai consigli dello scrittore Francis Dale che gli suggerì un rito di esorcismo contro la maledizione di Vidulfo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-hqWdWJajYK0/TdZGRIfhoeI/AAAAAAAADIU/fPeV29tfDaA/s1600/139371_2262551_SF00000000_10839058_medium.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-hqWdWJajYK0/TdZGRIfhoeI/AAAAAAAADIU/fPeV29tfDaA/s320/139371_2262551_SF00000000_10839058_medium.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608747646087963106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da allora ogni pasto, che un menu unico con pochissime varianti ispirate agli ortaggi di stagione, si conclude con il “rito del fuoco” e con la preparazione di una miscela di acquavite, zucchero e caffè che viene offerta contemporaneamente a tutti gli ospiti accompagnata dal suono della campana. Una tradizione che l’attuale oste ha mantenuto inalterata, una simpatica esperienza che continua ad affascinare i numerosi turisti che visitano il Lario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-UxPpxECqO9A/TdZGOCIkQKI/AAAAAAAADIM/yWLUkGiJADA/s1600/locanda-dell-isola-comacina-20091214-103753.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 226px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-UxPpxECqO9A/TdZGOCIkQKI/AAAAAAAADIM/yWLUkGiJADA/s320/locanda-dell-isola-comacina-20091214-103753.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608747592841445538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-876803126525992925?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/876803126525992925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=876803126525992925' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/876803126525992925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/876803126525992925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/07/la-locanda-dellisola-comacina.html' title='LA LOCANDA DELL’ISOLA COMACINA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-D95A2_mD9-8/TdZGamYpKKI/AAAAAAAADIk/OTzdlxgv_50/s72-c/isola-comacina-sagra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2792500275081228427</id><published>2011-07-04T06:40:00.000+02:00</published><updated>2011-07-04T06:40:00.207+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - ATTREZZATURA'/><title type='text'>CANOA O KAYAK?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-ARfdMo1Hdo0/Tf8j6TbbOrI/AAAAAAAADL0/s_8C5260M88/s1600/inuit_in_kayak_by_iceberg_700-00187613.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ARfdMo1Hdo0/Tf8j6TbbOrI/AAAAAAAADL0/s_8C5260M88/s320/inuit_in_kayak_by_iceberg_700-00187613.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620250344536357554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il kayak, ideato e costruito dagli Inuit con pelli e tendini di animali e legname trovato alla deriva sulla spiaggia, viene impiegato ancora oggi per la navigazione e la caccia nei mari artici; lo scafo presenta una sagoma caratteristica ed inconfondibile per effetto delle parti estreme assottigliate e rivolte verso l’alto; la sua lunghezza si aggira intorno ai 5 metri e ben oltre, mentre la larghezza misurata sui fianchi varia intorno a 50 cm. I moderni kayak rispettando la sagoma originale, vengono realizzati con diverse fibre o miscela tra esse; hanno due o più gavoni stagni, cioè scompartimenti (gavoni) al di sotto della coperta (ponte anteriore e posteriore) con accesso dall’esterno, muniti di tappo a chiusura ermetica, utili otre che per dare volumi stagni ai fini della inaffondabilità del natante, soprattutto per riporre indumenti ed altro materiale necessario per la navigazione ed il campeggio. Sono dotati di deriva e anche di pompa di sentina per lo svuotamento dell’acqua. La pagaia per muovere il kayak ha due pale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-HCDKreRBiaI/Tf8j2tT6ApI/AAAAAAAADLs/ank25zKhA2g/s1600/canadese.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-HCDKreRBiaI/Tf8j2tT6ApI/AAAAAAAADLs/ank25zKhA2g/s320/canadese.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620250282764665490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La canoa ha origine tra gli Indiani del Nord America ed in Oceania per il trasporto di persone e merci. Pur differenziata in diversi tipi (canadese, indiana, polinesiana,  etc…) , è conosciuta più comunemente come Canadese, e si caratterizza per effetto del ponte completamente scoperto e per le estremità leggermente rivolte verso l’altro. Si adopera una pagaia con una sola pala stando inginocchiati o seduti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-aHUvtySGys4/Tf8jx4S5ysI/AAAAAAAADLk/DrmarYIk5u0/s1600/kayak.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-aHUvtySGys4/Tf8jx4S5ysI/AAAAAAAADLk/DrmarYIk5u0/s320/kayak.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620250199813900994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In punto di fatto con “canoa” si generalizza e si accomuna qualsiasi natante a pagaia della stessa “famiglia”, mentre l’evoluzione tecnica e storica classifica e riconosce ufficialmente le seguenti categorie di canoe:&lt;br /&gt;- Velocità (suddivisa in K= kayak e C= canadese)&lt;br /&gt;- Fluviale discesa e slalom (suddivise in K= kayak e C= canadese)&lt;br /&gt;- Polo&lt;br /&gt;-Altre (tra cui il Kayak Da Mare – sia per attività turistico-amatoriali che competitive come il trofeo Ocean Racing)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-3Ee-K9reTBQ/Tf8lkGatcjI/AAAAAAAADMQ/prQRdLb299I/s1600/P4250543.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-3Ee-K9reTBQ/Tf8lkGatcjI/AAAAAAAADMQ/prQRdLb299I/s320/P4250543.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620252162109829682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;.&lt;br /&gt;Testo liberamente tratto dal libro “A scuola di kayak” a cura di Arnaldo Bonazzi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2792500275081228427?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2792500275081228427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2792500275081228427' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2792500275081228427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2792500275081228427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/07/canoa-o-kayak.html' title='CANOA O KAYAK?'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ARfdMo1Hdo0/Tf8j6TbbOrI/AAAAAAAADL0/s_8C5260M88/s72-c/inuit_in_kayak_by_iceberg_700-00187613.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8845079239107724279</id><published>2011-06-30T06:29:00.000+02:00</published><updated>2011-06-30T06:29:00.579+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBRI'/><title type='text'>LIBRI FOTOGRAFICI DI UGO PONS SALABELLE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ugo Pons Salabelle è fotografo professionista specializzato in advertising ed editoria d’arte, docente di fotografia presso l’Istituto superiore di comunicazione ILAS e presso la II Università di Napoli. Dopo una lunga esperienza nel mondo del windsurf si dedica al kayak da mare e pagaiando realizza un po’ di foto che sono oggi pubblicate su questi due stupendi libri fotografici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-2jaNyXQ3nEU/TWeS82P7vLI/AAAAAAAAC-8/9yHxJjiGJRc/s1600/libro%2Bcampi%2Bflegrei.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-2jaNyXQ3nEU/TWeS82P7vLI/AAAAAAAAC-8/9yHxJjiGJRc/s320/libro%2Bcampi%2Bflegrei.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577588237573799090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-So0WIaUrSMM/TWeS5PepWuI/AAAAAAAAC-0/UDYY7Wu16w4/s1600/liibro%2Bsulla%2Bvia%2Bdell%2527acqua%2Bche%2Bscorre.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 318px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-So0WIaUrSMM/TWeS5PepWuI/AAAAAAAAC-0/UDYY7Wu16w4/s320/liibro%2Bsulla%2Bvia%2Bdell%2527acqua%2Bche%2Bscorre.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577588175626918626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;TITOLI: Campi Flegrei e Procida dal mare &amp;amp;  Sulla via dell'acqua che scorre&lt;br /&gt;AUTORE: Ugo Pons Salabelle&lt;br /&gt;EDITORE: http://www.blurb.com&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8845079239107724279?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8845079239107724279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8845079239107724279' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8845079239107724279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8845079239107724279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/06/libri-fotografici-di-ugo-pons-salabelle.html' title='LIBRI FOTOGRAFICI DI UGO PONS SALABELLE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-2jaNyXQ3nEU/TWeS82P7vLI/AAAAAAAAC-8/9yHxJjiGJRc/s72-c/libro%2Bcampi%2Bflegrei.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6617711936095544549</id><published>2011-06-27T06:46:00.000+02:00</published><updated>2011-06-27T06:46:00.095+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>LA TROTA LACUSTRE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-O-TvHyl9Z8A/Td-BcGTfshI/AAAAAAAADJY/WlO2mvgpkJY/s1600/trota.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 131px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-O-TvHyl9Z8A/Td-BcGTfshI/AAAAAAAADJY/WlO2mvgpkJY/s320/trota.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611345980455629330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vive nella maggior parte dei laghi europei. Non è ancora chiaro se questo salmonide, un tempo diffuso sul Lario, sia una specie a sé, o un adattamento all’ambiente lacustre da parte della Trota marmorata che un tempo risaliva dall’Adda. Questa specie è in forte contrazione se non estinta. Le cause della sua scomparsa sono prevalentemente da attribuirsi: ad alterazioni degli habitat dovuti alla presenza di sbarramenti invalicabili, dighe e briglie, che rendono impossibile a questa specie il raggiungimento sia del Lario, che degli areali di frega costituiti dai fondali ghiaiosi dei tributari al lago; alla riduzione della disponibilità di prede (alborelle); alla competizione per il cibo esercitata nel Lario dalla Trota fario che è migrata nel lago a causa di eccessivi ripopolamenti effettuati nei torrenti;  alla possibile ibridazione fra questa specie e la Trota fario. La sua presenza nel Lario non è certa: può capitare di catturare trote con le caratteristiche della lacustre, ma esse deriverebbero da trote fario provenienti dai torrenti tributari al lago, che dopo un certo periodo di permanenza, assumono le caratteristiche della lacustre. Ne è la prova che da ormai parecchi anni non si catturano trote che superino i 7 – 8 Kg., peso limite raggiungibile dalla Trota fario. Si sta cercando di reintrodurre questa specie tramite ripopolamenti ed intervenendo sugli sbarramenti invalicabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-tlougLe9olg/Td-BWZ8qhUI/AAAAAAAADJQ/Ykf32Dln0-8/s1600/salmo_trutta_lacustris.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 146px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-tlougLe9olg/Td-BWZ8qhUI/AAAAAAAADJQ/Ykf32Dln0-8/s320/salmo_trutta_lacustris.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611345882649363778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;COME RICONOSCERLA:&lt;br /&gt;Corpo slanciato con tendenza a divenire tozzo e massiccio negli individui adulti.&lt;br /&gt;Colorazione grigio – azzurro sul dorso, mentre i fianchi sono argentei e molto ricchi di piccole macchie nere a forma di x, il ventre è bianco.&lt;br /&gt;Testa grande e robusta, bocca ampia e munita di denti aguzzi anche su lingua e palato.&lt;br /&gt;Pinne grigie, presenza della pinna dorsale adiposa (tipica dei salmonidi).&lt;br /&gt;Può raggiungere e superare il metro di lunghezza ed i 20 chili di peso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-QSBxwNNy4k8/Td-BRvr27DI/AAAAAAAADJI/XAD8_mBlD0U/s1600/image165.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 177px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-QSBxwNNy4k8/Td-BRvr27DI/AAAAAAAADJI/XAD8_mBlD0U/s320/image165.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611345802585107506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6617711936095544549?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6617711936095544549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6617711936095544549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6617711936095544549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6617711936095544549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/06/la-trota-lacustre.html' title='LA TROTA LACUSTRE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-O-TvHyl9Z8A/Td-BcGTfshI/AAAAAAAADJY/WlO2mvgpkJY/s72-c/trota.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-7178244180756745611</id><published>2011-06-23T06:45:00.000+02:00</published><updated>2011-06-23T06:45:00.184+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (5)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-5uz3gqkVmTM/TduMoIN0m7I/AAAAAAAADJA/IOUcdrKVhIM/s1600/screen-shot-2011-01-12-at-11-55-50.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 208px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-5uz3gqkVmTM/TduMoIN0m7I/AAAAAAAADJA/IOUcdrKVhIM/s320/screen-shot-2011-01-12-at-11-55-50.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610232381848198066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le regioni più settentrionali della Norvegia sono il regno incontrastato dei Sami. I Sami sono i veri signori del Grande Nord. Nomadi da sempre, hanno legato il proprio sostentamento alle renne, che erano la loro principale fonte di ricchezza fino a pochi anni fa. Oggi il popolo Sami, le cui tribù vivono nelle regioni artiche di Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia, hanno loro rappresentanti in Parlamento, una loro radio, giornali e periodici. La lingua Sami appartiene infatti a un ceppo completamente diverso dagli altri idiomi scandinavi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-nihi1Wqpj78/TduMgVdXjaI/AAAAAAAADI0/8YlfNfyvt3s/s1600/3392025128_a094371a97.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 223px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-nihi1Wqpj78/TduMgVdXjaI/AAAAAAAADI0/8YlfNfyvt3s/s320/3392025128_a094371a97.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610232247964110242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tipico abito maschile Sami è costituito da una pesante tunica blu, adornata di fasce rosse e passamanerie colorate, stretta in vita da una cintura e indossata sopra calzoni di renna; quello femminile di differenzia per essere più lungo e svasato, ingentilito da uno scialle a frange. Mentre le calzature sono sostanzialmente le stesse, la foggia dei copricapi, soprattutto quelli maschili, cambia da tribù a tribù.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-y8nRlvLFWdY/TduMcRiF9cI/AAAAAAAADIs/JDDwyrUluj8/s1600/95895-050-C63C9839.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 210px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-y8nRlvLFWdY/TduMcRiF9cI/AAAAAAAADIs/JDDwyrUluj8/s320/95895-050-C63C9839.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610232178190710210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-7178244180756745611?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/7178244180756745611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=7178244180756745611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7178244180756745611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7178244180756745611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/06/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-5.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (5)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5uz3gqkVmTM/TduMoIN0m7I/AAAAAAAADJA/IOUcdrKVhIM/s72-c/screen-shot-2011-01-12-at-11-55-50.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1521424007188853493</id><published>2011-06-20T06:22:00.001+02:00</published><updated>2011-06-20T06:22:00.987+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>IL PONTE DI OLGINATE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-ZqZdePyjP5o/TeNwKU6UT5I/AAAAAAAADJ4/Lp0we8jSWgk/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZqZdePyjP5o/TeNwKU6UT5I/AAAAAAAADJ4/Lp0we8jSWgk/s320/1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612452883348082578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già al tempo dei Romani vi era la presenza di un ponte che serviva la direttrici Lecco-Milano e Bergamo-Como. Esso sfruttava il naturale restringimento del corso dell’acqua creato dai sedimenti trasportati sui lati opposti dai torrenti Gallavesa ed Aspide. Distrutto in età barbarica ne rimane una arcata superstite nei giardini di Villa Carmen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-F4qpVSeB2Jk/TeNwHMe92pI/AAAAAAAADJw/-sTRjTyZR_E/s1600/2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 192px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-F4qpVSeB2Jk/TeNwHMe92pI/AAAAAAAADJw/-sTRjTyZR_E/s320/2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612452829546273426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il collegamento tra le due sponde fu mantenuto poi in età medioevale da chiatte e dal traghetto che partivano dal Porto di Olginate collocato nei pressi dell’odierna Piazza Garibaldi. Nel 1909 iniziò la costruzione del Nuovo Ponte Vittorio Emanuele III° che si concluse due anni dopo con il Direttore Lavori che accusava l’impresa realizzatrice della non corretta esecuzione dell’opera.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-KsLwLDQKnhg/TeNwDdSukwI/AAAAAAAADJo/wlv75GB1Iu0/s1600/3.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-KsLwLDQKnhg/TeNwDdSukwI/AAAAAAAADJo/wlv75GB1Iu0/s320/3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612452765338866434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I cedimenti iniziarono subito, il ponte resistette fino al 1925 quando fu demolito. Nel 1927 sfruttando un finanziamento per l’anniversario della marcia su Roma fu collocato l’attuale ponte in ferro, posato sui pilastri esistenti a cui seguirono negli anni svariate modifiche e ampliamenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Fwx7v4XEBHU/TeNv-nCLeiI/AAAAAAAADJg/fbRA0tg2OFs/s1600/4.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Fwx7v4XEBHU/TeNv-nCLeiI/AAAAAAAADJg/fbRA0tg2OFs/s320/4.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612452682054466082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testo di Luis (Inuit del Lario).&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1521424007188853493?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1521424007188853493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1521424007188853493' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1521424007188853493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1521424007188853493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/06/il-ponte-di-olginate.html' title='IL PONTE DI OLGINATE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZqZdePyjP5o/TeNwKU6UT5I/AAAAAAAADJ4/Lp0we8jSWgk/s72-c/1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4307748190819782231</id><published>2011-06-16T06:47:00.000+02:00</published><updated>2011-06-16T06:47:00.472+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - ATTREZZATURA'/><title type='text'>VESTIRSI ADEGUATAMENTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-byvloy98xVI/TZRcGJUJ_zI/AAAAAAAADDU/sOA4n_FVLNY/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-byvloy98xVI/TZRcGJUJ_zI/AAAAAAAADDU/sOA4n_FVLNY/s320/1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590194298123058994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’abbigliamento tecnico del kayaker deve essere sempre adeguato alle situazioni ambientali e meteorologiche. I problemi possono essere dovuti al freddo e al vento, ma anche al caldo e al sole; spesso le situazioni più difficili si hanno quando sbarchiamo a riva per fare una pausa, ed è quindi necessario avere dei ricambi pronti, caldi e asciutti. Per capire come e quanto vestirsi, è importante sapere che il corpo umano emana calore quando compie uno sforzo fisico: quindi è buona norma non sentire caldo già in partenza, in quanto sudare quando l’aria è fredda è pericoloso. Chi affronta le prime esperienze di navigazione in kayak dovrebbe farlo in condizioni ambientali facili e confortevoli. Se questo non fosse possibile, bisogna adottare un abbigliamento adeguato per navigare in tutta sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-5JcPsGCOwa8/TZRcDaTSEyI/AAAAAAAADDM/xTSGQs3QyfI/s1600/2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-5JcPsGCOwa8/TZRcDaTSEyI/AAAAAAAADDM/xTSGQs3QyfI/s320/2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590194251143189282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisognerà sempre portare con sé, durante le nostre escursioni estive, un paio di occhiali da sole, una borraccia, un cappellino con visiera, la crema solare, una maglietta di ricambio e anche una giacca d’acqua leggera nel caso in cui  arrivi un temporale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-nrtNGmWNfR0/TZRcABZgN0I/AAAAAAAADDE/k0uJ4xXonPY/s1600/3.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-nrtNGmWNfR0/TZRcABZgN0I/AAAAAAAADDE/k0uJ4xXonPY/s320/3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590194192918787906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante la stagione invernale ovviamente dovremo indossare una muta e una giacca d’acqua pesante e tenere ben calde le estremità del nostro corpo: i piedi, la testa e soprattutto le mani che sono a contatto diretto con l’acqua ed esposte al potere di raffreddamento del vento. Cappello, calzari in neoprene, guanti o manopole sono quindi necessarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-MJ4iBE5oNds/TZRb9g3gvsI/AAAAAAAADC8/tvU9UAOBT_0/s1600/4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-MJ4iBE5oNds/TZRb9g3gvsI/AAAAAAAADC8/tvU9UAOBT_0/s320/4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590194149826543298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4307748190819782231?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4307748190819782231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4307748190819782231' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4307748190819782231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4307748190819782231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/06/vestirsi-adeguatamente.html' title='VESTIRSI ADEGUATAMENTE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-byvloy98xVI/TZRcGJUJ_zI/AAAAAAAADDU/sOA4n_FVLNY/s72-c/1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4155384201705893900</id><published>2011-06-13T06:51:00.000+02:00</published><updated>2011-06-13T06:51:00.843+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBRI'/><title type='text'>LIBRI – L’ISOLA, IL SANTO GRAAL SUL LARIO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-5IamNG7_G8c/TVkXTHh2ZOI/AAAAAAAAC78/2jPVaDA-f3k/s1600/isola_big.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 218px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-5IamNG7_G8c/TVkXTHh2ZOI/AAAAAAAAC78/2jPVaDA-f3k/s320/isola_big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573511631053677794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'anno 569 dell'era cristiana i Longobardi passano le Alpi e occupano rapidamente l'Italia settentrionale, sottraendola al controllo dell'impero bizantino. Tutta? Non proprio. Dal suo quartier generale posto sull'Isola Comacina il generale Francione tiene alta ancora a lungo sul Lario la bandiera dell'impero, resistendo tenacemente agli assalti dei Longobardi. Ne "L'Isola" si narrano gli eventi ordinari, la vita quotidiana sul Lario assediato; ma anche eventi insoliti, come l'arrivo di un sacerdote britannico che reca con sé una misteriosa reliquia. Questa reliquia non è altro che il Sacro Calice, oggi noto come il Santo Graal, le cui vicende si snodano tra l'Isola, Piona e i monti che fanno corona al lago, fino a una conclusione sorprendente e inattesa.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;TITOLO: L’isola, il Santo Graal sul Lario&lt;br /&gt;AUTORE: Giovanni Galli&lt;br /&gt;EDITORE: Editrice Lariologo&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4155384201705893900?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4155384201705893900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4155384201705893900' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4155384201705893900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4155384201705893900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/06/libri-lisola-il-santo-graal-sul-lario.html' title='LIBRI – L’ISOLA, IL SANTO GRAAL SUL LARIO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5IamNG7_G8c/TVkXTHh2ZOI/AAAAAAAAC78/2jPVaDA-f3k/s72-c/isola_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8306966825162561334</id><published>2011-06-09T06:34:00.000+02:00</published><updated>2011-06-09T06:34:00.855+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>IL SALMERINO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-pHFO9DkoXD4/TbAIkNFNaRI/AAAAAAAADFA/o0O16C5ZlLE/s1600/Arctic%252BChar%252Bunder%252Bwater%252B%2528Salvelinus%252Balpinus%2529%252B81959.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-pHFO9DkoXD4/TbAIkNFNaRI/AAAAAAAADFA/o0O16C5ZlLE/s320/Arctic%252BChar%252Bunder%252Bwater%252B%2528Salvelinus%252Balpinus%2529%252B81959.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597983754901350674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tipico della regione Circumpolare è diffuso anche in molti bacini dell’Europa continentale, dell’Asia e dell’America settentrionale. In Italia è presente in alcuni laghi alpini, anche oltre i 2.500 metri. Le popolazioni nordiche vivono in mare e risalgono i fiumi per la riproduzione (specie anadrome). Nel Lario non era presente fino agli anni ‘30 quando vennero immessi alcuni soggetti provenienti dal lago Svizzero di Zug. Tuttavia la sua presenza venne registrata solo dopo alcuni anni, poiché il salmerino alpino è una specie a bassa prolificità che inoltre risente della competizione con altri salmonidi e della predazione delle uova (grosse e vistose) operata da anguille e bottatrici. Contrariamente a quanto si ritiene, il salmerino alpino è una specie che vive solo nei laghi, si nutre di invertebrati, plancton e piccoli pesci. Questa specie vive ad elevate profondità. Nei torrenti alpini è presente anche un altra specie, molto simile al salmerino alpino, il salmerino di fonte (Salvelinus fontinalis). È una specie alloctona di provenienza nord americana che non si riproduce nelle acque della Provincia di Lecco che pertanto proviene dalla presenza accidentale di alcuni individui nel materiale da ripopolamento. Il salmerino alpino può essere confuso solo con il salmerino di fonte, dal quale si distingue per l’assenza di una banda nera che si trova all’interno della bordatura bianca che percorre il primo raggio delle pinne pettorali e ventrali.  Il salmerino alpino nel territorio provinciale è presente solo nel Lario ad elevate profondità, nel lago di Sasso e nei laghi di Deleguaggio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-_7Pmk-westo/TbAIgXql3fI/AAAAAAAADE4/HLArWN67Sqc/s1600/salmerinoalpino1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 216px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_7Pmk-westo/TbAIgXql3fI/AAAAAAAADE4/HLArWN67Sqc/s320/salmerinoalpino1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597983689023020530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;COME RICONOSCERLO:&lt;br /&gt;Corpo affusolato lievemente compresso lateralmente.&lt;br /&gt;Colorazione assai variabile, grigio – verde sul dorso, mentre i fianchi sono più chiari con chiazze bianco gallastre (rare o assenti in alcuni ambienti), la zona compresa fra i fianchi ed il ventre è più o meno rossa mentre la parte centrale del ventre è bianca durante l’epoca riproduttiva nel maschio la colorazione diviene più sgargiante.&lt;br /&gt;Testa relativamente piccola e conica con occhi grandi, bocca posta appena sotto l’estremità del muso.&lt;br /&gt;Pinna dorsale grigia, pinne pettorali, ventrali e anale di color arancio bordate di bianco, presenza della pinna dorsale adiposa (tipica dei salmonidi).&lt;br /&gt;Scaglie molto piccole.&lt;br /&gt;Può raggiungere i 60 centimetri ed i 4 chili di peso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-5dOtT5qSBYk/TbAIafuFGgI/AAAAAAAADEw/dXJVikTc2W4/s1600/arctic%2Bchar.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 99px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-5dOtT5qSBYk/TbAIafuFGgI/AAAAAAAADEw/dXJVikTc2W4/s320/arctic%2Bchar.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597983588105918978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8306966825162561334?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8306966825162561334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8306966825162561334' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8306966825162561334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8306966825162561334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/06/il-salmerino.html' title='IL SALMERINO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-pHFO9DkoXD4/TbAIkNFNaRI/AAAAAAAADFA/o0O16C5ZlLE/s72-c/Arctic%252BChar%252Bunder%252Bwater%252B%2528Salvelinus%252Balpinus%2529%252B81959.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-925336809858846052</id><published>2011-06-06T06:20:00.000+02:00</published><updated>2011-06-06T06:20:00.418+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (4)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-OegiJbOtado/TdTvVoe-jbI/AAAAAAAADIE/87mke0ngR8A/s1600/Mappa%2Bdella%2BLapponi.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-OegiJbOtado/TdTvVoe-jbI/AAAAAAAADIE/87mke0ngR8A/s320/Mappa%2Bdella%2BLapponi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608370590906748338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli abitanti della Siberia possono essere raggruppati in cinque gruppi principali, per convenzione indicati come razze: 1) I Sami; 2) gli Ugro-Finni; 3) i Tungusi-Manciù; 4) i Turchi-Jakuti; 5) i Paleoasiatici. E’ stato stabilito che i Tungusi-Manciù e i Turchi-Jakuti sono stati i più recenti invasori della fascia artica; gli Ugro-Finni e i Paleoasiatici (quest’ultimo gruppo comprende anche gli Inuit) sono di più antico insediamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-gRVD5Y2mR7s/TdTvOXCjPeI/AAAAAAAADH8/0Qp4mUbRztE/s1600/sweden-sami-hut.jpg_2092326501.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 211px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-gRVD5Y2mR7s/TdTvOXCjPeI/AAAAAAAADH8/0Qp4mUbRztE/s320/sweden-sami-hut.jpg_2092326501.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608370465965030882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Sami (detti impropriamente Lapponi), che utilizzano una lingua del tipo ugro-finnico, tuttavia parlata in modo diverso, avendo perso il carattere agglutinante tipico di queste lingue, costituiscono un mistero a parte. I Sami, sebbene siano insediati nei territori nazionali norvegesi, svedesi e finlandesi (solo un esiguo gruppo risiede nella penisola di Kola ed è soggetto alle autorità russe), hanno conservato un’ammirevole unità culturale che coltivano con passione. La loro vita oggi è meno dura di quella del passato ma è comunque condizionata dal clima polare e dalle insidie di un territorio vasto e semidesertico. Ecco perché i Sami, quando non sono impegnati a misurarsi con le grandi distanze e con gli elementi naturali, cercano di fare di ogni momento di pausa un’occasione di divertimento e di scambio sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-K4Rhmbp0xFQ/TdTvJtr8vPI/AAAAAAAADH0/IWHFG4Ynrbo/s1600/sami-farmer.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 225px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-K4Rhmbp0xFQ/TdTvJtr8vPI/AAAAAAAADH0/IWHFG4Ynrbo/s320/sami-farmer.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608370386144902386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono famose le riunioni di primavera durante le feste di Pasqua, quando intere famiglie si mettono in viaggio per portare ai mercati i prodotti finiti e acquistare materie prime e attrezzi. Gruppi rimasti separati anche per anni si incontrano e festeggiano l’avvenimento; l’occasione è propizia per celebrare matrimoni e definire questioni patrimoniali. Durante queste riunioni, si disputano gare sportive e prove di abilità, come le spericolata corsa con gli sci al traino di renne appositamente addestrate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-OL_-gs7ADcg/TdTvDfyZ8FI/AAAAAAAADHs/T_VDEyyokMM/s1600/sami%2Band%2Breindeer.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 237px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-OL_-gs7ADcg/TdTvDfyZ8FI/AAAAAAAADHs/T_VDEyyokMM/s320/sami%2Band%2Breindeer.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608370279334670418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-925336809858846052?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/925336809858846052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=925336809858846052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/925336809858846052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/925336809858846052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/06/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-4.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (4)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-OegiJbOtado/TdTvVoe-jbI/AAAAAAAADIE/87mke0ngR8A/s72-c/Mappa%2Bdella%2BLapponi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8447977101831447987</id><published>2011-06-02T06:16:00.000+02:00</published><updated>2011-06-02T06:16:00.421+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (quinta parte)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-4NqQ5Ay_ZRs/TV1KDrVkFgI/AAAAAAAAC-M/tj2tAldqEBg/s1600/4%2Bgrignone.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 142px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4NqQ5Ay_ZRs/TV1KDrVkFgI/AAAAAAAAC-M/tj2tAldqEBg/s320/4%2Bgrignone.jpg" alt="Grigna settentrionale" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574693340787774978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ramo di Lecco offre, invece, un panorama più aspro reso suggestivo dalla presenza del Grignone (2410 m), dalla Grignetta (2184 m), vetta di origine dolomitica, e dal Moregallo (1276 m) che, a livello del lago, determina la formazione di suggestive calette ed insenature. Oltre agli scorci prensenti “in quel ramo del Lago di Como, che volge a mezzogiorno”, si aprono anche varchi naturali, come la sorgente di Fiumelatte, descritta da Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico, e l’impressionante Orrido di Bellano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-6Sbla35GSXw/TV1KAaIZYkI/AAAAAAAAC-E/lS96hR78Pe8/s1600/3%2Bmezzola.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 181px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-6Sbla35GSXw/TV1KAaIZYkI/AAAAAAAAC-E/lS96hR78Pe8/s320/3%2Bmezzola.jpg" alt="lago di Mezzola" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574693284629537346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulla sponda orientale del ramo di Colico è presente un piccolo golfo incavato, quasi sembrare uno specchio d’acqua a sé, chiamato Laghetto di Piona; quest’ultimo fa da cornice all’omonima abbazia cistercense che sorge in prossimità delle sue rive. Altre zone da visitare con il kayak sono la riserva naturale del Lago di Mezzola (all’estremo Nord del Lario) e il lago di Garlate (a Sud della Città di Lecco) che fa parte del Parco dell’Adda Nord e la costa che va da Bellagio a Valmadrera (ramo di Lecco).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Y9B7EM1cP9k/TV1J8G_-F8I/AAAAAAAAC98/J86r0zzr6gk/s1600/2%2Bpiona.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Y9B7EM1cP9k/TV1J8G_-F8I/AAAAAAAAC98/J86r0zzr6gk/s320/2%2Bpiona.jpg" alt="laghetto di Piona" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574693210774443970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CARATTERISTICHE GENERALI DEL LARIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altitudine 198 m slm&lt;br /&gt;Area 146 km2&lt;br /&gt;Sviluppo costiero 170 km&lt;br /&gt;Larghezza massima 4,4 km&lt;br /&gt;Lunghezza massima 46 km&lt;br /&gt;Volume 23 km3&lt;br /&gt;Profondità massima 418 m&lt;br /&gt;Profondità media 150 m&lt;br /&gt;Superficie del bacino di drenaggio 4500 km2&lt;br /&gt;Acqua scaricata attraverso l’emissario 158,3 m3 al sec.&lt;br /&gt;Numero immissari 37&lt;br /&gt;Numero emissari 1&lt;br /&gt;Tempo di ricambio completo dell’acqua 4,5 anni &lt;br /&gt;Temperatura min/max 5-6°C/23-24°C &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-m4azI2bqK1s/TV1J4DCmsPI/AAAAAAAAC90/lV8BS5ytyWQ/s1600/1%2Bcartina.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 250px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-m4azI2bqK1s/TV1J4DCmsPI/AAAAAAAAC90/lV8BS5ytyWQ/s320/1%2Bcartina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574693140992274674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8447977101831447987?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8447977101831447987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8447977101831447987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8447977101831447987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8447977101831447987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/06/navigare-in-kayak-da-mare-sul-lario.html' title='NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (quinta parte)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4NqQ5Ay_ZRs/TV1KDrVkFgI/AAAAAAAAC-M/tj2tAldqEBg/s72-c/4%2Bgrignone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6963796371094020425</id><published>2011-05-30T06:09:00.001+02:00</published><updated>2011-05-31T12:46:17.705+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - ATTREZZATURA'/><title type='text'>IL PARASPRUZZI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-8q3_83tDqXE/TYd47ym4y-I/AAAAAAAADB8/4gRDrF-ehOk/s1600/4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 304px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-8q3_83tDqXE/TYd47ym4y-I/AAAAAAAADB8/4gRDrF-ehOk/s320/4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586566831368883170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’utilizzo del paraspruzzi permette al kayaker di diventare un tutt’uno con il kayak, e soprattutto, di non far entrare acqua all’interno del pozzetto. Ai principianti, soprattutto per le prime volte, però può dare un senso di claustrofobia e si può evitare di indossarlo. E’ comunque un’attrezzatura importante: quando avrete superato le eventuali prime titubanze, vi farà sentire “ più sul kayak”… e finirete con l’indossarlo sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-zZugv-X4x5M/TYd4uzUEmQI/AAAAAAAADBs/t7P44sIYc9Y/s1600/3.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zZugv-X4x5M/TYd4uzUEmQI/AAAAAAAADBs/t7P44sIYc9Y/s320/3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586566608220100866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Deve essere dotato di una maniglia di sgancio adeguata che possa essere facilmente azionabile sia in assetto normale che capovolti. Sul suo perimetro esterno c’è un elastico che permette di fissare il paraspruzzi al pozzetto del kayak. Questa operazione può sembrare laboriosa le prime volte: fissate prima la parte posteriore, poi la parte all’altezza dei fianchi, tenete premuto l’elastico con i gomiti e con le mani tirate la parte anteriore per chiudere ermeticamente il kayak. Ricordatevi di lasciare esternamente la maniglia di sgancio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-uxziorilpjk/TYd4rccEzeI/AAAAAAAADBk/HgtRJRY-QQY/s1600/2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-uxziorilpjk/TYd4rccEzeI/AAAAAAAADBk/HgtRJRY-QQY/s320/2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586566550540045794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I paraspruzzi possono essere in nylon e in neoprene. Quelli in neoprene assicurano una migliore tenuta, sono caldi e il tubo, la parte stretta a contatto con il corpo, deve essere della giusta misura. Al contrario, in caso di caldo o nel caso in cui si preveda che più persone, anche di misure diverse, usino il medesimo paraspruzzi, è consigliabile utilizzarne uno in nylon. Va sempre indossato sotto la giacca d’acqua.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-fVM61TGwuqg/TYd4kfAoQSI/AAAAAAAADBc/ae4nB6WdAx0/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-fVM61TGwuqg/TYd4kfAoQSI/AAAAAAAADBc/ae4nB6WdAx0/s320/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586566430971150626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6963796371094020425?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6963796371094020425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6963796371094020425' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6963796371094020425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6963796371094020425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/05/il-paraspruzzi.html' title='IL PARASPRUZZI'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8q3_83tDqXE/TYd47ym4y-I/AAAAAAAADB8/4gRDrF-ehOk/s72-c/4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6417756974665535871</id><published>2011-05-26T06:48:00.000+02:00</published><updated>2011-05-26T06:48:00.551+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBRI'/><title type='text'>LIBRI – IL LAGO DI COMO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-v69LgLn9fnQ/TX4Av2dq_6I/AAAAAAAADBM/zThuEQdrWJA/s1600/front_book.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-v69LgLn9fnQ/TX4Av2dq_6I/AAAAAAAADBM/zThuEQdrWJA/s320/front_book.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583901410059812770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ai piedi delle Alpi, tra la Svizzera e la Pianura Padana, si trova il Lago di Como circondato da meravigliose vallate dai paesaggi incantevoli. Il Lario, più comunemente lago di Como, è un lago Lombardo naturale di origine glaciale, collocato nei territori appartenenti alle province di Como e Lecco. In questo libro fotografico, gli autori Nicola Narciso e Stefano Berbenni, entrambi lariani e compagni di studio universitario, hanno voluto immortalare con la loro macchina fotografica scene e paesaggi del loro amato lago.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;TITOLO: Il lago di Como&lt;br /&gt;AUTURI: Narciso Nicola e Berbenni Stefano&lt;br /&gt;EDITORE: http://www.blurb.com/&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6417756974665535871?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6417756974665535871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6417756974665535871' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6417756974665535871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6417756974665535871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/05/libri-il-lago-di-como.html' title='LIBRI – IL LAGO DI COMO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-v69LgLn9fnQ/TX4Av2dq_6I/AAAAAAAADBM/zThuEQdrWJA/s72-c/front_book.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1482390764598087522</id><published>2011-05-23T06:40:00.000+02:00</published><updated>2011-05-23T06:40:00.261+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>L’AIRONE BIANCO MAGGIORE, UN NUOVO OSPITE IN PALUDE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TS2TV0M0gHI/AAAAAAAAC4o/qU-5NZsrkmI/s1600/airone_bm08.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TS2TV0M0gHI/AAAAAAAAC4o/qU-5NZsrkmI/s320/airone_bm08.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561263117871382642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ un airone di grandi dimensioni appartenente all’ordine Ciconiiformes, famiglia Ardeidae. Il suo nome scientifico è Egretta Alba. Ha piumaggio interamente bianco candido, collo lungo e zampe lunghe e nere. Il becco è nero con base gialla in primavera, completamente giallo durante il resto dell’anno. In periodo riproduttivo ha penne ornamentali sul petto e sul dorso, le “aigrettes”, più lunghe di quelle di Garzetta. Se ne distingue per il colore del becco e delle zampe, oltre che per le dimensioni (apertura alare di 150 cm contro meno di 100). Vola con il collo retratto a “S” ma, da posato, ha portamento più eretto degli altri aironi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TS2TSv8EpNI/AAAAAAAAC4g/IV9FDEWCtKY/s1600/airone_bm06.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TS2TSv8EpNI/AAAAAAAAC4g/IV9FDEWCtKY/s320/airone_bm06.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561263065187787986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’habitat riproduttivo è costituito da zone umide di grande estensione, anche salmastre. Nidifica in colonie con nidi collocati tra le canne. Per l’alimentazione, costituita da pesci e insetti acquatici, utilizza zone aperte con acqua poco profonda. In inverno si osserva anche in ambienti agricoli di pianura con campi arati e rogge. A seconda del tipo di preda utilizza varie tecniche di caccia, tra le quali: caccia da “fermo”, camminando, caccia “in volo con tuffo in piedi”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TS2TO7NwVqI/AAAAAAAAC4Y/stfWHOljduc/s1600/airone_bm05.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 239px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TS2TO7NwVqI/AAAAAAAAC4Y/stfWHOljduc/s320/airone_bm05.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561262999495268002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si riproduce nelle vaste zone umide di tutta l’Europa sud orientale. L’areale riproduttivo è attualmente in espansione e recentemente si sono verificate riproduzioni in vari paesi dell’Europa occidentale, Italia compresa. Nel nostro Paese e in Lombardia, è svernante regolare, più abbondante nel Delta del Po e nelle regioni lagunari dell’alto Adriatico. La specie ha cominciato a nidificare recentemente anche in Italia, dove si contano attualmente qualche decina di coppie (in continua crescita) di cui diverse in Lombardia. Nella regione il numero dei soggetti svernanti supera il centinaio solo nelle paludi del mantovano. Grazie a questa recente colonizzazione, in una garzaia del pavese è stata accertata la contemporanea riproduzione di tutte le specie europee di aironi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TS2TLajN6XI/AAAAAAAAC4Q/iQsr3btoEhs/s1600/airone_bm01.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 265px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TS2TLajN6XI/AAAAAAAAC4Q/iQsr3btoEhs/s320/airone_bm01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561262939187308914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1482390764598087522?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1482390764598087522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1482390764598087522' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1482390764598087522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1482390764598087522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/05/lairone-bianco-maggiore-un-nuovo-ospite.html' title='L’AIRONE BIANCO MAGGIORE, UN NUOVO OSPITE IN PALUDE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TS2TV0M0gHI/AAAAAAAAC4o/qU-5NZsrkmI/s72-c/airone_bm08.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1491894846748286765</id><published>2011-05-19T06:50:00.000+02:00</published><updated>2011-05-19T06:50:00.197+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (3)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-aFI-McE9J8I/TXTHVOemYwI/AAAAAAAADBE/txdYIKkqNlI/s1600/800px-Russia_87.74494E_66.20034N.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-aFI-McE9J8I/TXTHVOemYwI/AAAAAAAADBE/txdYIKkqNlI/s320/800px-Russia_87.74494E_66.20034N.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581305005696508674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La suddivisione dei popoli artici della fascia euroasiatica è assai complessa, poiché popoli diversi convivono negli stessi territori, gli insediamenti non hanno mai un’organizzazione unitaria, tanto da potersi definire una nazione e inoltre alcune popolazioni si sono stabilite in più punti della fascia artica. A distanza di pochi chilometri, vivono abitanti i quali ignorano totalmente la lingua dei vicini: questo plurisecolare isolamento non ha consentito quindi alle popolazioni artiche di coalizzarsi per opporsi agli invasori, che conquistarono l’intero territorio siberiano fra il 1583 e il 1642, raggiungendo la costa nordoccidentale del Pacifico. Quello dei Ciukci fu l’ultimo popolo che, grazie al coraggio e alla dedizione alla loro terra, seppe resistere alla dominazione dello zar, difendendo il terreno palmo a palmo e sottraendosi agli scontri diretti grazie a una straordinaria mobilità, dovuta alla maestria nell’uso di cani e slitte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Z7vcDXRTaJg/TXTHQj0De_I/AAAAAAAADA8/mJ381OyJg8A/s1600/russia421.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 232px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Z7vcDXRTaJg/TXTHQj0De_I/AAAAAAAADA8/mJ381OyJg8A/s320/russia421.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581304925524294642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ comunque da riconoscere che, malgrado i metodi brutali di sopraffazione e di sfruttamento delle popolazioni native, i Russi ebbero un merito a fronte di popoli tanto eterogenei: una nuova lingua, quella russa, fu gradualmente usata dai nuovi sudditi, che poterono così intendersi attraverso una nuova lingua comune, così come la lingua inglese ha fornito all’India un mezzo di comunicazione tra le tante etnie che parlavamo mille diversi dialetti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-6Cperu_-BGU/TXTHJ7irE3I/AAAAAAAADA0/e9h2kCexfys/s1600/IH024760.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 233px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-6Cperu_-BGU/TXTHJ7irE3I/AAAAAAAADA0/e9h2kCexfys/s320/IH024760.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581304811634758514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi è infine da ricordare un altro aspetto storico spesso ignorato dai libri: già nel 1600 la Siberia rappresentava una terra di confine e di esilio politico, dove spesso il numero dei deportati superava quello della popolazione locale. Alcuni prigionieri che riuscivano a fuggire, addentrandosi nei territori quasi inesplorati, talvolta trovavano rifugio nei villaggi. I risultati di ricerche, resi noti in epoca post-sovietica, dimostrano che nel lungo periodo di deportazione in Siberia si verificarono migliaia di incroci tra gli esiliati e le popolazioni indigene.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-MKF4TxQHRxc/TXTHExA5DmI/AAAAAAAADAs/ao9mq1K_KuQ/s1600/Siberia2008_siberian_traps.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-MKF4TxQHRxc/TXTHExA5DmI/AAAAAAAADAs/ao9mq1K_KuQ/s320/Siberia2008_siberian_traps.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581304722909367906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1491894846748286765?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1491894846748286765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1491894846748286765' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1491894846748286765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1491894846748286765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/05/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-3.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (3)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-aFI-McE9J8I/TXTHVOemYwI/AAAAAAAADBE/txdYIKkqNlI/s72-c/800px-Russia_87.74494E_66.20034N.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1865720474139669816</id><published>2011-05-16T06:35:00.000+02:00</published><updated>2011-05-16T06:35:00.722+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (quarta parte)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’ASPETTO TURISTICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Hhhwwg6A9So/TV0JMeqbPWI/AAAAAAAAC9s/O-S254I8sVY/s1600/4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Hhhwwg6A9So/TV0JMeqbPWI/AAAAAAAAC9s/O-S254I8sVY/s320/4.jpg" alt="ramo di Lecco" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574622023748631906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Lario offre al kayaker un paesaggio unico nel suo genere per morfologia, ambiente e cultura. La costa è contraddistinta da una morfologia territoriale di tipo variegato: sul territorio si alternano dolci pendii erbosi, alte montagne con rocce dentate e pareti a picco dal sapore drammatico.  Lungo i suoi 170 km di rive, il lago ospita ville con parchi di incredibile bellezza, ricche di fiori e piante esotiche: Villa del Balbianello a Lenno, Villa Carlotta a Tremezzo, Villa Melzi a Bellagio, Villa Mylius-Vigoni a Menaggio, Villa Monastero a Varenna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-cckOhfwXWzo/TV0I36fGAxI/AAAAAAAAC9c/11HEXCU0PbE/s1600/3.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-cckOhfwXWzo/TV0I36fGAxI/AAAAAAAAC9c/11HEXCU0PbE/s320/3.JPG" alt="Villa Balbianello" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574621670440043282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il centro lago, all’incrocio dei tre “rami”, è il punto dal clima più mite e dal panorama più ampio: da qui si può ammirare una splendida vista su tutto il promontorio di Bellagio, sulla Grigna settentrionale, che domina la Valsassina, e, nelle giornate terse, sull’alto bacino del Lario incorniciato dalla catena alpina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-zkcBDiPLJkU/TV0Ir9irMVI/AAAAAAAAC9U/KzWHcpLpAww/s1600/2%2Brami.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-zkcBDiPLJkU/TV0Ir9irMVI/AAAAAAAAC9U/KzWHcpLpAww/s320/2%2Brami.jpg" alt="Alto Lario visto dal Triangolo Lariano" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574621465101939026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ramo di Como viene suddiviso idealmente in tre distinte aree: la prima risulta compresa tra la città di Como e il caratteristico paese di Moltrasio, la seconda assorbe il territorio tra Laglio e Nesso, mentre la terza si estende dalla punta di Balbianello alla famosa località di Bellagio. Proprio in quest’ultimo bacino ideale si tro va uno dei luoghi più caratteristici di tutto il territorio lacuale: l’Isola Comacina, che, date le modeste dimensioni, ricorda uno scoglio affiorante dall’acqua. Approdare con il kayak all’Isola Comacina, l’unica isola del Lario, è sempre un’emozione: il paesaggio è infatti ricco di fascino tutti i giorni dell’anno. L’isola, grazie agli splendidi resti romani che si aprono nel verde circostante in una gradevole armonia di forme e spazi, alla case dei pescatori e alle piccole chiesette di S.Giacomo e di S. Maria Maddalena, è riconosciuta come un luogo ricco di storia, d’arte, di tradizioni e di memorie con architetture e testimonianze che sfidano i secoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-dWtoQPXHLs8/TV0IerPMZmI/AAAAAAAAC9M/84bfvrprgQQ/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-dWtoQPXHLs8/TV0IerPMZmI/AAAAAAAAC9M/84bfvrprgQQ/s320/1.jpg" alt="Isola Comacina" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574621236850091618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1865720474139669816?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1865720474139669816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1865720474139669816' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1865720474139669816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1865720474139669816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/05/navigare-in-kayak-da-mare-sul-lario.html' title='NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (quarta parte)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Hhhwwg6A9So/TV0JMeqbPWI/AAAAAAAAC9s/O-S254I8sVY/s72-c/4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8218166551993809968</id><published>2011-05-14T22:17:00.000+02:00</published><updated>2011-05-14T22:17:09.337+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESCURSIONI IN KAYAK'/><title type='text'>VERCURAGO-GERA LARIO E RITORNO 24/25 APRILE 2011 (2)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-fWjFuC8EPRA/TcEpYN1x3HI/AAAAAAAADHc/CB1LseppAww/s1600/6.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-fWjFuC8EPRA/TcEpYN1x3HI/AAAAAAAADHc/CB1LseppAww/s320/6.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602804907434433650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mattina di Pasquetta il lago è una tavola, aria completamente ferma, si smonta la tenda, si stiva nuovamente tutto nei kayak e si riparte (ore 9:30) percorrendo la sponda ovest del lago. Spero di percorrere quasi il 50% del percorso di ritorno prima che inizi la Breva, ma mi sbaglio di grosso, verso le 11:00 già ci soffia contro in maniera sostenuta e ci costringe a pagaiare ben vicini alla costa per cercare un pò di riparo. Arriviamo a Menaggio già con un'ora abbondante di ritardo, ma dobbiamo pranzare. Alla ripartenza, poco dopo le 15:30, il vento è molto sostenuto e minaccia anche un temporale che per fortuna non arriva, ma tutte le imbarcazioni sul lago spariscono e noi impieghiamo più di un'ora a raggiungere Bellagio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-FH6CHXXit8E/TcEpU5nYltI/AAAAAAAADHU/uYkMG8Nqelg/s1600/5.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-FH6CHXXit8E/TcEpU5nYltI/AAAAAAAADHU/uYkMG8Nqelg/s320/5.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602804850465740498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Visto che il vento non accenna a diminuire cominciamo a pensare di contattare qualcuno che possa organizzarci un eventuale recupero (e alla prima telefonata Happy si rende disponibile) ma continuiamo a pagaiare, non dandoci per vinti e continuando a ripeterci "adesso il vento dovrebbe calare".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-0CK4VGTpy_s/TcEpQYgvEnI/AAAAAAAADHM/GRohN92n2V0/s1600/4.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-0CK4VGTpy_s/TcEpQYgvEnI/AAAAAAAADHM/GRohN92n2V0/s320/4.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602804772860007026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vento finalmente cessa quasi di colpo e il lago acquista una calma surreale, completamente piatto, una leggera nebbiolina e totalmente silenzioso e deserto, sono le 19:00 circa e siamo nelle vicinanze di Oliveto Lario. Decidiamo di arrivare a destinazione anche se arriveremo con il buio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-zWbzab-ijgU/TcEpM13KKPI/AAAAAAAADHE/c0U57LOQ960/s1600/3.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zWbzab-ijgU/TcEpM13KKPI/AAAAAAAADHE/c0U57LOQ960/s320/3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602804712019208434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attorno alle 19:30 noto sulla sponda opposta del lago una strana striscia bianca che tende ad avvicinarsi, dopo dieci minuti ci troviamo sotto una pioggia scrosciante che fortunatamente dura solo pochi minuti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-eD3tiMOIiQo/TcEpKqV_cgI/AAAAAAAADG8/sQIZTnoNWP8/s1600/2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-eD3tiMOIiQo/TcEpKqV_cgI/AAAAAAAADG8/sQIZTnoNWP8/s320/2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602804674567565826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altre 2 ore di pagaiata, nella quiete totale,  provati ma felici raggiungiamo Vercurago dove gli amici Max e Happy ci attendono, dandoci una mano nello sbarco. Sono le 21:30 e il GPS indica 102 Km percorsi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-H2u6YVWcd14/TcEpHMagmTI/AAAAAAAADG0/5mDiCWlnSyg/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-H2u6YVWcd14/TcEpHMagmTI/AAAAAAAADG0/5mDiCWlnSyg/s320/1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602804614993844530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testo e foto degli “Enzi” (Inuit del Lario)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8218166551993809968?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8218166551993809968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8218166551993809968' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8218166551993809968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8218166551993809968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/05/vercurago-gera-lario-e-ritorno-2425_14.html' title='VERCURAGO-GERA LARIO E RITORNO 24/25 APRILE 2011 (2)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-fWjFuC8EPRA/TcEpYN1x3HI/AAAAAAAADHc/CB1LseppAww/s72-c/6.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-7268932923665436394</id><published>2011-05-09T06:53:00.001+02:00</published><updated>2011-05-09T06:53:00.048+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESCURSIONI IN KAYAK'/><title type='text'>VERCURAGO-GERA LARIO E RITORNO 24/25 APRILE 2011 (1)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/--DYyKWMFcF0/Tb_f6ouDFoI/AAAAAAAADGs/ng7oSLGulMU/s1600/8.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/--DYyKWMFcF0/Tb_f6ouDFoI/AAAAAAAADGs/ng7oSLGulMU/s320/8.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602442659928151682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La domenica di Pasqua e il giorno successivo io e Roberta abbiamo voluto metterci alla prova su un percorso di lunga distanza, partire da Vercurago e percorrere tutto il Lario nella sua lunghezza, facendo campeggio nautico nella zona tra Colico e Gera Lario. Un percorso di circa 100 Km da fare in due giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-3IRqu_2Gk0M/Tb_f2qNRg0I/AAAAAAAADGk/DciCw_PzYPs/s1600/7.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-3IRqu_2Gk0M/Tb_f2qNRg0I/AAAAAAAADGk/DciCw_PzYPs/s320/7.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602442591608079170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domenica 24 aprile raggiungiamo la sede nautica del CK90 a Vercurago attorno alle 08:30, si scaricano i kayak e si stiva tutto il materiale necessario nei gavoni (tenda, sacchi a pelo, vestiario di ricambio sia per la sera sia per la navigazione - in quanto le previsioni meteo non sono del tutto favorevoli - acqua, e barrette varie) riusciamo a essere pronti per l'imbarco alle 09:30. Il percorso pianificato per la giornata è di 48 Km, stimando di riuscire a mantenere una media di circa 6 Km/h, ci vorranno 8 ore di pagaiata, e si decide di fare una sosta ogni 2 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Vz-r2izyyQY/Tb_fw1QnbAI/AAAAAAAADGc/ThDbo6UK5iQ/s1600/6.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Vz-r2izyyQY/Tb_fw1QnbAI/AAAAAAAADGc/ThDbo6UK5iQ/s320/6.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602442491495672834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nelle prime due ore arriviamo a Abbadia Lariana, complice anche l'assenza del Tivano, una rapida sosta di circa 30 min, e si riparte con destinazione Varenna che raggiungiamo in perfetto orario sulla tabella di marcia, sono le 14:00 e facciamo una "lunga" sosta pranzo di un'ora.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-bHyskEZMS6o/Tb_fsBccApI/AAAAAAAADGU/CXA-nFFyOpI/s1600/240411_09.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-bHyskEZMS6o/Tb_fsBccApI/AAAAAAAADGU/CXA-nFFyOpI/s320/240411_09.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602442408867136146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alle 15:00 ci si imbarca e si comincia a sentire in maniera lieve la Breva che ci aiuta a mantenere la nostra media e dopo due ore sbarchiamo per l'ultima sosta in località Dorio, appena prima del promontorio di Piona.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-AS3BI79_ZV8/Tb_fVLsXB-I/AAAAAAAADF8/DC8yPw3HZNU/s1600/4%2Ba.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-AS3BI79_ZV8/Tb_fVLsXB-I/AAAAAAAADF8/DC8yPw3HZNU/s320/4%2Ba.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602442016481282018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come aggiriamo il promontorio di Piona la Breva si fa sentire con tutta la sua forza e ci spinge velocemente verso Colico, ma ora comincia la parte più complicata, portarci verso Gera Lario che significa: vento al traverso e stare ben sottocosta per la moltitudine di kitesurf e windsurf che abbiamo di fronte. Alle 19:20  ben inzuppati dalle onde sbarchiamo su una piccola spiaggia di un campeggio appena prima del fiume Mera, piazziamo la nostra tendina ed è già ora di cena (costo campeggio per tenda e 2 persone 10,00 € tot.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-SAyM7mygwbA/Tb_fQ3BCkeI/AAAAAAAADF0/SIzTkznMmqo/s1600/240411_28.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-SAyM7mygwbA/Tb_fQ3BCkeI/AAAAAAAADF0/SIzTkznMmqo/s320/240411_28.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602441942211400162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-fD6qgCFw0Z8/Tb_fAn52mVI/AAAAAAAADFk/Jt8qbM5bWdI/s1600/3.JPG"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;La zona non offre nulla a parte il ristorante del campeggio che si presenta bene e con la fame che ci troviamo è perfetto. Il menù a base di carne brasiliana è eccellente e abbiamo dovuto dire basta alle varie portate, con una spesa di 35,00 €/cad. Dopo cena decidiamo di andare a dormire per recuperare le forze che ci serviranno per tornare a Vercurago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Uq2ldKng4g4/Tb_e0xJ4nMI/AAAAAAAADFU/wNzeTsbi_qI/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Uq2ldKng4g4/Tb_e0xJ4nMI/AAAAAAAADFU/wNzeTsbi_qI/s320/1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602441459601546434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Testo e foto degli “Enzi” (Inuit del Lario)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-7268932923665436394?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/7268932923665436394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=7268932923665436394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7268932923665436394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7268932923665436394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/05/vercurago-gera-lario-e-ritorno-2425.html' title='VERCURAGO-GERA LARIO E RITORNO 24/25 APRILE 2011 (1)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--DYyKWMFcF0/Tb_f6ouDFoI/AAAAAAAADGs/ng7oSLGulMU/s72-c/8.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8951884587427139388</id><published>2011-05-05T06:45:00.000+02:00</published><updated>2011-05-05T06:45:00.329+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>LA TROTA FARIO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Gi52g75oHHY/TWuLMQegRuI/AAAAAAAAC_c/vdLm__nXNko/s1600/trota_fario.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Gi52g75oHHY/TWuLMQegRuI/AAAAAAAAC_c/vdLm__nXNko/s320/trota_fario.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578705606126094050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vive nelle acque limpide e fresche dei torrenti di montagna con elevate concentrazioni di ossigeno, non tollera temperature al di sopra dei 18 gradi ed è piuttosto sensibile all’inquinamento. Un tempo non era molto diffusa ed era costituita da popolazioni locali spesso assai differenti fra loro a causa dell’isolamento geografico tipico dei torrenti alpini. Il massiccio ricorso ai ripopolamenti ha fatto sì che tali caratteristiche si siano “diluite” in una molteplicità di caratteri, tanto che pescando su un torrente è frequente catturare individui anche molto diversi fra loro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-uOJuLWSu_wY/TWuLHyrQSdI/AAAAAAAAC_U/-Tb0zSfxMfI/s1600/trota%2Bfario%2Bph.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 205px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uOJuLWSu_wY/TWuLHyrQSdI/AAAAAAAAC_U/-Tb0zSfxMfI/s320/trota%2Bfario%2Bph.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578705529407031762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La trota fario è una specie molto ricercata dai pescatori dilettanti e questo rende inevitabile il ricorso ai ripopolamenti, anche se spesso si abusa di questa tecnica, poiché in alcuni casi la capacità di riprodursi degli individui presenti è più che sufficiente a sostenere la pressione di pesca. In questi casi il danno causato dal ripopolamento è dovuto al superamento delle capacità biogeniche del corpo idrico: se si supera il numero massimo degli individui che un dato ambiente è in grado di ospitare, questi non cresceranno (nanismo) oppure si verificheranno fenomeni di cannibalismo o di migrazione. Non è infatti un caso che ogni anno i pescatori professionisti nel Lario catturino da 1 a 2 tonnellate di trote fario, senza dubbio provenienti dai torrenti tributari. E’, o meglio era, possibile distinguere due ceppi distinti di trota fario, uno a nord della catena alpina detto “ceppo atlantico” e l’altro a sud delle alpi detto “ceppo mediterraneo”: il ceppo atlantico è più robusto, più facile da allevare e cresce più rapidamente ed è quindi stato preferito dagli allevatori per la produzione di materiale da ripopolamento. Il pesante ricorso ai ripopolamenti nei torrenti regionali nell’ultimo trentennio ha fatto sì che il ceppo mediterraneo sia da considerarsi praticamente estinto, o meglio ibridato con l’atlantico. Attualmente si sta producendo materiale selezionato presso il centro ittiogenico di Fiumelatte che viene utilizzato per ripopolare i torrenti provinciali. La trota fario è presente in tutti i torrenti provinciali, nel Lario e nell’Adda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-UDxZWoSS5oY/TWuLE-HSdwI/AAAAAAAAC_M/t0DdZzWDpps/s1600/Salmo_trutta.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 254px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-UDxZWoSS5oY/TWuLE-HSdwI/AAAAAAAAC_M/t0DdZzWDpps/s320/Salmo_trutta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578705480937797378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COME RICONOSCERLA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Corpo affusolato lievemente compresso lateralmente.&lt;br /&gt;Colorazione assai variabile, grigio – verde sul dorso, mentre i fianchi sono più chiari con chiazze nere (molto frequenti nel ceppo mediterraneo), e chiazze rosse più rare (bordate di bianco nel ceppo atlantico). I fianchi ed il ventre hanno colorazione bianca o gialla (decisamente gialla nel ceppo mediterraneo); inoltre sui fianchi compaiono una serie di grosse bande verdi - azzurre di forma elissoidale dette “macchie parr” ben visibili nei giovani ma anche nell’adulto nel ceppo mediterraneo.&lt;br /&gt;Testa conica con occhi grandi, bocca grande posta appena sotto l’estremità del muso, nel ceppo mediterraneo è ben visibile una grossa macchia nera posta subito dopo l’occhio detta “macchia pre-opercolare”.&lt;br /&gt;Pinna dorsale grigia con puntini neri, pinne pettorali, ventrali e anale di color grigio o gialle, presenza della pinna dorsale adiposa (tipica dei salmonidi).&lt;br /&gt;      Può raggiungere gli 80 centimetri ed i 7 - 8 chili di peso nei laghi, mentre nei torrenti raramente supera il chilo.&lt;br /&gt;          La trota fario può essere confusa con la trota iridea ma quest’ultima non presenta mai macchie rosse, macchie parr e ventre giallo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-7Ur_gIHubEo/TWuK_Z4NxWI/AAAAAAAAC_E/43kTFlOLjYo/s1600/image177.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 192px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-7Ur_gIHubEo/TWuK_Z4NxWI/AAAAAAAAC_E/43kTFlOLjYo/s320/image177.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578705385311552866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8951884587427139388?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8951884587427139388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8951884587427139388' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8951884587427139388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8951884587427139388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/05/la-trota-fario.html' title='LA TROTA FARIO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Gi52g75oHHY/TWuLMQegRuI/AAAAAAAAC_c/vdLm__nXNko/s72-c/trota_fario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-7222111371950137456</id><published>2011-05-02T06:55:00.000+02:00</published><updated>2011-05-02T06:55:00.275+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (2)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-JuddPPOYi_I/TWzftoOQ9PI/AAAAAAAADAM/r0VieyzmKVQ/s1600/inuit%2B4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 223px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-JuddPPOYi_I/TWzftoOQ9PI/AAAAAAAADAM/r0VieyzmKVQ/s320/inuit%2B4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579080013389559026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La popolazione più studiata, la cui cultura ha raggiunto il maggiore grado di adattamento alle difficili condizioni dell’Artico è quella degli Inuit (una volta chiamati Eschimesi - termine che deriva dal dialetto cree degli indiani Algonchini, che con disprezzo li indicavano con questo nome, che significa “mangiatori di carne cruda”). Da tempi remoti, attraverso lo stretto di Bering (che probabilmente in passato era ancora una lingua di terra che univa i due continenti), si sono diffusi in tutto l’areale Nordamericano, dall’Alaska alla Groenlandia. Lungo la fascia euroasiatica sono presenti altri popoli, il cui modo di vivere è assai simile a quello della razza Inuit.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-vxU_X1KpQdE/TWzfVg5hclI/AAAAAAAAC_8/6cCLuu6Oxoc/s1600/76025135%2B3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 253px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-vxU_X1KpQdE/TWzfVg5hclI/AAAAAAAAC_8/6cCLuu6Oxoc/s320/76025135%2B3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579079599106650706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La base dell’esistenza di tutte queste popolazioni presente degli elementi comuni: pesca, cattura degli animali marini, allevamento delle renne e spostamento per mezzo di slitte trainate dai cani. La prima attività è praticata da tutte le popolazioni artiche, la seconda e la terza sono in certo modo alternative, l’ultima è una specializzazione propria soltanto di alcuni popoli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-J4V1LOvoH38/TWze3LfJmfI/AAAAAAAAC_s/LBs1Okv9eag/s1600/Qimmit_SledDogs_en_html_5006b84c%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-J4V1LOvoH38/TWze3LfJmfI/AAAAAAAAC_s/LBs1Okv9eag/s320/Qimmit_SledDogs_en_html_5006b84c%2B2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579079077962815986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se, percorrendo tutta la fascia artica in senso antiorario, assumiamo come Ovest la Lapponia e come Est la Groenlandia, possiamo disegnare una linea curva che indica l’area di allevamento delle renne, il cui sviluppo, maggiore a Ovest, diminuisce spostandosi verso Est. Al di là dello stretto di Bering, è il cane l’elemento familiare nella cultura degli Inuit, che vivono in una vera e propria simbiosi con questo animale indispensabile al loro sistema di vita. Nel caso dell’allevamento dei cani, possiamo quindi tracciare un’ipotetica linea il cui valore nullo, nel punto assunto come Ovest, cresce in direzione Est e risulta massimo oltrepassato lo stretto di Bering. Confrontando queste due linee su uno stesso grafico, si può notare che il valore maggiore di entrambe corrisponde indicativamente alla Penisola dei Ciukci: in questo territorio, infatti le popolazione dei litorali sono costituite principalmente da cacciatori e fanno grande uso di cani e slitte, mentre gli abitanti dell’interno sono prevalentemente allevatori di renne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-umDJrhLPX1o/TWzeyk7hWOI/AAAAAAAAC_k/m-z2N6CrAbI/s1600/Jaykosteam_1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 233px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-umDJrhLPX1o/TWzeyk7hWOI/AAAAAAAAC_k/m-z2N6CrAbI/s320/Jaykosteam_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579078998893353186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-7222111371950137456?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/7222111371950137456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=7222111371950137456' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7222111371950137456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7222111371950137456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/05/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-2.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (2)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-JuddPPOYi_I/TWzftoOQ9PI/AAAAAAAADAM/r0VieyzmKVQ/s72-c/inuit%2B4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4093814610530485729</id><published>2011-04-28T06:31:00.001+02:00</published><updated>2011-04-28T06:31:00.443+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (terza parte)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’ASPETTO CLIMATICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poiché posizionato in una grossa conca e circondato prevalentemente da montagne, il Lario è soggetto a correnti d’aria regolari (venti di bel tempo) e irregolari   (venti invernali e venti da temporale estivo).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-AAKIUKysCic/TVu2WA13FHI/AAAAAAAAC88/swkvZFCYSE0/s1600/tivano%2Bmalgrate.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 128px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-AAKIUKysCic/TVu2WA13FHI/AAAAAAAAC88/swkvZFCYSE0/s320/tivano%2Bmalgrate.jpg" alt="Breva davanti a Malgrate" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574249453100405874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venti di bel tempo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Tivano (dal francese petit vent, vento debole) è un vento termico mattutino proveniente dai quadranti settentrionali determinato dalla differenza di temperatura dell’acqua, relativamente calda, e il terreno, ancora freddo dopo la notte. Soffia con una buona regolarità e in prossimità di Lecco raggiunge intensità ragguardevoli, riuscendo a soffiare sino ai 12/15 nodi, spesso accompagnato da una notevole risacca verso fine mattina. In condizioni normali il Tivano si attenua progressivamente sino a calare del tutto prima di mezzogiorno. Dopo un’ora circa di calma, si determina l’inversione dello stesso, con l’ingresso della Breva. L’assenza del Tivano è tipicamente segnale premonitore dell’arrivo dei perturbazioni. E’ presente anche al di fuori della stagione estiva. Soffia anche sul lago di Garlate. Durante l’escursione in kayak bisogna fare attenzione alla presenza di numerosi windsurf e kite-surf nel golfo di Valmadrera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Breva spira con regolarità prevalentemente nelle stagioni calde ed in inverno è spesso assente. Soffia da mezzogiorno sino a poco prima del calare del sole e raggiunge nell’alto lago un’intensità che supera facilmente i 15/20 nodi, accompagnata da un moto ondoso significativo.  Durante l’escursione in kayak bisogna fare attenzione alla presenza di numerosi windsurf e kite-surf nella zona di Colico e Dervio e nella zona di Domaso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-9-5rO27MmdI/TVu2LHA_7BI/AAAAAAAAC80/i5-EyIxi4J4/s1600/breva%2Bfabiel%2B.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-9-5rO27MmdI/TVu2LHA_7BI/AAAAAAAAC80/i5-EyIxi4J4/s320/breva%2Bfabiel%2B.JPG" alt="Breva davanti a Colico" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574249265779174418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venti invernali:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante la stagione fredda nel momento in cui impattano sulle montagne circostanti o semplicemente si incanalano lungo le sponde, i venti sinottici subiscono spesso forti variazioni di intensità e direzione, determinando spesso locali rinforzi. I più comuni sono:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Vento, o Ventone, si presenta in corrispondenza di correnti in quota dai quadranti settentrionali. Si tratta di una Tramontana che scende dalla Valchiavenna e può raggiungere intensità notevoli, fino a 40 nodi, creando un moto ondoso piuttosto pericoloso per la navigazione in kayak. Il Ventone può durare da 3 a 7 giorni. L’arrivo del vento determina tipicamente un calo sensibile dell’umidità dell’aria. Per questo motivo, un buon segnale premonitore dell’arrivo del Ventone è l’improvviso schiarirsi delle montagne della Valchiavenna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di simile caratteristiche è il Fohn (il cosidetto Favonio), un vento di caduta caldo e secco che si presenta quando una corrente d'aria, nel superare una catena montuosa, perde parte della propria umidità in precipitazioni (pioggia, neve o altro). In questo caso al vento si accompagna anche di un innalzamento della temperatura. Anche il Fohn soffia ad intensità notevoli ed è quindi sconsigliata la navigazione in kayak da mare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-VmahDCJ9oHw/TVu19ulOJMI/AAAAAAAAC8s/Vh2S_viRjqk/s1600/BREVA.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-VmahDCJ9oHw/TVu19ulOJMI/AAAAAAAAC8s/Vh2S_viRjqk/s320/BREVA.JPG" alt="Breva davanti s Corenno Plinio" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574249035881915586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venti da temporale estivo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I temporali durante il periodo estivo sono piuttosto comuni sul Lario infatti il lago e le montagne sono delle poderose macchine termiche, che generano spesso durante le ore calde della giornata, correnti ascensionali di notevole entità.  I temporali di calore sul Lario rischiano spesso di essere violenti, attivando forti venti che dalle valli laterali si riversano nel lago aprendosi a ventaglio. Occorre sempre quindi prestare attenzione ai segnali premonitori  (nuvole sui monti sin dalle prime ore del mattino, innocui cumuli che si trasformano in cumulonembi, vento che soffia in maniera irregolare), oltre che essere informati sulle previsioni meteorlogiche.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-xbdx1apbzIg/TVu1xvteWBI/AAAAAAAAC8k/EEIkbk7J9I4/s1600/temporale.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xbdx1apbzIg/TVu1xvteWBI/AAAAAAAAC8k/EEIkbk7J9I4/s320/temporale.jpg" alt="temporale estivo sul Lario" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574248830026536978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4093814610530485729?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4093814610530485729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4093814610530485729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4093814610530485729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4093814610530485729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/04/navigare-in-kayak-da-mare-sul-lario_28.html' title='NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (terza parte)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-AAKIUKysCic/TVu2WA13FHI/AAAAAAAAC88/swkvZFCYSE0/s72-c/tivano%2Bmalgrate.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8062009256723153394</id><published>2011-04-25T06:50:00.002+02:00</published><updated>2011-04-25T06:50:00.610+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - ATTREZZATURA'/><title type='text'>IL PADDLE FLOAT</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-fgLXKSEzC0E/TZG6Ea-GYjI/AAAAAAAADCk/nTBVokZAowI/s1600/paddlefloatfoam898-iso.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 276px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-fgLXKSEzC0E/TZG6Ea-GYjI/AAAAAAAADCk/nTBVokZAowI/s320/paddlefloatfoam898-iso.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589453197665526322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo accessorio è molto utile in tutti quei casi in cui si debba risalire in kayak dall’acqua. Il paddle float è un sorta di galleggiante che ha avuto un’importante diffusione negli USA. E’ un ottimo strumento per la sicurezza, il suo costo limitato, ha poco ingombro sul kayak e può aiutare a uscire da situazioni difficili. Però il suo utilizzo non è poi così facile ed immediato. E’ necessario pertanto provare ad utilizzarlo fin da subito, prima in acque calme e poi magari anche con acqua mossa. Queste esercitazioni potrebbero risultare importanti per aumentare l’acquaticità e la familiarità con kayak, pagaia ed equipaggiamento vario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-7YwGadJx33E/TZG5_ekwFfI/AAAAAAAADCc/ckKt-odv07c/s1600/paddle%2B1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-7YwGadJx33E/TZG5_ekwFfI/AAAAAAAADCc/ckKt-odv07c/s320/paddle%2B1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589453112733603314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esistono due versioni: la meno diffusa, per via dell’ingombro, è quella rigida in cui si infila la pala tra due espansi; la più comune è quella a sacchetto gonfiabile. Il paddle float va sempre tenuto portata di mano (generalmente viene fissato con gli elastici sul ponte posteriore). Vi si infila la pala e se utilizziamo quello gonfiabile, ovviamente iniziamo a gonfiarlo. A questo punto la pagaia sarà diventata un solido punto di appoggio, un braccio laterale, e con un po’ di equilibrio potremo risalire sul kayak.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-9UhORGpd99s/TZG7skPeMQI/AAAAAAAADC0/1wdQm4ArvCM/s1600/sequenza_2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 178px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-9UhORGpd99s/TZG7skPeMQI/AAAAAAAADC0/1wdQm4ArvCM/s320/sequenza_2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589454986860704002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8062009256723153394?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8062009256723153394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8062009256723153394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8062009256723153394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8062009256723153394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/04/il-paddle-float.html' title='IL PADDLE FLOAT'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fgLXKSEzC0E/TZG6Ea-GYjI/AAAAAAAADCk/nTBVokZAowI/s72-c/paddlefloatfoam898-iso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4136651023913640468</id><published>2011-04-21T06:49:00.001+02:00</published><updated>2011-05-03T10:01:58.007+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESCURSIONI IN KAYAK'/><title type='text'>ESCURSIONE IN KAYAK SUL VERBANO – 10 APRILE 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hiuUnFv5Y_k/TagjSfP-8CI/AAAAAAAADEo/y8A4tKLBrrg/s1600/lago%2Bdi%2BMergozzo.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 231px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-hiuUnFv5Y_k/TagjSfP-8CI/AAAAAAAADEo/y8A4tKLBrrg/s320/lago%2Bdi%2BMergozzo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595761337540997154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ stata una giornata fantastica sia per il tempo che per il percorso fatto. Prendendo spunto dall'articolo pubblicato sul primo numero di "in canoa" dopo aver controllato il livello del lago Maggiore che indicava 194,3 m, carichiamo i nostri kayak e partiamo per il Lago maggiore, destinazione Mergozzo. Le indicazioni dell'articolo erano precise per raggiungere il luogo dell'imbarco sul fiume Toce, peccato che l'imbarco non era possibile dove indicato, quasi delusi stavamo par salire in macchina e portarci direttamente sul lago Maggiore, ma decidiamo di fare una piccola passeggiata in direzione opposta, e dopo soli 20-30 metri vedo un sentiero che scende al fiume e termina su un isolotto di sabbia. Si scaricano subito i kayak e si parte (erano già le 12:00).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LRNjdY_arro/TagjN-kz_mI/AAAAAAAADEg/SameXe3WjSY/s1600/6.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-LRNjdY_arro/TagjN-kz_mI/AAAAAAAADEg/SameXe3WjSY/s320/6.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595761260050513506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fiume scende placido senza problemi sino al lago, e anche il temuto salto prima del ponte, descritto nell'articolo, con questo livello d'acqua è inesistente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0raoCPer5rM/Tagi-U2eK4I/AAAAAAAADEY/ziM1G4JWIE4/s1600/7.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-0raoCPer5rM/Tagi-U2eK4I/AAAAAAAADEY/ziM1G4JWIE4/s320/7.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595760991152253826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arrivati nel lago anziché svoltare a sinistra decidiamo di andare a destra per raggiungere le isole Superiore, Bella e MadrAe; la traversata è allegra con lago leggermente mosso, qualche raffica di vento da sud, e tanti tragetti belli grossi...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-48KTXZ_KNLI/Tagi7e2FjBI/AAAAAAAADEQ/CNIE1HVUP_k/s1600/5.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-48KTXZ_KNLI/Tagi7e2FjBI/AAAAAAAADEQ/CNIE1HVUP_k/s320/5.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595760942295387154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dall'isola Madre decidiamo di attraversare verso Pallanza, quindi risalire il Lago e cercare il canale che ci porterà nel lago di Mergozzo. Il canale lo troviamo facilmente e la risalita è piacevole pagaiando in mezzo a canneti e salici, l'acqua è di qualità accettabile (pensavo peggio!) ed è tutto navigabile. L'unico sbarco abbiamo dovuto effettuarlo per superare il gradino scolmatore del lago di Mergozzo, ma non presenta nessun problema.Ultimi chilometri e raggiungiamo la meta, la cittadina di Mergozzo. Ore 18:30 - Totale 28Km. Dimenticavo... manca la passeggiata di circa 1,5 Km per il recupero della macchina. Dopo aver caricato, pizza sul lago e si parte per casa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-t3rY83yD-Oc/Tagi4fKCvtI/AAAAAAAADEI/RkjxGZw9If4/s1600/100411_18.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-t3rY83yD-Oc/Tagi4fKCvtI/AAAAAAAADEI/RkjxGZw9If4/s320/100411_18.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595760890839482066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il percorso direi che è adatto a tutti a parte la traversata alle isole dove a causa del grosso traffico di navigazione si possono generare notevoli onde e occorre fare molta attenzione alle rotte dei traghetti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PGbIffxbbfM/TagizIj0FmI/AAAAAAAADEA/WIiCRh2Gqko/s1600/prima.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-PGbIffxbbfM/TagizIj0FmI/AAAAAAAADEA/WIiCRh2Gqko/s320/prima.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595760798874211938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Testo e foto degli Enzi (Inuit del Lario).&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4136651023913640468?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4136651023913640468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4136651023913640468' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4136651023913640468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4136651023913640468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/04/escursione-in-kayak-sul-verbano-10.html' title='ESCURSIONE IN KAYAK SUL VERBANO – 10 APRILE 2011'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-hiuUnFv5Y_k/TagjSfP-8CI/AAAAAAAADEo/y8A4tKLBrrg/s72-c/lago%2Bdi%2BMergozzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4027784232525756195</id><published>2011-04-17T18:30:00.004+02:00</published><updated>2011-05-03T21:10:16.261+02:00</updated><title type='text'>CORSO BASE DI KAYAK DA MARE ANNO 2011 PRESSO IL CK90</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_8lGNbuGngpY/SAWU0eh68GI/AAAAAAAAANg/y4bjqdvHPck/s1600-h/ck90x.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189717774883811426" style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_8lGNbuGngpY/SAWU0eh68GI/AAAAAAAAANg/y4bjqdvHPck/s320/ck90x.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corso base di kayak da mare è tenuto da istruttori qualificati (SOTTOCOSTA, UISP e FICK) presso il Centro Avviamento allo Sport Kayak e Canoa dell’associazione Canoa Kajak 90 ASD. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il centro è Scuola di Canoa da Mare dalla FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak) ed è situato presso il centro sportivo di Vercurago (LC) in via Lungolago A. Moro, 31.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La finalità del corso base è quella di imparare a condurre un kayak su acque calme di  mare e di lago. Verrà insegnata la tecnica base e le principali manovre di sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REQUISITI RICHIESTI:&lt;br /&gt;- Iscrizione all’associazione Canoa Kajak 90 ASD.&lt;br /&gt;- Certificato medico di idoneità alla pratica sportiva non agonistica.&lt;br /&gt;- Saper nuotare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PERIODO E DURATA DEI CORSI:&lt;br /&gt;- Periodo estivo da maggio a settembre, nelle ore serali (dalle 18:00) escluso la domenica.&lt;br /&gt;- N. 8 ore totali, ripartite in sei lezioni, in gruppo di tre persone, della durata di circa un’ora e mezza, suddivise in 1 o 2 lezioni settimanali, con modalità da concordare con l’istruttore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MATERIALE:&lt;br /&gt;- Kayak, pagaie e giubbotti salvagente sono forniti dal centro per tutta la durata del corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine del corso, con l’iscrizione all’associazione si ha diritto a continuare ad usufruire del materiale nautico messo a disposizione per i Soci e frequentare la preparazione atletica invernale in palestra fino al 31 Dicembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine del corso, un’escursione in kayak nel Parco Adda Nord di tutti i partecipanti ai corsi, accompagnati dagli istruttori, concluderà la stagione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l’iscrizione o per ricevere maggiori informazioni, la Segreteria (presso la sede nautica) è aperta il Giovedì sera dalle 21.00 alle 22.00 oppure da:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corrado Mazzoleni (Nerrajaq) 347.2913215&lt;br /&gt;Felice Farina (Eppiluk) 349.5216020&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e-mail:&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:inuitdellario@gmail.com"&gt;inuitdellario@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;NB: nel menù del blog c’è il modulo di adesione e le quote associative per l’iscrizione al corso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190208651005259842" style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_c0GiPSix1SM/SAdTROlT8EI/AAAAAAAAEyc/50Jva2SSVms/s320/fick+uisp2.gif" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4027784232525756195?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4027784232525756195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4027784232525756195' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4027784232525756195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4027784232525756195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2008/04/corso-base-di-kayak-anno-2008-presso-il.html' title='CORSO BASE DI KAYAK DA MARE ANNO 2011 PRESSO IL CK90'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_8lGNbuGngpY/SAWU0eh68GI/AAAAAAAAANg/y4bjqdvHPck/s72-c/ck90x.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-9198141844948018989</id><published>2011-04-13T18:14:00.004+02:00</published><updated>2011-04-14T10:02:34.017+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INIZIATIVE'/><title type='text'>IL LATO NASCOSTO DELLA GROENLANDIA</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sabato 16 Aprile alle ore 17 al Museo Nazionale dell'Antartide di Genova ci sarà l'inaugurazione della splendida mostra info-fotografica:&lt;br /&gt;"Il Lato nascosto della Groenlandia - un viaggio tra i silenzi, i sorrisi, le solitudini dell'Est".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non mancate!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Lr_hncohoho/TaXMLA6kgkI/AAAAAAAADlY/jZ-qoN-qCHM/s1600/locandina_Mostra_s.gif"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 282px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Lr_hncohoho/TaXMLA6kgkI/AAAAAAAADlY/jZ-qoN-qCHM/s400/locandina_Mostra_s.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595102601673998914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-9198141844948018989?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/9198141844948018989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=9198141844948018989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/9198141844948018989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/9198141844948018989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/04/il-lato-nascosto-della-groenlandia.html' title='IL LATO NASCOSTO DELLA GROENLANDIA'/><author><name>felice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11534391892015763731</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Lr_hncohoho/TaXMLA6kgkI/AAAAAAAADlY/jZ-qoN-qCHM/s72-c/locandina_Mostra_s.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2674381925336777982</id><published>2011-04-11T06:45:00.000+02:00</published><updated>2011-04-11T06:45:01.181+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (seconda parte)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Te7RLPfLpLM/TVpoQ81GAOI/AAAAAAAAC8c/v6Kf_f6d3Z8/s1600/4%2Badda%2Bimmissario.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 208px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Te7RLPfLpLM/TVpoQ81GAOI/AAAAAAAAC8c/v6Kf_f6d3Z8/s320/4%2Badda%2Bimmissario.jpg" alt="Adda immissario a Colico" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573882129240424674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fiume Adda, principale immissario, interrompe il proprio corso esattamente in prossimità di Colico, riprendendolo poi a Lecco. Data la caratteristica forma ad “Y” rovesciata, il ramo di Como riceve un minore apporto d’acqua “corrente” rispetto al resto del lago. Complice la forte urbanizzazione presente nel bacino, il ramo occidentale risulta avere un ricambio d’acqua più lento e di conseguenza si registra un maggiore inquinamento e una minore balneabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-LT-8lzxXdZM/TVpoECJ5QAI/AAAAAAAAC8U/W81PYZ9xEDE/s1600/3%2Bfine%2Blago.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 211px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-LT-8lzxXdZM/TVpoECJ5QAI/AAAAAAAAC8U/W81PYZ9xEDE/s320/3%2Bfine%2Blago.jpg" alt="Adda emissario a Lecco" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573881907331547138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’Adda rappresenta quindi per importanza di portata il principale emissario e immissario del Lario. Per tale ragione, il fiume dovrebbe svolgere la normale funzione di regolatore di livello idrografico, una sorta di naturale “troppo pieno”. La presenza di numerose dighe e di centrali idroelettriche poste a valle, rende invece necessaria una gestione controllata e sistematica della portata d’acqua attraverso la diga di Olginate (sbarramento artificiale alla fine del lago di Garlate), modificandone conseguentemente la naturale variabilità idrografica. Altri immissari meno influenti a livello idrogeologico, ma altrettanto noti, sono il Mera, il Varrone, il Pioverna, il Fiumelatte (il più corto fiume italiano), il Liro, il Telo ed il Breggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-1iatIsgnQ2Y/TVpn0ZqxANI/AAAAAAAAC8M/CIywUx55dl4/s1600/2%2Bdiga%2Bolginate.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 241px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-1iatIsgnQ2Y/TVpn0ZqxANI/AAAAAAAAC8M/CIywUx55dl4/s320/2%2Bdiga%2Bolginate.jpg" alt="diga di Olginate" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573881638765527250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A causa della sua posizione, nonché per le caratteristiche sopra descritte, non è difficile comprendere le motivazioni per il cui il Lario risulta essere caratterizzato da temperature medio basse: nel periodo invernale la temperatura è pari a 5/6 °C ad ogni profondità; nel periodo primaverile la temperatura in superficie (10-20 m) si aggira intorno ai 17/20 °C ; nel periodo estivo la temperatura in superficie (10-20 m) si aggira intorno ai 23/24 °C.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-gNYij_JJdII/TVpnjgCX7jI/AAAAAAAAC8E/ddLPMbhM5q0/s1600/1%2Brami.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-gNYij_JJdII/TVpnjgCX7jI/AAAAAAAAC8E/ddLPMbhM5q0/s320/1%2Brami.JPG" alt="i rami del Lario divisi dal promontorio di Bellagio" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573881348417383986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2674381925336777982?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2674381925336777982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2674381925336777982' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2674381925336777982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2674381925336777982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/04/navigare-in-kayak-da-mare-sul-lario.html' title='NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (seconda parte)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Te7RLPfLpLM/TVpoQ81GAOI/AAAAAAAAC8c/v6Kf_f6d3Z8/s72-c/4%2Badda%2Bimmissario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2323642395228885925</id><published>2011-04-07T06:42:00.000+02:00</published><updated>2011-04-07T06:42:00.353+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INIZIATIVE'/><title type='text'>BRIANZA TERRA D'ACQUA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-toqoOWGHJrc/TZmjl3_gTJI/AAAAAAAADDk/yistsJDhsfQ/s1600/ultras.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 319px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-toqoOWGHJrc/TZmjl3_gTJI/AAAAAAAADDk/yistsJDhsfQ/s320/ultras.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591680283437976722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siete tutti invitati all’iniziativa “BRIANZA TERRA D’ACQUA” nata in collaborazione con l’Associazione culturale UNIVERSITA’ del MONTE di BRIANZA che si terrà da Sabato 9 a Martedì 12 Aprile 2011 presso la Sala Conferenze della Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Brianza in via Lazzaretto a Oggiono (LC)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un’iniziativa che avrà come fulcro una mostra fotografica, quadri, libri, oggetti con tema l’acqua intesa come bellezza, forma e identità del territorio brianzolo con i suoi laghi e le zone umide. La mostra sarà visitabile tutti i giorni  ed in particolare nelle serate di Sabato, Domenica e Martedì dove si alterneranno proiezioni di filmati, slideshow  fotografici, sketch teatrali e interventi di storici e scrittori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il programma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sabato 9 Aprile ore 20:30&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Musica che avvolge la lettura&lt;br /&gt;“ADDIO AI MONTI” di A. Manzoni&lt;br /&gt;Foto in dissolvenza&lt;br /&gt;Prof. V. Longoni&lt;br /&gt;“Acqua e toponomastica dei paesi e delle frazioni”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Domenica 10 Aprile ore 20:30&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Racconti e storie del lago di Pusiano&lt;br /&gt;Proiezione “L’ISOLA DEI CIPRESSI”&lt;br /&gt;Ing. E. Marzi&lt;br /&gt;“La scoperta dell’acqua”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Martedì 12 Aprile ore 20:30&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La scrittrice Ketty Magni presenta “ADELAIDE&lt;br /&gt;IMPERATRICE DEL LAGO” ed. Bellavite&lt;br /&gt;Santa Adelaide protettrice delle acque ferme, dei battellieri e dei barcaioli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-8uDJoTfJIQ8/TZmjhbFW-4I/AAAAAAAADDc/jhAKh_0h35g/s1600/img224.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 243px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8uDJoTfJIQ8/TZmjhbFW-4I/AAAAAAAADDc/jhAKh_0h35g/s320/img224.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591680206958427010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2323642395228885925?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2323642395228885925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2323642395228885925' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2323642395228885925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2323642395228885925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/04/brianza-terra-dacqua_07.html' title='BRIANZA TERRA D&apos;ACQUA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-toqoOWGHJrc/TZmjl3_gTJI/AAAAAAAADDk/yistsJDhsfQ/s72-c/ultras.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-8864195444249768695</id><published>2011-04-04T06:49:00.000+02:00</published><updated>2011-04-04T06:49:00.204+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBRI'/><title type='text'>LIBRI – IL FALCO DELLA RUPE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-XLfnsGt3_Uw/TVkW3IZngWI/AAAAAAAAC70/o60gSE5vrf0/s1600/falco_big.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 218px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-XLfnsGt3_Uw/TVkW3IZngWI/AAAAAAAAC70/o60gSE5vrf0/s320/falco_big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573511150251245922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si racconta che quando uno dei primi vaporetti in servizio sul Lago di Como, il “Falco della Rupe”, passava nei pressi di Nesso, dal castello lo salutasse una salva di cannone, a cui il battello rispondeva col fischio del vapore. Già questo basterebbe a testimoniare l’enorme popolarità di cui godette nell’800 questo racconto storico, imperniato sulla figura di un leggendario pirata originario di Nesso, Falco, che avrebbe militato sotto le bandiere del condottiero Gian Giacomo Medici, il famigerato “Medeghino” signore di Musso. Sullo sfondo del Lario, divenuto nel ‘500 teatro di cruenti scontri tra il Medici, il Ducato di Milano, i Grigioni, la Francia e la potenza di Carlo V (quel sovrano sul cui vastissimo Impero “non tramontava mai il sole”), si dipanano le avventurose vicende di Falco e dei suoi rudi compagni, insieme alla delicata storia d’amore tra la contadinella Rina, bellissima figlia del pirata, e Gabriele, fratello prediletto del Medeghino. Battaglie, intrighi, tradimenti, tempeste e non ultimo il selvaggio e romantico incanto dei paesaggi lariani, sono gli ingredienti di questa appassionante storia.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;TITOLO: Il falco della Rupe&lt;br /&gt;AUTORE:  Giambattista Bazzoni&lt;br /&gt;EDITORE: Editrice Lariologo&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-8864195444249768695?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/8864195444249768695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=8864195444249768695' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8864195444249768695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/8864195444249768695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/04/libri-il-falco-della-rupe.html' title='LIBRI – IL FALCO DELLA RUPE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-XLfnsGt3_Uw/TVkW3IZngWI/AAAAAAAAC70/o60gSE5vrf0/s72-c/falco_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6264921684415291622</id><published>2011-03-31T06:42:00.001+02:00</published><updated>2011-03-31T06:42:00.209+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>LA TROTA MARMORATA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TU_a7mn7GRI/AAAAAAAAC6k/dG25b4lXmOI/s1600/salmo_marmoratus07.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 120px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TU_a7mn7GRI/AAAAAAAAC6k/dG25b4lXmOI/s320/salmo_marmoratus07.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570911981595728146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vive solo nei fiumi del bacino padano, nel nostro territorio era diffusa lungo tutta l’asta dell’Adda. Si tratta quindi di una specie endemica, ormai rarissima. Le cause della sua crisi sono da ricondursi alle alterazioni degli habitat, come la presenza di numerosi sbarramenti invalicabili che rendono impossibili gli spostamenti che questa specie deve compiere per mantenere il suo ciclo vitale. Le cause della sua crisi sono le stesse già descritte per la trota lacustre, anzi si ritiene che la trota marmorata e la trota lacustre siano due ecotipi della stessa specie. Un’altra causa della sua scomparsa è da ricondursi allo sconsiderato ricorso ai ripopolamenti con trote fario negli affluenti dell’Adda: infatti queste “due specie” (forse più corretto dire “sottospecie”) sono in grado di accoppiarsi fra loro e dare ibridi fecondi che presentano caratteristiche fisiche più o meno marcate dell’una o dell’altra specie. L’eccessivo ripopolamento dei torrenti ha come conseguenza la migrazione a valle delle fario, che poi entrano anche in competizione con le marmorate per cibo ed habitat. Si sta cercando di reintrodurre questa specie tramite ripopolamenti mirati ed intervenendo con opere di miglioramento ambientale. Assieme al luccio, la marmorata rappresenta i grandi predatori tipici dei nostri corpi idrici. La specie è inconfondibile; tuttavia, nel caso di ibridi con la trota fario, la distinzione fra le due specie può essere problematica. La trota marmorata è presente, anche se rarissima, nell’Adda; recentemente è stata immessa anche nella parte terminale del torrente Varrone e del torrente Pioverna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TU_a4d2W8lI/AAAAAAAAC6c/G5WNBtDOyZs/s1600/salmo_marmoratus02.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 140px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TU_a4d2W8lI/AAAAAAAAC6c/G5WNBtDOyZs/s320/salmo_marmoratus02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570911927700746834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;COME RICONOSCERLA:&lt;br /&gt;Corpo slanciato con tendenza a divenire tozzo e massiccio negli individui adulti.&lt;br /&gt;Colorazione azzurro - violacea sul dorso, mentre i fianchi sono argentei o dorati e molto ricchi di marmoreggiature con sfumature blu – viola, completa assenza di puntinature, il ventre è bianco o tendente al giallo.&lt;br /&gt;Testa grande e robusta anch’essa con marmoreggiature, bocca ampia e munita di denti aguzzi anche su lingua e palato.&lt;br /&gt;Pinne grigie con sfumature aranciate, presenza della pinna dorsale adiposa (tipica dei salmonidi).&lt;br /&gt;Può raggiungere i 140 centimetri ed i 20 chili di peso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TU_a0qrcRfI/AAAAAAAAC6U/Yw27t3zqhsA/s1600/ribe_soska_postrv_1_v.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TU_a0qrcRfI/AAAAAAAAC6U/Yw27t3zqhsA/s320/ribe_soska_postrv_1_v.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570911862425142770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6264921684415291622?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6264921684415291622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6264921684415291622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6264921684415291622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6264921684415291622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/la-trota-marmorata.html' title='LA TROTA MARMORATA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TU_a7mn7GRI/AAAAAAAAC6k/dG25b4lXmOI/s72-c/salmo_marmoratus07.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6756870284210469821</id><published>2011-03-28T06:45:00.000+02:00</published><updated>2011-03-28T06:45:00.782+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (1)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-hRIPPcNGkUA/TWZFbU4cW0I/AAAAAAAAC-s/YTTjuVhQy7o/s1600/states_organizations_and_strategical_issues_in_the_arctic_people_across_borders.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 279px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-hRIPPcNGkUA/TWZFbU4cW0I/AAAAAAAAC-s/YTTjuVhQy7o/s320/states_organizations_and_strategical_issues_in_the_arctic_people_across_borders.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577221524309171010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intorno all’Artico esiste da millenni un sottile frangia di popolazioni, con caratteristiche diverse sia nel linguaggio sia nell’origine razziale, ma unificate da una grande somiglianza della cultura materiale. Grazie a questa cultura, le tribù artiche sono state capaci di sopravvivere e di superare le terribili condizioni ambientali presenti sulle coste semigelate dell’oceano e della tundra. Questa cultura primitiva, dapprima sottovalutata, è stata in seguito studiata e assimilata da chi, volendo operare alle stesse latitudini, ha dovuto adottare il metodo di vita dei popoli locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-sO4IBoZyNJ8/TWZFVJxeKRI/AAAAAAAAC-k/8gJ-lG82Z8Q/s1600/arctic_people_001.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-sO4IBoZyNJ8/TWZFVJxeKRI/AAAAAAAAC-k/8gJ-lG82Z8Q/s320/arctic_people_001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577221418247923986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo utilizzando il loro mezzo di trasporto, la slitta trainata dai cani polari e i loro vestiario, un sistema di pellicce sovrapposte, gli esploratori Peary nel 1909 e Amundsen nel 1911, furono in grado di raggiungere rispettivamente il Polo Nord e il Polo Sud, portando a termine in buone condizioni le non facili imprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-bpzL_7dFzvY/TWZFKbvNEEI/AAAAAAAAC-c/jMO5Ya7oum8/s1600/peary_crossing_lead.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-bpzL_7dFzvY/TWZFKbvNEEI/AAAAAAAAC-c/jMO5Ya7oum8/s320/peary_crossing_lead.jpg" alt="Peary" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577221234091692098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un altro esploratore, Stefansson, compì la traversata del Canada settentrionale senza l’appoggio di una spedizione, contando soltanto sull’aiuto di un compagno e di due fucili, dimostrando che territori così deserti e apparentemente privi di vita, potevano offrire all’uomo i mezzi necessari per vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-W6cjSMrr5l8/TWZFBxj7WdI/AAAAAAAAC-U/REzlDIiuKcI/s1600/stef.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 256px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-W6cjSMrr5l8/TWZFBxj7WdI/AAAAAAAAC-U/REzlDIiuKcI/s320/stef.jpg" alt="Stefansson" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577221085331151314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6756870284210469821?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6756870284210469821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6756870284210469821' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6756870284210469821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6756870284210469821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/i-popoli-dei-ghiacci-del-grande-nord-1.html' title='I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (1)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-hRIPPcNGkUA/TWZFbU4cW0I/AAAAAAAAC-s/YTTjuVhQy7o/s72-c/states_organizations_and_strategical_issues_in_the_arctic_people_across_borders.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4025419773732526826</id><published>2011-03-24T06:38:00.000+01:00</published><updated>2011-03-24T06:38:00.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (prima parte)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di pianificare un’escursione in kayak da mare sul Lario occorre conoscerne le caratteristiche fisico geografiche, gli aspetti climatici (venti e temporali) e ovviamente anche quelli turistici.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-xUVa_FvXoFM/TVUgM_HHC3I/AAAAAAAAC7s/KwcNsDXSi2o/s1600/cartina.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 296px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xUVa_FvXoFM/TVUgM_HHC3I/AAAAAAAAC7s/KwcNsDXSi2o/s320/cartina.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572395521412631410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LE CARATTERISTICHE FISICO-GEOGRAFICHE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Geograficamente posto tra la pianura padana e le Alpi, il bacino del Lario (il nome Lario deriva da quello latino Larius)  è delimitato da un grande incavo naturale, contornato dal lunghe catene montuose. Il bacino, di tipo alpino, è di origine glaciale e la sua formazione è dovuta allo scioglimento di un enorme ghiacciaio che si estendeva sino ai confini della Brianza. L’intero comparto è stato contraddistinto da una forte presenza di depositi alluvionali  che, nel corso degli anni, sono stati trasportati dai numerosi fiumi e torrenti presenti. In conseguenza a tale fenomeno si deve la formazione di piccoli laghi connessi al bacino principale: il lago di Mezzola a Nord ed i laghi Garlate e di Olginate a Sud in provincia di Lecco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-gBrCxcfq5rA/TVUgDS7cMdI/AAAAAAAAC7k/ht62TE45Pcs/s1600/NAV%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-gBrCxcfq5rA/TVUgDS7cMdI/AAAAAAAAC7k/ht62TE45Pcs/s320/NAV%2B2.jpg" alt="ramo di Lecco - vista su Malgrate e Monte Moregallo" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572395354933703122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Lario ha un’estensione pari a 145 chilometri quadrati e rappresenta il terzo lago d’Italia, dopo il Garda e il Maggiore. Con i suoi 418 metri di profondità è il quarto bacino più profondo d’Europa. Assimilabile per forma ad un fiordo norvegese, è uno dei più compositi e suggestivi paesaggi italiani. Si compone di tre differenti comparti, popolarmente definiti rami: il bacino di Lecco e quello di Como, pressoché simmetrici, e il bacino di Colico, più a nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-m7n2zs-D_yo/TVUf7ZqYnuI/AAAAAAAAC7c/vDiYH8J0pOk/s1600/NAV%2B3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 241px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-m7n2zs-D_yo/TVUf7ZqYnuI/AAAAAAAAC7c/vDiYH8J0pOk/s320/NAV%2B3.jpg" alt="I tre rami del Lario visti dai monti del Triangolo Lariano" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572395219302260450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4025419773732526826?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4025419773732526826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4025419773732526826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4025419773732526826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4025419773732526826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/navigare-in-kayak-da-mare-sul-lario.html' title='NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (prima parte)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-xUVa_FvXoFM/TVUgM_HHC3I/AAAAAAAAC7s/KwcNsDXSi2o/s72-c/cartina.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-5471288440919804303</id><published>2011-03-21T06:28:00.000+01:00</published><updated>2011-03-21T06:28:00.678+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>LE DIECI REGOLE DEL PAGAIARE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Ciw_EbKTVmc/TVPL5gH4pqI/AAAAAAAAC7U/RK6c7CUv_G8/s1600/PC050190.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ciw_EbKTVmc/TVPL5gH4pqI/AAAAAAAAC7U/RK6c7CUv_G8/s320/PC050190.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572021352723424930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono la base della tecnica del kayak: conoscerli e rispettarli aiuta ad acquisire il completo controllo del kayak e ad affrontare la navigazione con disinvoltura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Assumi una postura eretta e un po’ inclinata in avanti&lt;br /&gt;- Rilassa il bacino e mantieni il peso all’interno del kayak&lt;br /&gt;- Usa la pala come fulcro per spostare il kayak&lt;br /&gt;- Non sollevare spruzzi con la pagaia&lt;br /&gt;- Non toccare la pagaia con il palmo della mano (presa digitale)&lt;br /&gt;- Prima di eseguire un colpo, carica la molla del busto&lt;br /&gt;- Spingi con gli arti inferiori nella direzione in cui intendi spostare il kayak&lt;br /&gt;- Guarda sempre dove vuoi andare&lt;br /&gt;- Mantieni la faccia di lavoro della pala orientata verso la parte opposta alla direzione del kayak&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-m9olcrE-vNg/TVPL2NeK44I/AAAAAAAAC7M/Z8mKT-ds1wU/s1600/P5237481.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-m9olcrE-vNg/TVPL2NeK44I/AAAAAAAAC7M/Z8mKT-ds1wU/s320/P5237481.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572021296177013634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-5471288440919804303?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/5471288440919804303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=5471288440919804303' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5471288440919804303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5471288440919804303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/le-dieci-regole-del-pagaiare.html' title='LE DIECI REGOLE DEL PAGAIARE'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Ciw_EbKTVmc/TVPL5gH4pqI/AAAAAAAAC7U/RK6c7CUv_G8/s72-c/PC050190.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-9204012886959206550</id><published>2011-03-17T06:37:00.000+01:00</published><updated>2011-03-17T06:37:00.846+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBRI'/><title type='text'>LIBRI - ADDA, ANIMA LOMBARDA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSMHRWfmm9I/AAAAAAAAC3c/Anc8JEPHk3M/s1600/88-86509-96-1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 140px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSMHRWfmm9I/AAAAAAAAC3c/Anc8JEPHk3M/s320/88-86509-96-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558294359782628306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il volume presenta questo importante fiume lombardo nelle sue tre età. La prima, torrente o fiume in fasce, nella Valtellina, terra ricca di immense bellezze naturali e di una storia che ci lega direttamente all’Europa. Poi l’Adda in veste di lago, il Lario, luogo di grandiose stagioni romantiche e punto di incontro privilegiato fra le culture europee. Infine, il secondo corso nella veste di fiume adulto, impetuoso nei profondi canyon, lento e sinuoso nella pianura che degrada verso il Po, testimone delle vicende storiche delle città sorte vicino alle sue acque.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;.&lt;br /&gt;TITOLO: Adda, anima lombarda&lt;br /&gt;AUTORI: V. Buratt, G. Fumagalli, F. Mavero&lt;br /&gt;EDITORE:Cattaneo&lt;br /&gt;240 pagine, EUR 45,00&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-9204012886959206550?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/9204012886959206550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=9204012886959206550' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/9204012886959206550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/9204012886959206550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/libri-adda-anima-lombarda.html' title='LIBRI - ADDA, ANIMA LOMBARDA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSMHRWfmm9I/AAAAAAAAC3c/Anc8JEPHk3M/s72-c/88-86509-96-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-3488840745153361486</id><published>2011-03-14T06:14:00.004+01:00</published><updated>2011-03-14T06:14:00.331+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>I COREGONI: LA BONDELLA E IL LAVARELLO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUrUrgtNHEI/AAAAAAAAC6M/6UMfcfYsTF0/s1600/LAVARELLO.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 216px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUrUrgtNHEI/AAAAAAAAC6M/6UMfcfYsTF0/s320/LAVARELLO.jpg" alt="Lavarello" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569497733176040514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Specie originarie dell’area centronord europea, sono state introdotte nel nostro territorio in diverse epoche. Nel Lario sono presenti due specie, entrambe provenienti da laghi svizzeri: il Lavarello, introdotto nel 1885, proveniente dal lago di Costanza e la Bondella, introdotta nel 1970, proveniente dal lago di Neuchatel. Le due specie sono morfologicamente molto simili: il Lavarello è un po’ più slanciato e cresce più rapidamente, raggiungendo la misura minima (30 cm) al secondo anno di vita, mentre la Bondella è più tozza e cresce più lentamente, raggiungendo la misura minima al terzo anno. Ci sono notevoli differenze durante la riproduzione: il Lavarello si riproduce sulle rive ghiaiose in dicembre, mentre la Bondella sui fondali dai 40 ai 100 metri di profondità, con un ritardo di circa 15 giorni. In entrambi la schiusa delle uova necessita di tempi piuttosto lunghi, circa 40 giorni. I coregoni si nutrono quasi esclusivamente di zooplancton, sono gregari, prediligono acque pelagiche, pulite e ben ossigenate con temperature non superiori ai 17 gradi. Come per le altre specie zooplanctofaghe del Lario, Alborella e Agone, anche i coregoni risentono negativamente del calo di produttività delle acque del lago dovuto alla depurazione dei reflui urbani. I coregoni sono dei salmonidi come Trota e Salmerino e sono molto ricercati per la squisitezza delle loro carni, rivestono di conseguenza una notevole importanza per la pesca professionale rappresentando circa il 70% del pescato. Le due specie di coregone presenti nel Lario sono scarsamente distinguibili fra loro. Non vi sono invece sul nostro territorio altre specie con le quali il coregone può essere confuso. Il coregone è presente nel Lario ed in misura ridotta nei laghi di Garlate ed Olginate e nel fiume Adda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUrUldUvRHI/AAAAAAAAC6E/uxoRf4reXBo/s1600/BONDELLA.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 160px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUrUldUvRHI/AAAAAAAAC6E/uxoRf4reXBo/s320/BONDELLA.jpg" alt="Bondella" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569497629188899954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;COME RICONOSCERLI:&lt;br /&gt;Corpo affusolato poco compresso lateralmente.&lt;br /&gt;Colorazione verde blu sul dorso, bianca su fianchi e ventre.&lt;br /&gt;Testa piuttosto piccola, cuneiforme, con bocca in posizione mediale.&lt;br /&gt;Occhio argenteo con pupilla ad angolo rivolto verso le narici, da cui deriva il nome (in greco core = pupilla, gonia = angolo).&lt;br /&gt;Anteriormente alla pinna caudale presenta una piccola pinna adiposa (tipica dei salmonidi).&lt;br /&gt;Odore particolare che ricorda quello del cetriolo.&lt;br /&gt;Scaglie tondeggianti ben visibili.&lt;br /&gt;Durante la riproduzione sui fianchi dei maschi compaiono tubercoli nuziali.&lt;br /&gt;Può raggiungere i 70 centimetri ed i 6 chili di peso.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TU_c8v7MyEI/AAAAAAAAC6s/3HpFKUuw8tU/s1600/ar_c_macrophtalmus.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 265px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TU_c8v7MyEI/AAAAAAAAC6s/3HpFKUuw8tU/s320/ar_c_macrophtalmus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570914200295622722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-3488840745153361486?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/3488840745153361486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=3488840745153361486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/3488840745153361486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/3488840745153361486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/i-coregoni-la-bondella-e-il-lavarello.html' title='I COREGONI: LA BONDELLA E IL LAVARELLO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUrUrgtNHEI/AAAAAAAAC6M/6UMfcfYsTF0/s72-c/LAVARELLO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-7221257519247686533</id><published>2011-03-10T06:57:00.001+01:00</published><updated>2011-03-10T12:03:37.151+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>IL FUTURO DEL GRANDE NORD</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUaVyJXfhFI/AAAAAAAAC54/7_llw-HyOL4/s1600/FUT%2B3.gif"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 310px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUaVyJXfhFI/AAAAAAAAC54/7_llw-HyOL4/s320/FUT%2B3.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568302678030648402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I popoli autoctoni del Grande Nord rimangono assai legati ai loro usi e costumi e alle loro abitudini di vita. Per lungo tempo hanno vissuto isolati gli uni dagli altri, a causa delle distanze geografiche che li separavano. Oggi, però, con i moderni mezzi di comunicazione – il telefono e internet – i popoli circumpolari hanno stabilito dei legami, si conoscono meglio e si organizzano per preservare e divulgare la loro cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUaVuneUQRI/AAAAAAAAC5w/9pKi5uLVZ6c/s1600/FUT%2B2.gif"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 285px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUaVuneUQRI/AAAAAAAAC5w/9pKi5uLVZ6c/s320/FUT%2B2.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568302617392857362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Benché siano di nazionalità diverse (americani, russi, canadesi, scandinavi, groenlandesi), hanno deciso di unire i loro sforzi per salvare i loro territori minacciati dal riscaldamento climatico. Purtroppo non sempre riescono a farsi ascoltare, perché sono in minoranza. Tuttavia i loro rappresentanti cercano di perorare la loro causa presso le alte istanze politiche che dirigono il mondo, come ad esempio l’ONU. Queste popolazioni sanno di essere le prime a subire le conseguenze del cambiamento climatico e della globalizzazione, che per il momento minaccia solo i paesi del Grande Nord, ma ben presto interesserà l’intero pianeta. Speriamo che nei sogni di un piccolo bambino della Groenlandia ci sia ancora quello di cacciare le foche in kayak, proprio come facevano gli Inuit. Sempre che il futuro glielo permetta…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUaVrIHlMXI/AAAAAAAAC5o/Pi-aAWk_od4/s1600/FUT%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUaVrIHlMXI/AAAAAAAAC5o/Pi-aAWk_od4/s320/FUT%2B1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568302557436391794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-7221257519247686533?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/7221257519247686533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=7221257519247686533' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7221257519247686533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/7221257519247686533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/il-futuro-del-grande.html' title='IL FUTURO DEL GRANDE NORD'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TUaVyJXfhFI/AAAAAAAAC54/7_llw-HyOL4/s72-c/FUT%2B3.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-3875766557583721311</id><published>2011-03-07T06:52:00.001+01:00</published><updated>2011-03-09T17:06:21.802+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>IL LAGO DI COMO, L’ANTICO LARIO DEI ROMANI (SECONDA PARTE)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTV_Xx7nXkI/AAAAAAAAC5g/U7SPY_HrOQ4/s1600/3%2Btop.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTV_Xx7nXkI/AAAAAAAAC5g/U7SPY_HrOQ4/s320/3%2Btop.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563492961203215938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il lago si apre uno stretto corso, divaricando a Bellagio i suoi due rami: la sponda orientale è punteggiata da piccoli centri di rara bellezza in cui turismo, storia, arte e natura si fondono armoniosamente, protetti dalla mitezza del clima lacustre. Ne è un felice esempio Varenna, che accoglie splendide ville adagiate sullo specchio d’acqua, quasi ad addolcire l’asprezza naturale del paesaggio: il ramo orientale pare infatti snodarsi come un rapido canyon stretto fra dirupate montagne, i contrafforti del San Primo (1686 m slm) e dei Corni di Canzo (1373 m slm) da un lato e quelli del Legnone (2609 m slm), del Grignone (2410 m slm) e della Grignetta (2184 m slm) dall’altro: cime calcaree queste ultime, a guglie e pinnacoli, fra le più note e frequentate della Lombardia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTV_QvTSilI/AAAAAAAAC5Y/z1b6nzrmWnc/s1600/2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 239px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTV_QvTSilI/AAAAAAAAC5Y/z1b6nzrmWnc/s320/2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563492840238123602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più dolce il ramo occidentale, da sempre meta di un “turismo d’elite” che ha iniziato nel periodo della “belle époque” la scoperta di questi luoghi e che, grazie alla presenza di ospiti illustri, ha reso famose nel mondo intero località come Menaggio, Bellagio, Tremezzo e Cadenabbia, dove si possono ammirare affascinanti ville padronali con giardini all’inglese, alcune con piccoli e preziosi musei ricchi di opere d’arte. Le straordinarie ville neoclassiche di Como, Cernobbio, Moltrasio, Blevio, Bellagio, Tremezzo, per citarne solo alcune, hanno ospitato i personaggi più famosi della musica, della letteratura e della nobiltà milanese ed europea, oggi sostituiti dalle più moderne celebrità del cinema e della moda a testimonianza dell’intramontabile fascino esercitato dai paesaggi lariani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTV_F7Gix3I/AAAAAAAAC5Q/9faXqYP2rNM/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTV_F7Gix3I/AAAAAAAAC5Q/9faXqYP2rNM/s320/1.JPG" alt="Villa La Gaeta" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563492654427326322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-3875766557583721311?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/3875766557583721311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=3875766557583721311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/3875766557583721311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/3875766557583721311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/il-lago-di-como-lantico-lario-dei.html' title='IL LAGO DI COMO, L’ANTICO LARIO DEI ROMANI (SECONDA PARTE)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTV_Xx7nXkI/AAAAAAAAC5g/U7SPY_HrOQ4/s72-c/3%2Btop.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2030632296639016360</id><published>2011-03-05T07:00:00.003+01:00</published><updated>2011-03-05T07:00:07.824+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INIZIATIVE'/><title type='text'>CAMPIONATO ITALIANO DI ESKIMO 2011 - GENOVA 12/13 MARZO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-izbli58mC_Y/TW98TNiW1_I/AAAAAAAADAU/PoppfWAunRQ/s1600/2011-72-R.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 228px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-izbli58mC_Y/TW98TNiW1_I/AAAAAAAADAU/PoppfWAunRQ/s320/2011-72-R.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579815132828456946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Campionato Italiano di Eskimo 2011 si svolgerà sabato e domenica 12 e 13 marzo 2011 presso la Piscina di Pontedecimo - A.S.D. Fratellanza Nuoto - Via Coni Zugna 2 - Genova - www.fpxnuoto.it&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Programma della manifestazione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sabato ore 14: presentazione dell'evento e registrazione dei partecipanti.&lt;br /&gt;Sabato ore 15: inizio delle esibizioni e prove libere in piscina con i nuovi modelli proposti da sponsor, espositori e costruttori amatoriali.&lt;br /&gt;Sabato ore 18,30: presentazione del progetto ItaliAmmassalik.&lt;br /&gt;Sabato sera: cena comunitaria e pernotto in palestra (o altra sistemazione a scelta).&lt;br /&gt;Domenica ore 9-13: prosieguo delle esibizioni e premiazioni finali dei partecipanti con premi speciali fuori categoria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante la manifestazione sarà presentato il progetto di cooperazione internazionale ItaliAmmassalik con la proiezione di un documentario e l'esposizione di una mostra fotografica sulla realtà Inuit, raccontata dal coordinatore del progetto, il glaciospeleologo genovese Ottorino Tosti, con il materiale realizzato durante la spedizione in Groenlandia del 2010.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione della seconda edizione del Campionato 2011 saranno esposti gli ultimi modelli realizzati dai più conosciuti ed apprezzati costruttori italiani di kayak groenlandese: kayak in legno e "skin on frame" potranno essere provati in acqua per scoprire le caratteristiche storiche di un'imbarcazione unica nel suo genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni, chiarimenti, delucidazioni o altro, si può scrivere una email a tatiyak@tatianacappucci.it&lt;br /&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2030632296639016360?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2030632296639016360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2030632296639016360' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2030632296639016360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2030632296639016360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/campionato-italiano-di-eskimo-2011.html' title='CAMPIONATO ITALIANO DI ESKIMO 2011 - GENOVA 12/13 MARZO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-izbli58mC_Y/TW98TNiW1_I/AAAAAAAADAU/PoppfWAunRQ/s72-c/2011-72-R.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6926829319247076928</id><published>2011-03-03T06:49:00.002+01:00</published><updated>2011-03-03T06:49:00.581+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>LE REGOLE DI SICUREZZA IN KAYAK</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TVEt6oP7kRI/AAAAAAAAC68/cGnEVy77x2A/s1600/P6184865.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TVEt6oP7kRI/AAAAAAAAC68/cGnEVy77x2A/s320/P6184865.JPG" alt="Isola d'Elba" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571284699293913362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non rispettare le regole di sicurezza rappresenta un grande pericolo per sé stessi e per i compagni di navigazione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;- Saper nuotare anche in acqua mossa&lt;br /&gt;- Non pagaiare dopo pasti abbondanti&lt;br /&gt;- Non navigare mai da soli&lt;br /&gt;- Stare sempre sotto costa&lt;br /&gt;- Indossare sempre il salvagente e il paraspruzzi&lt;br /&gt;- Conoscere le tecniche di appoggio, autosalvataggio e salvataggio assistito&lt;br /&gt;- Avere un’attrezzatura e un abbigliamento idoneo&lt;br /&gt;- Portare sempre con sé l’attrezzatura di sicurezza e saperla usare&lt;br /&gt;- Conoscere i segnali di comunicazione&lt;br /&gt;- Conoscere le tecniche di rianimazione e di primo soccorso&lt;br /&gt;- Raccogliere informazioni sul percorso prima dell’escursione&lt;br /&gt;- Non affrontare escursioni in condizioni fisiche precarie&lt;br /&gt;- Fare un pausa, durante la navigazione, se si è troppo stanchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TVEtztaqO_I/AAAAAAAAC60/PHOBJYRVt2A/s1600/day%2B3%2B%25289%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TVEtztaqO_I/AAAAAAAAC60/PHOBJYRVt2A/s320/day%2B3%2B%25289%2529.JPG" alt="Croazia" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571284580422007794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6926829319247076928?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6926829319247076928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6926829319247076928' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6926829319247076928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6926829319247076928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/03/le-regole-di-sicurezza-in-kayak.html' title='LE REGOLE DI SICUREZZA IN KAYAK'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TVEt6oP7kRI/AAAAAAAAC68/cGnEVy77x2A/s72-c/P6184865.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2977250508302572156</id><published>2011-02-28T06:35:00.000+01:00</published><updated>2011-02-28T06:35:00.867+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBRI'/><title type='text'>LIBRI - IL LARIOSAURO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSG0ot9X-9I/AAAAAAAAC3U/xQ1jl3yxXDo/s1600/lariosauro_big.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 218px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSG0ot9X-9I/AAAAAAAAC3U/xQ1jl3yxXDo/s320/lariosauro_big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557922026776689618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel novembre del 1946, a meno di due anni dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, una creatura misteriosa appare sul Lago di Como: il Lariosauro. I giornali dell'epoca si impadroniscono della vicenda che per molti giorni attira l'attenzione dell'opinione pubblica prima di scivolare nell'oblio dal quale riemerge attraverso le pagine di questo racconto. Ne “Il Lariosauro” si racconta l'epica lotta di Panàn, partigiano e operaio al Cotonificio Cantoni di Bellano, contro il mostro: un enorme pesce, un animale preistorico sopravvissuto negli abissi del lago o la reincarnazione di qualcuno o di qualcosa scomparso sulle rive del Lario nell’aprile del 1945?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovanni Galli è nato a Milano nel 1939 da una famiglia lariana le cui origini risalgono a un altro Giovanni, calzolaio in Dongo agli inizi dell'Ottocento. Ha vissuto per molti anni a Como, con frequenti soggiorni a Bellano dove il bisnonno Beniamino era un apprezzato fornaio. Da quando è andato in pensione divide il suo tempo tra Milano, Magreglio e le escursioni nelle regioni che gli sono più care: la Corsica, la Valle d'Aosta e - appunto - il Lario. E’ membro del Collegio Lombardo delle Guide Alpine come Accompagnatore di Media Montagna e socio accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;TITOLO: Il Lariosauro. Storia della creatura misteriosa riemersa nel 1946 dalle profondità del lago&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;AUTORE: Giovanni Galli&lt;br /&gt;EDITORE: Actac Edizioni&lt;br /&gt;176 pagine, EUR 14,00&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2977250508302572156?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2977250508302572156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2977250508302572156' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2977250508302572156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2977250508302572156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/02/libri-il-lariosauro.html' title='LIBRI - IL LARIOSAURO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSG0ot9X-9I/AAAAAAAAC3U/xQ1jl3yxXDo/s72-c/lariosauro_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-6028443293810210708</id><published>2011-02-24T06:25:00.003+01:00</published><updated>2011-04-07T17:14:49.716+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INIZIATIVE'/><title type='text'>CRETA KAYAK TOUR 2010 - LIBRERIA LIBERAMENTE DI OGGIONO (LC) 04 MARZO 2011</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi segnaliamo l'interessante serata che gli amici di pagaia Mauro Ferro e Tatiana Cappucci terranno a Oggiono (LC)  per parlarci del loro fantastico viaggio in kayak da mare a Creta.&lt;br /&gt;Un'occasione da non perdere!!!&lt;br /&gt;L'appuntamente è per Venerdì 4 MARZO, alle ore 20.30 presso la Libreria Liberamente di Oggiono (LC), in via G. Longoni, 27/29.&lt;br /&gt;Di seguito la locandina della serata... Non mancate!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TVJ5sChhqtI/AAAAAAAAC7E/4BvP1g6rAVg/s1600/LocandinaLiberamente-4.3.2011-R.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 226px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TVJ5sChhqtI/AAAAAAAAC7E/4BvP1g6rAVg/s320/LocandinaLiberamente-4.3.2011-R.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571649486509419218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-6028443293810210708?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/6028443293810210708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=6028443293810210708' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6028443293810210708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/6028443293810210708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/02/creta-kayak-tour-2010-libreria.html' title='CRETA KAYAK TOUR 2010 - LIBRERIA LIBERAMENTE DI OGGIONO (LC) 04 MARZO 2011'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TVJ5sChhqtI/AAAAAAAAC7E/4BvP1g6rAVg/s72-c/LocandinaLiberamente-4.3.2011-R.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2878592267737613572</id><published>2011-02-21T06:35:00.001+01:00</published><updated>2011-02-21T06:35:00.942+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>IL MONDO POLARE ALLA DERIVA?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSRXxm9aq7I/AAAAAAAAC38/dbsQhgFr9c4/s1600/4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 211px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSRXxm9aq7I/AAAAAAAAC38/dbsQhgFr9c4/s320/4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558664349865388978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se la banchisa del polo Nord, e soprattutto l’inlandsis della Groenlandia, dovessero sciogliersi, in tutto il mondo il livello degli oceani salirebbe di 5-7 metri. Interi paesi, situati appena sopra il livello del mare, come ad esempio il Bangladesh o le Maldive, sarebbero sommersi dalle acque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSRXspHJFCI/AAAAAAAAC30/kCer31i14Hs/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSRXspHJFCI/AAAAAAAAC30/kCer31i14Hs/s320/3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558664264543704098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fortunatamente non siamo ancora a questo punto. Eppure ambientalisti e scienziati esprimono preoccupazione di fronte al già iniziato scioglimento dei ghiacci artici. L’acqua dolce, liberata dai ghiacciai dell’inlandsis, si riversa nell’acqua del mare, modificandone la salinità (la percentuale di sodio contenuta nell’acqua). Questo cambiamento sta già perturbando la vita di alcuni pesci quali i merluzzi, che sono numericamente in calo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSRXnJKegjI/AAAAAAAAC3s/gojUgWD-YgI/s1600/2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSRXnJKegjI/AAAAAAAAC3s/gojUgWD-YgI/s320/2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558664170068410930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cambiamento sembra interessare anche la Corrente del Golfo, un’importante corrente marina responsabile del clima temperato nell’Europa occidentale. Secondo le leggi della fisica, il suo corretto funzionamento dipende infatti sia dalla temperatura delle sue acque sia dalla loro salinità. Qualunque squilibrio avrebbe gravi ripercussioni sul suo corso, anche se nessuno è oggi in grado di valutarle. In questo caso è probabile che il clima dei nostri paesi possa cambiare, con estati caldissime e inverni… polari! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSRXj1jfqCI/AAAAAAAAC3k/XvdvBVH-4ag/s1600/1.gif"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 215px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSRXj1jfqCI/AAAAAAAAC3k/XvdvBVH-4ag/s320/1.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558664113265027106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2878592267737613572?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2878592267737613572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2878592267737613572' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2878592267737613572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2878592267737613572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/02/il-mondo-polare-alla-deriva.html' title='IL MONDO POLARE ALLA DERIVA?'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TSRXxm9aq7I/AAAAAAAAC38/dbsQhgFr9c4/s72-c/4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1286904188495165815</id><published>2011-02-17T06:45:00.000+01:00</published><updated>2011-02-17T06:45:00.230+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>IL LAGO DI COMO, L’ANTICO LARIO DEI ROMANI (PRIMA PARTE)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTA384IuU5I/AAAAAAAAC5I/uSlC5fQ1Si4/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTA384IuU5I/AAAAAAAAC5I/uSlC5fQ1Si4/s320/3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562007058803217298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il lago di Como, l’antico Lario dei Romani, è lungo 46 km, ha un’estensione di 145 kmq, una profondità massimo di 410 m e una larghezza variabile tra 4,3 km e 0,430 km. Su di esso soffiano i venti costanti Breva e Tivano. Intorno si susseguono aspre montagne e dolci colline, vallate strette e impervie ed altre ampie e miti, pianure fittamente abitate, piccoli borghi e città, paesi di lago e villaggi di montagna, torrenti impetuosi e il grande fiume Adda. Il territorio Lariano per la sua posizione sui grandi percorsi di collegamento tra l’Europa centrale e il mondo mediterraneo, è da sempre interessato da un intenso flusso di passaggio. Da questa sua posizione geografica ha tratto le ragioni di civiltà varia e profonda, che in ogni epoca ha saputo ricavare dal sapienza della propria gente e dai contatti con i popoli più diversi, gli stimoli alla creazione di affascinanti opere d’arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTA3rB2mYrI/AAAAAAAAC44/grWlwHfvybY/s1600/2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTA3rB2mYrI/AAAAAAAAC44/grWlwHfvybY/s320/2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562006752173908658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Lario spinge il suo vertice all’ingresso della Valchiavenna e della Valtellina, verso i passi innevati e famosi dello Spluga, del Maloja e dello Stelvio, secolari chiavi per i viaggi e i commerci verso la Renania e il Tirolo. Il lago stesso, insieme ad una complessa rete viaria costiera, sostanziata dalla Via Regia e dal Sentiero del Viandante (http://www.sentierodelviandante.it/), era in antichità strada di traffico ricca di tanti approdi: essi originarono paesi ancora oggi guardati da torri e castelli che rimandano alla validità strategica di un percorso continuamente conteso. La scoperta del lago fu innanzitutto dei mercanti e dei barcaioli medioevali, poi degli eserciti che ne tentarono il controllo: inutilmente i Veneziani, efficacemente gli Spagnoli, che vi vollero due piazzeforti, a Lecco contro la Serenissima e a Colico, con il Forte Fuentes, di fronte alle leghe svizzere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTA3mUZgFnI/AAAAAAAAC4w/lpFmShmF7kY/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTA3mUZgFnI/AAAAAAAAC4w/lpFmShmF7kY/s320/1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562006671252788850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1286904188495165815?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1286904188495165815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1286904188495165815' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1286904188495165815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1286904188495165815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/02/il-lago-di-como-lantico-lario-dei.html' title='IL LAGO DI COMO, L’ANTICO LARIO DEI ROMANI (PRIMA PARTE)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TTA384IuU5I/AAAAAAAAC5I/uSlC5fQ1Si4/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1376225152478291080</id><published>2011-02-14T06:50:00.000+01:00</published><updated>2011-02-14T06:50:00.602+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>LA TIMONATA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLWQK384YQI/AAAAAAAACxc/vOw_QdZ7LlE/s1600/tim+5.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLWQK384YQI/AAAAAAAACxc/vOw_QdZ7LlE/s320/tim+5.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527482634159546626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non tutti i kayak da mare sono forniti di timone (accessorio che a nostro giudizio non serve quando si acquisisce la tecnica del “dare pancia”): possiamo però utilizzare la pagaia per ottenere un effetto simile. La timonata è un colpo di rotazione molto semplice, ma con un sorprendente gamma di applicazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLWQCaYFwSI/AAAAAAAACxU/U-oa6tCYqkY/s1600/tim+4.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLWQCaYFwSI/AAAAAAAACxU/U-oa6tCYqkY/s320/tim+4.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527482488781652258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Può essere suddiviso in due momenti: la fase di chiusura, in cui la pala si muove dalla zona ore quattro a quella di ore sei, e la fase di apertura, che riporta la pagaia dalla zona ore sei a quella ore quattro. Nella fase di apertura, la pala lavora perpendicolarmente al piano dell’acqua utilizzando il dorso, mentre in quella di chiusura è il cucchiaio che, variando l’angolo di incidenza, crea attrito. Tale angolo varia a seconda della situazione: quando il kayak è fermo il cucchiaio è rivolto verso la prua, quando invece è in movimento si orienta in direzione opposta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLWP35W7ptI/AAAAAAAACxM/i_1qp0lsT4s/s1600/tim+3.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLWP35W7ptI/AAAAAAAACxM/i_1qp0lsT4s/s320/tim+3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527482308119733970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le applicazioni della timonata sono molteplici. Spesso si utilizza per mantenere la direzione mentre si effettua un traghetto oppure durante manovre in acqua mossa (per esempio in caso di surf sull’onda).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLWPgI0bI6I/AAAAAAAACw8/FFYYcCQLsVg/s1600/tim+2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLWPgI0bI6I/AAAAAAAACw8/FFYYcCQLsVg/s320/tim+2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527481899953103778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1376225152478291080?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1376225152478291080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1376225152478291080' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1376225152478291080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1376225152478291080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/02/la-timonata.html' title='LA TIMONATA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLWQK384YQI/AAAAAAAACxc/vOw_QdZ7LlE/s72-c/tim+5.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4841830629032946178</id><published>2011-02-10T06:39:00.001+01:00</published><updated>2011-02-10T06:39:00.028+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBRI'/><title type='text'>LIBRI - METEOROLOGIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPzLrUPPhLI/AAAAAAAAC2I/HidpaFterF8/s1600/2929254a.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 204px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPzLrUPPhLI/AAAAAAAAC2I/HidpaFterF8/s320/2929254a.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547532786041062578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una guida completa indispensabile per entrare nel mondo complesso della meteorologia e comprendere i fenomeni e i meccanismi climatici, dalle nubi al vento, dai lampi all'arcobaleno, dal "buco nell'ozono" all'effetto serra. 57 schede dedicate ai fenomeni climatici uno per uno. I mutamenti climatici. Gli adattamenti al clima. Come prevedere il tempo che farà. Non un è testo tecnico, ma fornisce delle ottime basi. Si ripercorre la storia della meteorologia e si cercano di descrivere i vari eventi ad essa associati. Tanti i temi trattati: dalla spiegazione delle previsioni stagionali, alla costruzione di una stazione meteo casalinga. Ci sono anche molte notizie curiose che vi lasceranno a bocca aperta! Un testo davvero completo che consiglio soprattutto ai neofiti. Secondo la mia opinione questo libro dovrebbe essere utilizzato nelle scuole per la sua chiarezza e per l'interesse che può suscitare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;.&lt;br /&gt;TITOLO: Metereologia&lt;br /&gt;AUTORE: W. J. Burroughs, B. Crowder, T. Robertson, E. Vallier, R Whitaker&lt;br /&gt;CURATORE: Mercalli Luca&lt;br /&gt;EDITORE: De Agostini - collana I libri della natura&lt;br /&gt;288 pagine.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPzLnhzizdI/AAAAAAAAC2A/QYtx4McDCUg/s1600/IMGP9778%2BL%2527arrivo%2Bdelle%2Bnubi%2Bda%2Bneve%2Bsopra%2Bal%2Blago%2Bdi%2BGarlate%2B%2528parte%2Bsud%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 231px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPzLnhzizdI/AAAAAAAAC2A/QYtx4McDCUg/s320/IMGP9778%2BL%2527arrivo%2Bdelle%2Bnubi%2Bda%2Bneve%2Bsopra%2Bal%2Blago%2Bdi%2BGarlate%2B%2528parte%2Bsud%2529.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547532720963505618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Foto di Marco "Eko" Ferrario: "L'arrivo delle nubi da neve sopra il lago di Garlate".&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-4841830629032946178?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/4841830629032946178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=4841830629032946178' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4841830629032946178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/4841830629032946178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/02/libri-meteorologia.html' title='LIBRI - METEOROLOGIA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPzLrUPPhLI/AAAAAAAAC2I/HidpaFterF8/s72-c/2929254a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-2566994716670481183</id><published>2011-02-07T06:41:00.001+01:00</published><updated>2011-02-23T17:14:43.554+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>IL TARABUSINO, UN AIRONE IN MINIATURA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQYG7qd0_5I/AAAAAAAAC2o/BB8E2HuY1Po/s1600/tarabusino10.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQYG7qd0_5I/AAAAAAAAC2o/BB8E2HuY1Po/s320/tarabusino10.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550131212862160786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ il più piccolo degli aironi europei. Appartiene all’ordine Ciconiiformes, famiglia Ardeidae e il suo nome scientifico è Ixobrychus minutus. I sessi sono differenziati: maschio con capo, dorso e coda neri, corpo e collo nocciola, ali nere con due grosse macchie nocciola. Femmina simile ma con colori meno contrastanti e con strisce scure longitudinali sul collo. In volo, solitamente radente gli specchi d’acqua, appare evidente il contrasto nel piumaggio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQYG23kha1I/AAAAAAAAC2g/sn52Xk2p-dM/s1600/tarabusino06.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQYG23kha1I/AAAAAAAAC2g/sn52Xk2p-dM/s320/tarabusino06.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550131130480552786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solitario e territoriale, nidifica in canneti in zone umide, anche di piccole dimensioni come ex cave o margini di canali e fossi. Il nido viene costruito tra le canne o su piccoli cespugli, in genere a meno di un metro dal suolo. La dieta è costituita per la maggior parte da insetti, pesci e anfibi che vengono catturati sul terreno tra il fitto della vegetazione o sul pelo dell’acqua. Quando si sente minacciato assume posizione eretta con collo disteso e becco all’insù imitando così le canne palustri tra le quali si rifugia. Il comportamento mimetico di difesa tra le canne è talmente istintivo che viene attuato anche quando il Tarabusino si trova allo scoperto. Così può capitare che i soggetti catturati e inanellati a scopo scientifico, una volta rilasciati, non volino immediatamente ma si fermino in atteggiamento perfettamente mimetico in mezzo al nulla.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQYGy_1mhZI/AAAAAAAAC2Y/andaPAqSLhQ/s1600/tarab.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQYGy_1mhZI/AAAAAAAAC2Y/andaPAqSLhQ/s320/tarab.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550131063980197266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Migratore totale, trascorre l’inverno in Africa a sud del Sahara. E’ presente in gran parte dell’Europa dal Mediterraneo alla Scandinavia. In Italia nidifica in maniera diffusa, ma la maggior parte della popolazione è concentrata nella Pianura Padana e nelle zone umide costiere dell’alto Adriatico. In numero di coppie nidificanti in Europa è calcolato in 35.000 circa (forse altre 20.000 in Russia). Rispetto agli altri aironi, di cui si hanno conteggi  precisi dei nidi delle colonie, il numero delle coppie nidificanti in Italia è solo stimato. In Lombardia nidificano circa 200 delle 2000 coppie ipotizzate. A causa della rarefazione e delle trasformazioni dell’habitat riproduttivo, la popolazione europea appare in declino e la specie rientra tra quelle considerate vulnerabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQYGuvTaYUI/AAAAAAAAC2Q/-NALclFCyso/s1600/tarabebn_001.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQYGuvTaYUI/AAAAAAAAC2Q/-NALclFCyso/s320/tarabebn_001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550130990822351170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-2566994716670481183?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/2566994716670481183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=2566994716670481183' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2566994716670481183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/2566994716670481183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/02/il-tarabusino-un-airone-in-miniatura.html' title='IL TARABUSINO, UN AIRONE IN MINIATURA'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQYG7qd0_5I/AAAAAAAAC2o/BB8E2HuY1Po/s72-c/tarabusino10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-5562281416687961964</id><published>2011-02-03T06:49:00.003+01:00</published><updated>2011-02-15T12:32:41.967+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FILM'/><title type='text'>QAPIRANGAJUQ:  INUIT LA CONOSCENZA  E CAMBIAMENTO CLIMATICO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPOT2gLn2xI/AAAAAAAAC14/uoX0kX4s5kc/s1600/Inuit_Knowledge_co_directors_post.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPOT2gLn2xI/AAAAAAAAC14/uoX0kX4s5kc/s320/Inuit_Knowledge_co_directors_post.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544938130784115474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 23 Ottobre 2010, al Festival cinematografico “imagineNATIVE 2010” di Toronto (Canada),&lt;br /&gt;c’è stata la prima mondiale del nuovo documentario dell'Isuma Produtions:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Qapirangajuq: Inuit la conoscenza e cambiamento climatico."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regista Zacharias Kunuk (Atanarjuat The Fast Runner) e il ricercatore e regista Dr. Ian Mauro (Seeds of Change) hanno documentato le esperienze e le conoscenze della comunità Inuit in materia di cambiamento climatico. Gli Inuit sono gli esperti nelle loro terre e della fauna selvatica che vi vive, il film rende evidente che il cambiamento climatico è un problema dei diritti umani riguardanti la cultura indigena. Grazie al racconto di anziani cacciatori Inuit, il film esplora i cambiamenti sociali ed ecologici dovuti al riscaldamento dell'Artico. Il  film aiuta ad apprezzare la cultura Inuit e la competenza per quanto riguarda i cambiamenti ambientali e le modalità indigene di adattarsi ad esso. Questo nuovo documentario, della durata di 54 minuti, è il primo film in lingua Inuktitut sul tema.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Il documentario lo potete vedere interamente in streaming al link riportato di seguito, o se preferite potete scaricarlo e fare una donazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.isuma.tv/hi/en/inuit-knowledge-and-climate-change"&gt;http://www.isuma.tv/hi/en/inuit-knowledge-and-climate-change&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPOTzAPwPnI/AAAAAAAAC1w/gPoq6DfdW5g/s1600/2350.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 210px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPOTzAPwPnI/AAAAAAAAC1w/gPoq6DfdW5g/s320/2350.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544938070671900274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-5562281416687961964?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/5562281416687961964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=5562281416687961964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5562281416687961964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5562281416687961964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/02/qapirangajuq-inuit-la-conoscenza-e.html' title='QAPIRANGAJUQ:  INUIT LA CONOSCENZA  E CAMBIAMENTO CLIMATICO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPOT2gLn2xI/AAAAAAAAC14/uoX0kX4s5kc/s72-c/Inuit_Knowledge_co_directors_post.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-1785960894044654874</id><published>2011-01-31T06:31:00.001+01:00</published><updated>2011-01-31T08:08:07.749+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMBIENTE'/><title type='text'>L’OASI DEL LAGO DI MEZZOLA (TERZA PARTE)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQ8-58VYleI/AAAAAAAAC3I/Ai7qVzUR74M/s1600/mezz1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQ8-58VYleI/AAAAAAAAC3I/Ai7qVzUR74M/s320/mezz1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552726030740395490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La riva occidentale del bacino è impreziosita dai graziosi villaggi di Dascio e Albonico, da cui si gode una magnifico panorama sulla piana sottostante, quella orientale ad est è più interessante dal punto di vista naturalistico. Nelle sue acque si riflettono, infatti, le guglie a ventaglio del Pizzo di Prata e del Sasso Manduino, con le cime della Bregaglia che si rincorrono sullo sfondo, mentre a sud-est troneggiano maestosi il Legnone e il Legnoncino.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQ8-0tr8rBI/AAAAAAAAC3A/b2LG62opd5s/s1600/mez947.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQ8-0tr8rBI/AAAAAAAAC3A/b2LG62opd5s/s320/mez947.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552725940909157394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ qui che l’avvicendarsi delle stagioni, scandito dal gioco di colori della vegetazione, diventa un autentico spettacolo. E così dopo le architetture di ghiaccio e i merletti che ricamano i canneti d’inverno, la primavera è la stagione del verde intenso, delle fioriture più vivaci, degli iris gialli che contrastano con il blu metallico delle acque. L’estate è fatta soprattutto di luce, di lunghe giornate trascorse sui “quatr’ass”, le tipiche imbarcazioni a fondo piatto dei pescatori dell’alto Lario, di temporali improvvisi e cieli che tornano subito limpidi. E poi di nuovo l’autunno con le sue brume, l’urlo malinconico di un falco, le piogge che tormentano il bacino trasformando la sua quiete in una nostalgica danza di acqua su acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQ8-usAAUqI/AAAAAAAAC24/1LDMsPhctOs/s1600/mezzzo.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQ8-usAAUqI/AAAAAAAAC24/1LDMsPhctOs/s320/mezzzo.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552725837377196706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E di malinconia in malinconia, forse non c’è nulla di più triste constatare, dopo aver assistito alle stagionali evoluzioni offerte dalla natura, che l’uomo ha fatto ancora troppo poco per tutelarla. Oggi la malaria è stata debellata e ci si è resi conto che una palude destinata alla pesca e sfruttata in modo adeguato con l’itticoltura ha una resa di gran lunga superiore a un campo bonificato di barbabietole e mais. I territori allagati rappresentano il luogo a più alta produzione biologica del mondo, all’interno dei quali si riproduce un microcosmo inimmaginabile di organismi vegetali e animali. Le lagune, inoltre, hanno la capacità di attenuare gli effetti delle piene dei fiumi, per cui la loro scomparsa provoca nell’ambiente alterazioni che, a lungo andare, divengono irreversibili. Ecco perché proteggere una zona naturale come quella del lago di Mezzola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQ8-pF2lNlI/AAAAAAAAC2w/h36gS27lFWk/s1600/mez43.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQ8-pF2lNlI/AAAAAAAAC2w/h36gS27lFWk/s320/mez43.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552725741237778002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Foto degli Inuit del Lario.&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-1785960894044654874?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/1785960894044654874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=1785960894044654874' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1785960894044654874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/1785960894044654874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/01/loasi-del-lago-di-mezzola-terza-parte.html' title='L’OASI DEL LAGO DI MEZZOLA (TERZA PARTE)'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TQ8-58VYleI/AAAAAAAAC3I/Ai7qVzUR74M/s72-c/mezz1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-3799178023830179733</id><published>2011-01-27T06:11:00.002+01:00</published><updated>2011-01-27T06:11:00.323+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='KAYAK - TECNICA'/><title type='text'>LA PAGAIATA CIRCOLARE INDIETRO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ sostanzialmente il negativo della pagaiata circolare avanti: una volta compresa questa, sarà semplice eseguire il colpo indietro. Completata la torsione del busto verso la poppa del kayak con il braccio di lavoro teso e l’altro flesso al petto, è necessario trovare il punto di presa in posizione ore sei.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLMpouFiBrI/AAAAAAAACwU/xphgKCuGRJs/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLMpouFiBrI/AAAAAAAACwU/xphgKCuGRJs/s320/1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5526806947256469170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A differenza della pagaiata circolare in avanti, nella rotazione indietro l’azione della pala in acqua avviene tramite il dorso che, perpendicolare al piano dell’acqua, è rivolto verso l’esterno. Trovato il fulcro attorno al quale ruotare lo scafo, basterà spostare la poppa lontano dalla pala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLMpgVin3AI/AAAAAAAACwM/liHAZMzblv4/s1600/2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLMpgVin3AI/AAAAAAAACwM/liHAZMzblv4/s320/2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5526806803228646402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche in questo caso il movimento è prevalentemente a carico del busto e degli arti inferiori, che spingono nella direzione del movimento. La spinta sul puntapiedi avviene con il piede opposto al lato di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLMpYn_Q2_I/AAAAAAAACwE/iC_JEYC7SlU/s1600/3.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLMpYn_Q2_I/AAAAAAAACwE/iC_JEYC7SlU/s320/3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5526806670741658610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il colpo termina quando la prua del kayak arriva in prossimità della pagaia in zona ore dodici. Poiché la rotazione indietro è piuttosto brusca e tende a far perdere velocità al kayak, generalmente questo tipo di pagaiata viene utilizzata per cambi di direzione repentini in spazi ristretti o per invertire la rotta. Combinando pagaiata circolare avanti ed indietro si riesce a invertire la rotta di 360° molto velocemente e in spazi brevi.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-3799178023830179733?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/3799178023830179733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=3799178023830179733' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/3799178023830179733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/3799178023830179733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/01/la-pagaiata-circolare-indietro.html' title='LA PAGAIATA CIRCOLARE INDIETRO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TLMpouFiBrI/AAAAAAAACwU/xphgKCuGRJs/s72-c/1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-5867100552092866599</id><published>2011-01-24T06:24:00.000+01:00</published><updated>2011-01-24T06:24:00.119+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBRI'/><title type='text'>LIBRI - ALLA FINE DEL MONDO. LE GRANDI AVVENTURE POLARI.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPONp-8ELSI/AAAAAAAAC1o/zh-TOl3SZig/s1600/978-88-541-2225-3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 210px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPONp-8ELSI/AAAAAAAAC1o/zh-TOl3SZig/s320/978-88-541-2225-3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544931318632295714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando la temperatura precipita a 50 gradi sotto zero, il vento soffia a 300 chilometri orari, il sole splende a mezzanotte e l’oscurità dura per mesi interi, l’uomo ha bisogno di tutta la sua forza e anche dell’ultimo briciolo di volontà per sopravvivere. E non sempre è sufficiente. Dai tempi dei pionieri, armati solo di un’incrollabile determinazione, alle missioni moderne, che si avvalgono degli ultimi ritrovati della tecnica, Roald Amundsen, William Parry, Alistair Scott, Umberto Nobile e tanti altri leggendari esploratori raccontano le loro incredibili avventure alla scoperta di continenti ancora puri e selvaggi: spedizioni temerarie fino ai confini della Terra, lì dove la Natura detta la sua legge e l’uomo non può far altro che accettarne la sfida. In un’antologia emozionante e avvincente, quaranta storie di eroismo, privazioni, successi e fallimenti, spesso pagati con la vita ma affrontati sempre con straordinario coraggio e rispetto verso le forze grandiose e indomabili della natura.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Roald Amundsen • Umberto Nobile • Ernest Shackleton • William Edward Parry • Richard E. Byrd • Lynne Cox • Ranulph Fiennes • David Helvarg • Robert F. Scott • Edward “Bear” Grylls e tanti altri raccontano le loro storie di eroismo e avventura ai limiti estremi della terra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;.&lt;br /&gt;TITOLO: Alla fine del mondo. Le grandi avventure polari.&lt;br /&gt;AUTORE: Jon E. Lewis&lt;br /&gt;EDITORE: Newton Compton&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-5867100552092866599?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/5867100552092866599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=5867100552092866599' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5867100552092866599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5867100552092866599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/01/libri-alla-fine-del-mondo-le-grandi.html' title='LIBRI - ALLA FINE DEL MONDO. LE GRANDI AVVENTURE POLARI.'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TPONp-8ELSI/AAAAAAAAC1o/zh-TOl3SZig/s72-c/978-88-541-2225-3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-5237462796594085971</id><published>2011-01-20T06:36:00.000+01:00</published><updated>2011-01-20T06:36:00.612+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FAUNA'/><title type='text'>IL MESTOLONE, L’ANATRA DAL BUFFO BECCO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TNkynV6_25I/AAAAAAAAC04/hQm4eyqwd14/s1600/mest4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TNkynV6_25I/AAAAAAAAC04/hQm4eyqwd14/s320/mest4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537512868309621650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appartiene all’ordine Anseriformes famiglia Anatidae, uccelli acquatici conosciuti come anatre. E’ inclusa nel gruppo delle “anatre di superficie”, che per nutrirsi immergono solo la testa. Il suo nome scientifico è Anas clypeata. Il nome italiano si riferisce alla caratteristica forma del suo becco, molto grande e a spatola. Tra le anatre, ha dimensioni corporee intermedie (44-52 cm). Il maschio si distingue anche per il capo verde a riflessi metallici, il corpo bianco e nero con una fascia castana sui fianchi e sul ventre; la femmina, marroncina come nelle altre specie, si identifica facilmente per la forma del becco analoga a quella del maschio. In volo (elegante, veloce e ricco di evoluzioni) è particolarmente evidente la parte anteriore dell’ala di colore blu chiaro. Forma piccoli stormi all’interno dei quali c’è grande sincronia di movimento tra gli individui. Contrariamente a specie affini, come il Germano reale, il Mestolone in genere si riposa in acqua ed esce raramente sulla terraferma, dove cammina in modo goffo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TNkyigmdP7I/AAAAAAAAC0w/5HGshMKJ1S4/s1600/mest3.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 228px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TNkyigmdP7I/AAAAAAAAC0w/5HGshMKJ1S4/s320/mest3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537512785276911538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Predilige acque dolci e salmastre poco profonde, ricche di vegetazione, in cui costruisce il nido; in migrazione può sostare anche in mare aperto. In acqua tiene il petto per buona parte immerso e il becco rivolto in basso. E’ in grado di fare immersioni di media profondità, durante le quali setaccia il fondo con il becco alla ricerca di una grande varietà di alimenti, dal plancton ai piccoli molluschi; si nutre generalmente in gruppo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TNkybUzeUgI/AAAAAAAAC0o/7wxbo1mZ5eA/s1600/mest2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 210px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TNkybUzeUgI/AAAAAAAAC0o/7wxbo1mZ5eA/s320/mest2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537512661851197954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’areale europeo è continuo solo nelle regioni orientali, in Danimarca e Gran Bretagna; nelle aree mediterranee è molto frammentato. In Italia è nidificante regolare in zone umide costiere dell’alto Adriatico. In Lombardia è noto un solo caso di nidificazione certa, in Lomellina; è soprattutto un migratore, con un passo autunnale più regolare e meno numeroso rispetto a quello primaverile. Sverna nelle zone umide della pianura. Svernano in Italia 15.000-20.000 individui; la fascia prealpina e l’entroterra padano sono zone poco frequentate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TNkyXE--wlI/AAAAAAAAC0g/y9OxYBVi4FM/s1600/mest1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 255px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TNkyXE--wlI/AAAAAAAAC0g/y9OxYBVi4FM/s320/mest1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537512588885017170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5839717834855622821-5237462796594085971?l=inuitdellario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://inuitdellario.blogspot.com/feeds/5237462796594085971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5839717834855622821&amp;postID=5237462796594085971' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5237462796594085971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5839717834855622821/posts/default/5237462796594085971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://inuitdellario.blogspot.com/2011/01/il-mestolone-lanatra-dal-buffo-becco.html' title='IL MESTOLONE, L’ANATRA DAL BUFFO BECCO'/><author><name>Nerrajaq (ADO)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10854155715440361309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp3.blogger.com/_8lGNbuGngpY/R6MEWq2UbPI/AAAAAAAAAF0/L7Pff4SDnS4/S220/corradoxp.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TNkynV6_25I/AAAAAAAAC04/hQm4eyqwd14/s72-c/mest4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5839717834855622821.post-4901070995933920456</id><published>2011-01-17T06:42:00.000+01:00</published><updated>2011-01-17T06:42:00.166+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MONDO INUIT'/><title type='text'>LA FAUNA ARTICA E’ MINACCIATA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TMqlhpMwgeI/AAAAAAAAC0U/eDd-WWdJOus/s1600/orso2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TMqlhpMwgeI/AAAAAAAAC0U/eDd-WWdJOus/s320/orso2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5533417089591706082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:trackmoves/&gt;   &lt;w:trackformatting/&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:donotpromoteqf/&gt;   &lt;w:lidthemeother&gt;IT&lt;/w:LidThemeOther&gt;   &lt;w:lidthemeasian&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeAsian&gt;   &lt;w:lidthemecomplexscript&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeComplexScript&gt;   &lt;w:compatibility&gt; 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Gli orsi polari ne sono le prime vittime. Con il ritiro della banchisa, la loro “mensa” rischia di chiudere i battenti: proprio sulla banchisa, infatti, gli orsi si cibano di foche da novembre a maggio e immagazzinano riserve di grasso a sufficienza per riuscire a soggiornare sulla terraferma in estate quando il cibo scarseggia.&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TMqlZ8sqGlI/AAAAAAAAC0M/mCis6_WpCqA/s1600/orso.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 180px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TMqlZ8sqGlI/AAAAAAAAC0M/mCis6_WpCqA/s320/orso.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5533416957386824274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:trackmoves/&gt;   &lt;w:trackformatting/&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt; 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Secondo il Canadian Wildlife Service, i 12.000 individui recensiti ad ovest della baia di Hudson mostrano già i primi segni di fragilità. Le femmine malnutrite sono troppo deboli per dare alla luce i piccoli e nutrirli adeguatamente. La natalità è in calo e gli orsetti rachitici hanno perso in media il 15% del loro peso. Se non si prenderanno provvedimenti, la scomparsa di questi animali è solo questione di tempo.&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TMqlUjtj_MI/AAAAAAAAC0E/JyUgwiiJ9M4/s1600/renne1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8lGNbuGngpY/TMqlUjtj_MI/AAAAAAAAC0E/JyUgwiiJ9M4/s320/renne1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5533416864780385474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:trackmoves/&gt;   &lt;w:trackformatting/&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt; 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